19 Gennaio 2026

Nuovi strumenti nelle strategie di decarbonizzazione

di Greta Popolizio
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Nell’ambito delle strategie aziendali di decarbonizzazione un ruolo importante è assunto dai meccanismi di compensazione. In estrema sintesi, nell’ambito delle procedure aziendali può esistere un livello di emissioni di gas effetto serra che, per limiti tecnologici o antieconomicità, è difficilmente comprimibile.

È pertanto possibile ricorrere a un meccanismo compensativo tramite l’acquisto dei crediti di carbonio. Il credito di carbonio è uno strumento trasferibile o negoziabile, emesso e verificato secondo norme riconosciute, che rappresenta una tonnellata metrica di CO₂ rimossa e stoccata. Viene emesso da organizzazioni che sviluppano e attuano progetti di rimozione e stoccaggio di CO₂, e debbono naturalmente essere verificati e certificati.

Sovente, la procedura per acquisire tali crediti richiede l’intervento di intermediari, con la conseguenza di rendere meno trasparente ed efficace l’investimento aziendale.

In questo contesto, è stato istituito il Registro Nazionale dei crediti di carbonio volontari, che rappresenta un passo importante per l’Italia nella lotta al cambiamento climatico, focalizzandosi sul settore forestale che copre oltre 10 milioni di ettari di territorio nazionale. Nato da un decreto interministeriale firmato il 17 ottobre 2025 dai ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, questo strumento gestito dal CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria) rende operativo un mercato trasparente di crediti generati da progetti boschivi certificati. I crediti, equivalenti a una tonnellata di CO2 assorbita e stoccata nella biomassa forestale, mirano a contrastare il greenwashing promuovendo azioni concrete e verificabili.

Le fondamenta normative del Registro affondano le radici nell’art. 45, comma 2-quater, D.L. n. 13/2023, convertito in Legge n. 41/2023, che ha previsto una sezione dedicata ai crediti volontari agroforestali, e nelle linee guida nazionali approvate e pubblicate in Gazzetta Ufficiale n. 268 del 18 novembre 2025 tramite decreto del MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) datato 15 ottobre. Questo quadro si allinea al Regolamento (UE) 2024/3012 sul carbon farming e alle linee guida IPCC 2006 per gli inventari di gas serra, integrando sistemi informativi pubblici nazionali già operativi come SINFor, SIAN, ISPRA e la Carta Forestale d’Italia per una tracciabilità totale. L’Italia, con il suo vasto patrimonio boschivo, allinea così standard IPCC per inventari GHG, rispondendo a esigenze europee sul clima e valorizzando aree interne spesso trascurate.

Per iscrivere crediti nel Registro, i progetti devono durare almeno 20 anni, essere addizionali rispetto agli obblighi di conservazione esistenti e certificati da enti terzi accreditati da Accredia. Il CREA verifica documenti, audit e monitora annualmente, emettendo crediti cedibili solo dopo 5 anni dall’iscrizione, con cancellazione al momento della compensazione emissioni da parte di aziende o privati. La piattaforma online, operativa entro il 2026 e integrata con la Carta Forestale d’Italia, permette acquisti diretti senza intermediari, riducendo costi e aumentando credibilità tramite verifiche terze e trasparenza pubblica.

Questi progetti contribuiranno non solo a sequestrare CO2, ma anche a migliorare la biodiversità, la gestione sostenibile e la resilienza boschiva, generando valore per proprietari, consorzi e comunità locali attraverso vendite dirette a imprese virtuose. L’Italia stimola così investimenti privati in foreste, contrastando degrado e incendi, mentre le aziende compenseranno le proprie emissioni con crediti nazionali affidabili, evitando rischi di doppio conteggio o frodi. Si prevede un rilancio economico per zone rurali, con benefici sociali come occupazione in silvicoltura e sviluppo territoriale, allineando ecologia a redditività.