Il purpose degli Studi professionali

 In un tempo in cui ci si interroga su passaggi generazionali, governance, retention dei giovani Professionisti e, in generale, branding concentrandosi spesso solo su “che cosa” e “come”, quella che invece viene altrettanto di frequente elusa e potrebbe di gran lunga aiutare a trovare delle risposte è una semplice domanda di base: perché? Perché esiste uno Studio professionale?

Serve una ragione profonda, in grado di orientare scelte strategiche, attrarre talenti, resistere alla prova del tempo. Serve, in una parola, un purpose, una ragione che esprima la vera vocazione dello Studio, l’essenza, la ragione ultima, il vero perché lo Studio esiste.

Il purpose non è uno slogan

Come osserva Giorgio Donna in un recente articolo su Harvard Business Review Italia (https://www.hbritalia.it/marzo-2025/2025/03/03/news/lessenza-concreta-del-purpose-16201/), il purpose non è uno slogan da scrivere nella brochure, ma l’identità viva dell’organizzazione, il suo “centro di gravità permanente”. Quando è autentico, quando informa le scelte e i comportamenti reali, può sostenere l’impresa (e, quindi anche lo Studio) anche nei momenti di crisi. Anzi, spesso è proprio il purpose a tenere insieme l’impresa quando l’intelligenza strategica fallisce, quando i margini si assottigliano, quando i fondatori si fanno da parte.

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