Prestazioni di accompagnamento alla pensione: le precisazioni dell’INPS

L’INPS, con circolare n. 41 del 3 aprile 2026, ha fornito indicazioni sugli effetti delle novità introdotte dalla Legge n. 199/2025 in materia di adeguamento agli incrementi della speranza di vita dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, individuando le casistiche tutelate tramite un breve prolungamento degli assegni straordinari, delle isopensioni e delle indennità di espansione per i lavoratori che, alla luce delle novità normative, non raggiungerebbero la nuova data di decorrenza della pensione entro il periodo ordinario di esodo.

Infatti, la Legge di bilancio 2026 ha modificato la disciplina relativa all’adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico per il biennio 2027-2028, originariamente fissato in 3 mesi, riducendolo a un solo mese per il 2027.

Il 20 gennaio 2026, inoltre, il Ministero dell’Economia ha pubblicato il Rapporto n. 26/2025 sulle “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario” della Ragioneria generale dello Stato, che, sulla base dei più recenti dati demografici ISTAT, ha aggiornato le stime sui requisiti pensionistici “in via prospettica”, delineando il trend atteso per i prossimi decenni.

Oltre a ciò, l’art. 1, commi 162 e 163, Legge n. 213/2023, aveva già disciplinato la decorrenza della pensione anticipata ordinaria per gli iscritti alle Casse dei dipendenti pubblici CPDEL, CPS, CPI e CPUG.

L’Istituto ha, quindi, fornito indicazioni sugli effetti prodotti dalle novità normative sulle prestazioni di accompagnamento alla pensione, ossia sugli assegni straordinari per i lavoratori del settore bancario e assicurativo, sulle isopensioni e sulle indennità di espansione.

Con la finalità di consolidare il sistema degli strumenti normativi di accompagnamento a pensione e tutelare i soggetti già beneficiari, la circolare prevede il prolungamento della prestazione fino alla nuova data di pensionamento, anche oltre il periodo ordinario di durata massima dell’esodo (attualmente fissato in 4, 5 o 7 anni, a seconda della tipologia di prestazione).

La circolare, inoltre, introduce una specifica tutela a favore dei lavoratori che:

  • considerando i requisiti e le stime vigenti fino al 2025, hanno cessato l’attività lavorativa entro il 31 gennaio 2026;
  • già nel 2026 sono interessati dall’allungamento della finestra di decorrenza della pensione, in quanto iscritti alle Casse dei dipendenti pubblici CPDEL, CPS, CPI e CPUG.

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