DUT call 2025: nuovi fondi europei per la transizione urbana sostenibile

Come possono città, università e imprese collaborare per costruire modelli urbani sostenibili grazie ai nuovi fondi europei?

La Commissione Europea, nell’ambito di Horizon Europe, ha pubblicato il nuovo bando DUT Call 2025 – Driving Urban Transitions, che conferma e rafforza l’impegno dell’Unione Europea verso città più sostenibili, digitali e inclusive.

Il programma, coordinato dalla DUT Partnership e cofinanziato dalla Commissione, finanzia progetti di ricerca e innovazione transnazionale incentrati sulla trasformazione urbana, l’efficienza energetica e la resilienza dei centri abitati europei.

Con un budget complessivo di oltre 44 milioni di euro, la DUT Call 2025 rappresenta una delle iniziative più strategiche per il periodo 2025-2026, offrendo a enti pubblici, università, centri di ricerca e imprese un’opportunità concreta per sviluppare soluzioni integrate e replicabili per la transizione ecologica delle città europee.

La DUT Call 2025 si inserisce nel quadro delle priorità del Green Deal europeo e della Missione UE “100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030”, contribuendo alla creazione di ecosistemi urbani più sostenibili, digitali e resilienti.

Gli obiettivi principali del bando sono:

  • accelerare la transizione ecologica e digitale delle aree urbane;
  • promuovere nuovi modelli di governance urbana basati sulla cooperazione pubblico-privata;
  • favorire l’adozione di soluzioni sistemiche per ridurre le emissioni, migliorare la qualità della vita e rafforzare la coesione sociale;
  • stimolare la ricerca transdisciplinare e la collaborazione tra città europee.

A tal fine, la Call si articola in 3 Transition Pathways (TP), veri e propri percorsi tematici che orientano i progetti ammissibili:

  1. 15-Minute City (15mC) – modelli urbani policentrici, con servizi, lavoro e svago accessibili in 15 minuti a piedi o in bicicletta;
  2. Circular Urban Economies (CUE) – sperimentazione di modelli di economia circolare in ambito urbano, gestione sostenibile di rifiuti, materiali e risorse;
  3. Positive Energy Districts (PED) – sviluppo di distretti urbani a energia positiva, capaci di produrre più energia di quanta ne consumino.

La DUT Call 2025 si pone come un modello avanzato di finanza agevolata applicata alla dimensione urbana: non si limita a sostenere la ricerca, ma punta a trasformare le città in laboratori reali di sostenibilità.

Per imprese, enti locali e centri di ricerca, la partecipazione al bando significa entrare in un network europeo di innovazione, condividere conoscenze e attrarre risorse per progetti ad alto impatto territoriale.

In un contesto in cui la transizione ecologica e digitale si intrecciano con la pianificazione urbana, la Call offre un’occasione concreta per tradurre la ricerca in politiche pubbliche, servizi e infrastrutture intelligenti.

Le esperienze sviluppate potranno diventare modelli replicabili per le città europee, contribuendo a un’Europa più verde, resiliente e competitiva.

Il bando è aperto a consorzi transnazionali composti da almeno 3 entità legali indipendenti di 3 diversi Paesi partecipanti alla partnership DUT.

Tra questi, devono figurare almeno 2 soggetti provenienti da Stati membri UE o Paesi associati a Horizon Europe.

Possono partecipare:

  • Università, centri di ricerca e innovazione;
  • enti locali e autorità municipali, fortemente incoraggiati come partner chiave;
  • PMI e imprese innovative impegnate nello sviluppo di tecnologie o modelli gestionali urbani sostenibili;
  • organizzazioni della società civile, ONG e associazioni territoriali.

Ogni partner riceverà il finanziamento secondo le regole nazionali stabilite dall’agenzia di riferimento del proprio Paese.

L’Italia partecipa attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che cofinanziano progetti italiani in linea con le priorità nazionali.

La DUT Call 2025 finanzia progetti di ricerca e innovazione applicata, con una forte dimensione sperimentale e territoriale.

Sono ammissibili:

  • progetti di pianificazione urbana sostenibile e rigenerazione ambientale;
  • soluzioni tecnologiche per mobilità verde, edilizia a basso impatto, energia rinnovabile e gestione intelligente dei dati urbani;
  • sperimentazioni di Living Labs e piattaforme di co-creazione tra cittadini, imprese e istituzioni;
  • studi per politiche di economia circolare in ambito urbano;
  • iniziative di governance partecipativa e innovazione sociale.

Le proposte devono integrare ricerca, innovazione e implementazione, generando impatti tangibili sulle politiche urbane e sugli obiettivi climatici.

Ogni progetto dovrà specificare l’approccio adottato:

  • Research Oriented (ROA) – centrato sulla ricerca scientifica e modellizzazione;
  • Innovation Oriented (IOA) – orientato a soluzioni operative, pilota e replicabili.

La durata dei progetti può variare tra 24 e 36 mesi, con un budget massimo consigliato di 1,5 milioni di euro per consorzio.

Il sostegno finanziario avviene sotto forma di contributo a fondo perduto.

Ogni Paese partecipante stabilisce percentuali di cofinanziamento differenti.

Indicativamente:

  • Università e centri di ricerca possono ottenere fino al 100% dei costi ammissibili;
  • PMI e imprese possono ricevere tra il 50% e il 75%, a seconda della natura del progetto (ricerca o innovazione);
  • enti pubblici locali possono beneficiare di contributi in cofinanziamento con risorse nazionali.

Le spese ammissibili includono costi di personale, consulenze, attrezzature, materiali, missioni, costi generali e attività di comunicazione e disseminazione.

Ogni progetto dovrà rispettare il principio “Do No Significant Harm” (DNSH) e le norme UE in materia di open access e data management.

La procedura di candidatura si articola in 2 fasi:

  1. Pre-proposal – scadenza il 17 novembre 2025 (ore 13:00 CET);
  2. Full proposal – scadenza il 23 aprile 2026 (ore 13:00 CEST), riservata ai progetti preselezionati.

La presentazione avviene esclusivamente online tramite la piattaforma dutpartnership.eu, utilizzando i template ufficiali e seguendo le linee guida del bando.

Ogni proposta deve includere un summary del progetto, la descrizione degli obiettivi e impatti attesi, il budget dettagliato per partner e le lettere di impegno dei partecipanti.

Le valutazioni saranno condotte da un panel internazionale di esperti indipendenti, sulla base di 3 criteri principali:

  • eccellenza scientifica e innovativa;
  • impatto potenziale e scalabilità;
  • qualità dell’implementazione e del partenariato.

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