La Riforma fiscale ha ridefinito l’approccio alla gestione degli atti impositivi, introducendo il contraddittorio preventivo e imponendo un coordinamento tra ravvedimento operoso e strumenti deflattivi del contenzioso. Le nuove regole incidono su termini, procedure e strategie difensive, richiedendo una revisione integrata delle opzioni a disposizione del contribuente. Ne deriva un sistema più strutturato, orientato a una gestione anticipata e consapevole del rapporto con il Fisco.
Come cambia l’approccio al ravvedimento e alla gestione degli atti di accertamento dopo la Riforma fiscale.
Le modifiche introdotte allo Statuto del contribuente (Legge n. 212/2000) con l’introduzione del nuovo procedimento preceduto sul c.d. schema d’atto, impongono una rivisitazione completa degli strumenti a disposizione del contribuente per gestire il rapporto con il Fisco.
Le nuove procedure devono essere necessariamente coordinate fra di loro e integrate con i classici strumenti deflattivi del contenzioso fra i quali, in primis, il ravvedimento operoso.
Sono questi, in estrema sintesi, i principali argomenti che verranno trattati nel corso specialistico di Euroconference dedicato alla gestione degli atti del fisco dopo la recente Riforma fiscale operata in attuazione della Legge n. 111/2023.
Il punto di partenza di ogni riflessione è sicuramente costituito dalle novità relative al contraddittorio preventivo, divenuto obbligatorio per tutta una serie di atti, con la disciplina del già citato schema d’atto.
Si rende altresì necessario procedere a un riesame delle regole sulla sospensione feriale dei termini ex art. 37, comma 11-bis, D.L. n. 223/2006, tenendo particolarmente conto della recente interpretazione dell’Agenzia delle Entrate fornita in merito alle osservazioni del contribuente.
Sul fronte delle opzioni a disposizione del contribuente e del suo difensore è necessario dedicare uno specifico approfondimento alle novità apportate all’istituto del ravvedimento operoso, strumento che può essere utilizzato fino all’emissione dell’atto impositivo da parte dell’ufficio.
Anche l’accertamento con adesione, nelle sue diverse declinazioni (istanza entro 30 giorni dallo schema, istanza post osservazioni, istanza post accertamento ex art. 6, D.Lgs. n. 218/1997) e il diritto di accesso al fascicolo che il contribuente può esercitare entro il termine di 60 giorni dalla notifica dello schema d’atto, dovranno essere attentamente valutati e rivisti a seguito delle molte novità apportare dalla Riforma.
La parte centrale del corso verrà dedicata all’esame della disciplina dei termini decadenziali alla luce della cessazione della sospensione COVID di 85 giorni, illustrando i meccanismi di proroga automatica di 120 giorni previsti dall’art. 6-bis, comma 3, Legge n. 212/2000, operanti quando il termine per l’esercizio del contraddittorio scade in prossimità della decadenza ordinaria.
Da approfondire, con attenzione, anche la tematica relativa all’interazione tra sospensione feriale ex art. 37, comma 11-bis, D.L. n. 223/2006, e il calcolo della proroga, nonché le differenti proroghe applicabili in caso di istanza di adesione dopo accessi, ispezioni o verifica effettuate ai sensi dell’art. 6, comma 1, D.Lgs. n. 218/1997.
Necessaria, a chiusura del corso specialistico, una completa rivisitazione e trattazione comparata degli strumenti deflattivi del contenzioso oggi disponibili: l’adesione integrale al PVC ex art. 5-quater, D.Lgs. n. 218/1997, con riduzione delle sanzioni a 1/6 del minimo e rateazione fino a 8 rate trimestrali (16 se l’importo supera 50.000 euro), il ravvedimento operoso con sanzioni e interessi ridotti – da valutare alla luce delle nuove percentuali introdotte dal D.Lgs. n. 87/2024 per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 – l’adesione allo schema o all’accertamento con sanzioni a 1/3 e l’acquiescenza alle sole sanzioni quale strategia per l’impugnazione delle imposte. Il seminario specialistico di Euroconference dal titolo “Dal ravvedimento all’adesione: come gestire gli atti del Fisco” affronta, dunque, con un taglio sistematico e un orientamento tipicamente operativo, la gestione degli atti impositivi e dei controlli fiscali, offrendo al professionista una visione integrata degli strumenti deflattivi del contenzioso e delle strategie per la loro ottimale combinazione.
