Giusta causa: valutazione della condotta del lavoratore

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 5 aprile 2019, n. 9675, ha stabilito che, in tema di licenziamento per giusta causa, la condotta addebitata al lavoratore deve essere valutata con riferimento agli aspetti concreti afferenti alla natura e all’utilità del singolo rapporto, alla posizione delle parti, al grado di affidamento richiesto dalle specifiche mansioni del dipendente, al nocumento eventualmente arrecato, alla portata soggettiva dei fatti stessi, ossia alle circostanze del loro verificarsi, ai motivi e all’intensità dell’elemento intenzionale o di quello colposo, dovendosi ritenere che anche un comportamento di natura colposa, per le caratteristiche sue proprie e nel convergere degli altri indici della fattispecie, può, infatti, risultare idoneo a determinare una lesione del vincolo fiduciario così grave e irrimediabile da non consentire l’ulteriore prosecuzione del rapporto.

 

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