26 Aprile 2022

Saldo contabile di riferimento per l’individuazione delle rimesse solutorie

di Francesca Dal Porto Scarica in PDF

Al fine di quantificare il saldo contabile di riferimento per individuare eventuali rimesse solutorie, nell’ambito dell’analisi dell’eccezione di prescrizione del diritto di ripetizione del pagamento di una serie di competenze sui rapporti bancari, principio cardine è il saldo disponibile.

Tale saldo si ottiene dalla ricostruzione dell’estratto conto, operazione per operazione, tenendo conto dell’effettiva disponibilità del correntista.

Il saldo disponibile non coincide necessariamente né con il saldo per valuta (quello sul quale vengono pagati o addebitati gli interessi) né con quello contabile (dato dal risultato della somma algebrica delle operazioni registrate sul rapporto di conto fino ad una certa data).

Si rende pertanto necessario analizzare i dati desumibili dagli estratti conto bancari, valutando, per ogni singola operazione, se la disponibilità possa essere ricondotta alla data contabile, alla data per valuta, oppure ad una data diversa.

Nella ricostruzione, si possono seguire una serie di criteri:

  • nel caso delle registrazioni a debito del correntista, ossia per operazioni di prelievo effettuate, in genere si fa riferimento alla data contabile. Da tale data, infatti, la somma non sarà più nella disponibilità del correntista: si pensi, ad esempio, a prelievi di contanti, ad emissione di assegni circolari. Questo vale anche nel caso di addebiti per insoluti di eventuali effetti anticipati s.b.f.;
  • nel caso invece di registrazioni a credito, ossia di operazioni destinate ad incrementare la disponibilità del correntista, è necessario operare una distinzione:
  1. i versamenti in contanti e gli accrediti a mezzo bonifici, si rendono disponibili nel momento della relativa registrazione sul rapporto: per questo motivo il saldo disponibile viene a coincidere con quello contabile;
  2. anche nel caso di accrediti di assegni circolari emessi dalla stessa banca e di assegni bancari emessi da una filiale della stessa banca, il saldo disponibile coincide con quello contabile;
  3. nel caso invece di versamenti a mezzo assegni diversi da quelli sopra indicati e di operazioni con l’estero o di anticipazioni salvo buon fine, le somme si rendono disponibili solo al momento dell’effettivo incasso da parte della banca: in questo caso, il saldo disponibile coincide con la data della valuta dell’operazione.

Volendo effettuare una schematizzazione si ottiene:

Addebiti Saldo disponibile
Prelievo contanti saldo contabile
Emissione assegno circolare saldo contabile
Disposizione di pagamento (bonifico, giroconto) saldo contabile
Addebito delle competenze saldo contabile
Addebito di un insoluto saldo valuta

Accrediti  
Versamento in contanti contabile
Disposizione a credito (bonifico, giroconto) contabile
Accredito interessi contabile
Assegni bancari e circolari altre banche valuta
Assegni circolari e bancari stessa banca contabile
Accredito effetti valuta
Accredito anticipi sbf valuta

Una volta ordinate le operazioni in base al saldo disponibile, occorre scegliere il saldo di riferimento.

Si può assumere come tale il saldo risultante dagli estratti conto redatti dalla banca (cosiddetto “saldo banca”), ovvero il “saldo banca” depurato dalle competenze ritenute illegittime (cosiddetto “saldo rettificato”).

Nel caso in cui infatti si assuma come saldo quello depurato dalle competenze ritenute illegittime, è pacifico che lo stesso sarà, se negativo, molto più contenuto: di conseguenza, in presenza di una apertura di credito è più facile che lo stesso rimanga intra fido, ossia entro l’ammontare concesso in affidamento.

In questo caso, è più difficile l’individuazione di rimesse solutorie visto che non si avrà quell’effetto di spostamento patrimoniale richiesto perché una rimessa possa considerarsi anziché ripristinatoria, solutoria.