Il Rating di legalità è un indicatore pubblico rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che sintetizza, in chiave premiale, l’affidabilità dell’impresa sotto il profilo della legalità e della correttezza nei comportamenti rilevanti per il mercato. Per il professionista, il rating va gestito come processo di compliance: non è un mero adempimento di accesso, ma un presidio continuativo fondato su dichiarazioni, perimetro soggettivo, evidenze documentali e monitoraggio degli eventi.
Il rating è uno strumento volontario per valutare la reputazione aziendale che promuove una competizione meritocratica, incentiva il rispetto delle regole e il miglioramento degli standard qualitativi.
All’impresa è attribuito un punteggio espresso in stelle (da ★ a ★★★), basato sull’assenza di specifiche cause ostative in capo alla società e ai soggetti rilevanti e, a livello incrementale, sulla presenza di requisiti premiali (presìdi organizzativi e di trasparenza).
Le aziende che possiedono il rating possono usufruire di vantaggi nell’ottenere risorse e opportunità sia nel settore pubblico che privato. In particolare, questo beneficio si riflette nelle procedure a evidenza pubblica, nell’accesso a finanziamenti pubblici e nell’ottenimento del credito bancario.
Requisiti soggettivi
Per la presentazione dell’istanza l’impresa deve rispettare congiuntamente i seguenti requisiti di accesso:
- fatturato minimo: almeno 2.000.000 euro nell’esercizio chiuso nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda. Per fatturato si intende la voce A1 del Conto economico, oltre all’importo relativo agli altri ricavi e prestazioni per i quali sono state emesse le corrispondenti fatture nell’esercizio annuale. Se l’impresa non raggiunge la soglia di fatturato, ma appartiene a un gruppo, può assumere il fatturato risultante dal bilancio consolidato, sebbene il rating resti attribuito alla singola impresa richiedente. Ai fini del limite dei 2 milioni di euro, non si possono sommare i fatturati di imprese unite solo da soggetti comuni o da consorzi, associazioni, contratti di rete o di avvalimento. Le imprese individuali, le altre società non soggette all’obbligo di pubblicazione del bilancio nel Registro Imprese, nonché gli enti che esercitano attività d’impresa iscritti al R.E.A., devono fare riferimento al fatturato riportato nel bilancio oppure, alternativamente, al volume d’affari indicato nella dichiarazione IVA. È previsto l’obbligo di allegare alla domanda una copia del bilancio o della dichiarazione IVA;
- anzianità: iscrizione al Registro Imprese o al REA da almeno 2 anni alla data della domanda;
- radicamento: presenza di una sede operativa nel territorio nazionale (luogo di svolgimento effettivo dell’attività, con presidio organizzativo e capacità di rappresentanza verso terzi). Il rating può quindi essere richiesto anche da società estere con una sede operativa sul territorio italiano iscritta al Registro delle imprese o al REA.
La presentazione dell’istanza non comporta alcun costo per il rilascio del rating di legalità.
Per ottenere il rating l’impresa è tenuta a registrarsi preventivamente sulla piattaforma Webrating (https://rating.agcm.it/auth/realms/WebRating/protocol/openid-connect/auth?response_type=code&client_id=agcm-modulo-rating-new&redirect_uri=https%3A%2F%2Frating.agcm.it%2FmoduloRatingFE%2Fsso%2Flogin&state=835a551d-4e02-4bd4-80cf-58bf2e1d91a0&login=true&scope=openid ), accessibile tramite il sito dell’Autorità.
Al termine della procedura di registrazione, sarà possibile accedere alla compilazione del Formulario di domanda e procedere al relativo invio, attenendosi alle istruzioni disponibili sul medesimo portale.
Qualora l’esito della valutazione sia positivo, l’AGCM attribuisce il rating all’impresa, ne dà comunicazione tramite PEC e procede all’iscrizione dell’impresa in uno specifico elenco pubblicato sul proprio sito istituzionale.
Prima del rilascio del rating, l’AGCM verifica la sussistenza dei requisiti mediante istruttoria documentale e flussi informativi con altre amministrazioni. Il presidio non si esaurisce nella fase di attribuzione, il sistema prevede anche attività di verifica successive, incluse quelle su regolarità fiscale e contributiva, svolte con il coinvolgimento della Guardia di Finanza su base campionaria (circa il 10% degli iscritti in elenco), con riferimento alle imprese già titolari di rating.
I controlli non si limitano alla società, ma si estendono ai “soggetti rilevanti” individuati dal Regolamento (ad es. titolare/legale rappresentante, componenti dell’organo amministrativo, direttore generale ove presente, soci di controllo o di maggioranza, e ulteriori figure dotate di poteri significativi come i procuratori, secondo i casi).
Novità introdotte dal 16 marzo 2026
Il nuovo regolamento (Delibera AGCM n. 31812 del 27 gennaio 2026) introduce un rafforzamento dell’impianto di controllo e una maggiore severità nella gestione degli obblighi informativi. Le modifiche introdotte riguardano la durata, la disciplina transitoria ed il perimetro dei soggetti rilevanti e tempestività delle comunicazioni. Nello specifico:
- durata: il rating rilasciato dal 16 marzo 2026 ha durata triennale. In fase di rinnovo devono essere confermati i requisiti soggettivi;
- continuità: viene valorizzata la cronologia dei rinnovi con un segno aggiuntivo “+” in presenza di continuità pluriennale. Il conseguimento di tre segni “+” comporta l’assegnazione di una stella aggiuntiva fino ad un massimo di tre stelle;
- obblighi informativi: viene introdotto un irrigidimento della tempestività nelle comunicazioni degli eventi rilevanti, con possibili effetti ablativi sul rating in caso di omissioni/ritardi.
Motivi ostativi
Le ostatività, considerate sono di natura penale, prefettizia e giudiziaria, impediscono il rilascio o la conservazione del rating e si innescano quando emergono fatti o provvedimenti incompatibili con gli standard di legalità richiesti.
Il perimetro include reati ad alta rilevanza per l’affidabilità dell’impresa, come quelli collegati alla responsabilità dell’ente, le violazioni tributarie e le fattispecie in materia di salute e sicurezza sul lavoro, oltre a specifici reati di particolare allarme economico-sociale (ad esempio intestazione fittizia, caporalato, estorsione e usura).
L’effetto ostativo può scattare già in presenza di misure di prevenzione o misure cautelari efficaci, nonché quando il procedimento penale si trova in una fase avanzata caratterizzata dall’avvio formale dell’azione penale per determinate ipotesi qualificate.
La valutazione non riguarda solo la società in senso stretto, ma si estende ai soggetti rilevanti. Sul versante prefettizio/antimafia, assumono rilievo le interdittive e altre misure di controllo o gestione disposte sull’impresa, purché ancora efficaci.
L’ostatività non è però indefinita nel tempo, anche in presenza di provvedimenti definitivi, l’effetto preclusivo può cessare dopo un periodo adeguato, variabile in funzione della tipologia di provvedimento.
In casi circoscritti, è possibile superare la preclusione se l’impresa dimostra una dissociazione completa ed effettiva dalle condotte contestate, soprattutto quando riferite a soggetti cessati, e se ha gestito l’evento con tempestività informativa verso l’Autorità.
Effetti premiali
L’impresa ottiene il punteggio base (una “stella”) se rispetta tutti i requisiti obbligatori di correttezza e assenza di cause ostative. Da lì può “salire” aggiungendo dei “+” ogni volta che dimostra di avere comportamenti e strumenti extra di legalità e organizzazione, ad esempio: aderire a protocolli contro le infiltrazioni criminali, tracciare in modo sistematico i pagamenti, avere una funzione interna (anche esterna) che controlli la conformità alle regole, adottare presìdi organizzativi contro reati e corruzione, implementare processi strutturati di responsabilità sociale, risultare iscritta in elenchi prefettizi antimafia, adottare codici etici o clausole/strumenti per risolvere le controversie in modo concordato e, in casi specifici, denunciare reati subiti quando poi parte un procedimento penale.
Il punteggio può, invece, perdere un “+” se, nel casellario dei contratti pubblici, risultano annotazioni recenti su gravi inadempienze o negligenze nell’esecuzione dei contratti.
Vantaggi dell’iscrizione in elenco
Il rating di legalità offre valore quando funziona come sistema operativo e non solo come etichetta. Se ben gestito e supportato da evidenze coerenti, facilita i rapporti con le banche, migliora la reputazione aziendale e semplifica i processi istruttori. Il punteggio è pubblico, aggiornato e con scadenza, diventando così un segnale chiaro per filiere e stakeholder.
Con il nuovo sistema, la continuità non è semplicemente un aspetto amministrativo, ma diventa una risorsa reputazionale che si costruisce nel tempo e premia ci gestisce la compliance con costanza.
Per i professionisti significa assistere l’azienda non solo nella presentazione della domanda, ma nel rendere efficaci e solidi assetti, procure, controlli e documentazione.
Dal 2026, il rating dovrà essere costantemente mantenuto con disciplina, diventando un vero strumento gestionale e non più una semplice dichiarazione.
Check-list operativa (domanda, gestione e mantenimento)
La seguente check-list è progettata per ridurre il rischio di istruttoria negativa e di contestazioni in fase di mantenimento, con particolare attenzione al perimetro soggettivo e all’aggiornamento eventi.
La check-list non sostituisce l’analisi caso per caso: per gruppi, operazioni straordinarie, procure atipiche e posizioni specifiche dei soggetti rilevanti è opportuno predisporre una nota istruttoria interna, con evidenze e motivazioni, prima dell’inoltro dell’istanza.
| Area | Punto di controllo | Esito | Evidenze / note |
| Ammissibilità | Verifica fatturato >= 2.000.000 euro (o fatturato di gruppo se applicabile). | ☐ OK ☐ KO | |
| Ammissibilità | Verifica iscrizione al Registro imprese da almeno 2 anni. | ☐ OK ☐ KO | Prima iscrizione |
| Ammissibilità | Verifica sede operativa in Italia (operatività effettiva e presidio). | ☐ OK ☐ KO | Verifica sede operativa presso Registro imprese/REA |
| Perimetro soggettivo | Mappatura organo amministrativo (componenti, deleghe, poteri). | ☐ OK ☐ KO | Organigramma / visura / delibere |
| Perimetro soggettivo | Mappatura procuratori con poteri gestionali o deleghe su aree sensibili. | ☐ OK ☐ KO | Procure / deleghe |
| Perimetro soggettivo | Identificazione soci rilevanti (controllo/maggioranza e casistiche particolari). | ☐ OK ☐ KO | Libro soci / assetti proprietari |
| Requisiti base | Assenza di cause ostative in capo a impresa e soggetti rilevanti. | ☐ OK ☐ KO | Autodichiarazioni + riscontri |
| Requisiti premiali | Se richiesti “+”: verifica presìdi organizzativi (es. modelli, policy, tracciabilità). | ☐ OK ☐ KO | Documenti di sistema |
| Procedura | Predisposizione istanza via WebRating. | ☐ OK ☐ KO | |
| Mantenimento | Istituzione registro interno eventi rilevanti e workflow di comunicazione entro i termini. | ☐ OK ☐ KO | Procedura interna / RACI |
| Mantenimento | Monitoraggio periodico cariche, procure, assetti e variazioni societarie. | ☐ OK ☐ KO | Calendario verifiche |
| Mantenimento | Presidio evidenze: data room aggiornata e coerente con dichiarazioni rese. | ☐ OK ☐ KO | Indice evidenze |
