L’efficienza cresce, ma il valore dipende da come viene utilizzata
Il 71% dei professionisti che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale registra una riduzione dei tempi operativi e delle attività ripetitive. È uno dei dati più significativi del White Paper Scenario delle Professioni 2026, che evidenzia come l’AI stia già modificando l’organizzazione del lavoro negli Studi professionali.
Il beneficio è concreto: meno tempo dedicato alle attività di routine e maggiori risorse potenzialmente disponibili per servizi a valore aggiunto. Ma il passaggio dall’efficienza alla crescita professionale non è automatico. Recuperare ore di lavoro rappresenta soltanto il primo risultato; la questione decisiva è come utilizzarle per migliorare la qualità del servizio e ampliare l’offerta consulenziale.
Automazione e integrazione dei processi
L’impiego dell’AI si concentra soprattutto nelle attività caratterizzate da elevati volumi e operazioni ripetitive. Secondo il White Paper, oltre il 70% dei professionisti che utilizzano queste tecnologie le applica all’automazione contabile e amministrativa e alla ricerca normativa. La contabilizzazione e la riconciliazione dei movimenti bancari raggiungono circa il 65%, mentre più del 35% rileva benefici nella produzione di documenti e report.
Questi risultati mostrano come la tecnologia possa intervenire su attività che assorbono una parte significativa del tempo dello Studio. Per sfruttarne pienamente le potenzialità, tuttavia, non basta introdurre nuovi strumenti: occorre integrarli nei processi esistenti, definire modalità di supervisione dei risultati e sviluppare le competenze necessarie al loro utilizzo.
L’obiettivo è rendere più efficiente l’intera organizzazione, evitando che l’innovazione rimanga confinata a singole attività.
Dal tempo recuperato ai nuovi servizi professionali
Il tempo liberato dall’automazione può essere destinato ad attività che richiedono analisi, interpretazione e relazione con il cliente. Controllo di gestione, pianificazione finanziaria, analisi dei dati e supporto alle decisioni aziendali sono alcuni degli ambiti nei quali il commercialista può rafforzare il proprio ruolo consulenziale.
Le aspettative dei professionisti confermano questa direzione: il 45,5% si attende un miglioramento della qualità dei servizi offerti e il 35,3% un ampliamento dell’offerta professionale. I risultati economici, però, sono ancora limitati: soltanto il 7,6% segnala un aumento dei ricavi riconducibile all’adozione dell’AI.
È una distinzione importante. I benefici organizzativi sono già misurabili, mentre la loro traduzione in crescita economica richiede un percorso ulteriore. Servono investimenti nelle competenze, una revisione dei processi interni e la capacità di trasformare il tempo recuperato in servizi riconoscibili e utili per i clienti.
Tecnologia e competenze per l’evoluzione dello Studio
In questa prospettiva si inserisce l’approccio di TeamSystem, che individua nell’integrazione tecnologica tra Studio e impresa una delle condizioni per migliorare l’efficienza operativa e sviluppare nuove modalità di collaborazione.
Strumenti digitali integrati, processi più fluidi e formazione costituiscono elementi complementari di questo percorso. Attraverso Euroconference, l’attenzione si estende allo sviluppo delle competenze digitali, manageriali e consulenziali necessarie per accompagnare l’evoluzione dell’attività professionale.
Il White Paper, realizzato nell’ambito del progetto Scenario delle Professioni con The European House – Ambrosetti, restituisce così una prospettiva che va oltre il risparmio di tempo: il valore dell’AI non si misura soltanto nelle attività che consente di automatizzare, ma soprattutto nella capacità dello Studio di utilizzare le risorse liberate per offrire servizi migliori.
