L’Inps, con Messaggio 21 marzo 2023, n. 1100, fornisce le indicazioni utili ai fini della comunicazione da rendere da parte di coloro che svolgono lavori usuranti e che in relazione a tale situazione maturano requisiti agevolati ai fini dell’accesso a pensione.
Si tratta, in linea generale, dell’adempimento introdotto dal D.Lgs. 67/2011, così come modificato dalla L. 232/2016, che nel caso specifico dell’anno 2023 si concretizza nell’onere da parte degli interessati – coloro che maturano il diritto a pensione nel corso dell’anno 2024 – di inviare richiesta entro il 1° maggio 2023.
Il citato messaggio precisa quali sono le soglie che danno diritto di accesso al trattamento pensionistico, distinguendo per età anagrafica, anzianità contributiva, tipologia di lavoro usurante dichiarato e modalità (subordinata o autonoma) di esecuzione della prestazione.
In questo senso, per i lavoratori addetti a mansioni particolarmente usuranti, ivi compresi coloro che sono adibiti alla c.d. linea a catena, così come ai conducenti di autoveicoli adibiti al servizio pubblico collettivi:
- per il lavoro dipendente i requisiti congiuntamente da appurare sono i 35 anni di anzianità contributiva, un’età anagrafica almeno pari a 61 anni e 7 mesi, ed in ogni caso il rispetto della quota 97,6;
- per il lavoro autonomo i requisiti congiuntamente da appurare sono i 35 anni di anzianità contributiva, un’età anagrafica almeno pari a 62 anni e 7 mesi, ed in ogni caso il rispetto della quota 98,6
Per i lavoratori notturni, invece, la distinzione viene fatta a seconda delle giornate di lavoro svolte nella citata fascia, per cui sono previste tre fasce:
- coloro che svolgono un numero di giornate di lavoro notturno superiore a 78 nell’anno;
- coloro che svolgono un numero di giornate di lavoro notturno comprese tra le 72 e le 77;
- coloro che svolgono un numero di giornate di lavoro notturno comprese tra le 64 e le 71.
Da ultimo, il messaggio cita le modalità di comunicazione previste da parte dell’Istituto a risposta delle richieste avanzate, e lo spostamento dell’accesso a pensione a fronte di domande inviate tardivamente rispetto al termine del 1° maggio 2023.
