Privacy e droni

Lo scorso luglio un attacco informatico perpetrato durante una gara di droni in svolgimento a Torino ha evidenziato in modo eclatante alcune delle tematiche cui le nuove tecnologie ci espongono ogni giorno di più  (https://www.lastampa.it/torino/2019/07/13/news/attacco-hacker-durante-la-sfida-dei-droni-la-corsa-sul-po-si-ferma-e-poi-riprende-1.36994369).

I droni, infatti, sono apparecchi che possono essere utilizzati per scopi ricreativi e di svago ma anche per attività professionali o di impresa: si pensi ai tanti ragazzi che amano far decollare i propri aeromodelli nei parchi cittadini o in zone all’aperto, ma anche alle notevoli e possibili applicazioni professionali e industriali che questi velivoli consentono: nella protezione civile, nell’edilizia, nell’agricoltura e in tanti altri settori. In questi campi, dall’agricoltura allo spettacolo, dalla difesa alla manutenzione, sino alla ricerca di persone disperse, si assiste a una crescita esponenziale dell’utilizzo di questi apparecchi, sempre più sofisticati. Esistono oggi, è noto, aeromodelli venduti addirittura nei supermercati e altri che si trovano solo in negozi specializzati.

La prima distinzione da farsi in relazione ai droni riguarda la presenza di un pilota sull’apparecchio (manned aircraft system) o meno (unmanned aircraft system): i droni, ovviamente, fanno parte di questa seconda categoria (“veicoli senza pilota”: “UAS”).

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