Mercati finanziari: il TUF si allinea alla nuova regolazione europea

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 28 febbraio 2026, n. 28, recante disposizioni di adeguamento del Testo Unico della Finanza (d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, c.d. TUF) a diversi atti normativi dell’Unione europea in materia di infrastrutture dei mercati finanziari, trasparenza delle negoziazioni, finanza sostenibile e accesso ai dati dei mercati dei capitali.

Il provvedimento realizza un aggiornamento sistematico della disciplina nazionale mediante il coordinamento con i più recenti interventi dell’Unione europea, tra cui il Regolamento (UE) 2023/2845 sui depositari centrali di titoli, il Regolamento (UE) 2024/2987 di riforma della disciplina delle controparti centrali prevista dal Regolamento (UE) 648/2012, nonché le modifiche al quadro MiFID/MiFIR introdotte dal Regolamento (UE) 2024/791 e dalla Direttiva (UE) 2024/790.

In relazione ai depositari centrali di titoli, il decreto ridefinisce il riparto delle competenze tra Consob e Banca d’Italia, attribuendo alla Consob – d’intesa con la Banca d’Italia – il potere di autorizzare la prestazione di servizi accessori di natura bancaria da parte dei depositari centrali italiani dotati di licenza bancaria. Sono inoltre disciplinate le procedure relative all’acquisizione e alla cessione di partecipazioni qualificate, nonché le modalità di valutazione dei relativi progetti e l’istituzione del collegio delle autorità di vigilanza previsto dalla normativa europea. Il decreto interviene anche sulla disciplina della gestione accentrata degli strumenti finanziari, attribuendo alla Consob poteri regolamentari per disciplinare l’esclusione dal sistema accentrato dei titoli emessi da soggetti sottoposti a procedure concorsuali.

Con riferimento alle controparti centrali, il provvedimento rafforza il sistema di vigilanza nazionale, attribuendo alla Banca d’Italia nuove competenze in materia di procedure autorizzative accelerate per l’estensione dell’autorizzazione delle CCP e per la modifica dei modelli di gestione del rischio. Il collegio delle autorità previsto dal regolamento EMIR è ora co-presieduto dalla Banca d’Italia e dall’European Securities and Markets Authority, mentre alla Consob sono attribuite ulteriori competenze in materia di trasparenza informativa dei partecipanti ai servizi di compensazione.

Il decreto adegua inoltre il TUF alla riforma europea della disciplina delle sedi di negoziazione, introducendo modifiche volte a migliorare la qualità e la disponibilità dei dati di mercato. Tra gli interventi più rilevanti si segnalano l’aggiornamento delle definizioni di sistema multilaterale e di internalizzatore sistematico, il rafforzamento dei requisiti organizzativi delle sedi di negoziazione e l’introduzione di nuovi obblighi di pubblicazione dei dati in formato leggibile meccanicamente. È inoltre ridefinita la disciplina degli internalizzatori sistematici e sono aggiornate le regole sulla trasparenza pre e post-negoziazione e sui limiti di posizione nei derivati su merci e quote di emissione.

Ulteriori modifiche riguardano l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al Regolamento (UE) 2023/2631, relativo alle obbligazioni verdi europee (EuGB). Il decreto introduce nel TUF le definizioni di obbligazione verde europea, obbligazione ecosostenibile e obbligazione legata alla sostenibilità, individuando la Consob quale autorità competente per la vigilanza sugli emittenti e prevedendo un regime sanzionatorio amministrativo specifico in caso di violazione degli obblighi informativi previsti dalla normativa europea.

Il provvedimento recepisce inoltre la disciplina del punto di accesso unico europeo alle informazioni finanziarie (ESAP), prevista dalla Direttiva (UE) 2023/2864, introducendo l’obbligo per gli emittenti di trasmettere le informazioni regolamentate anche al sistema europeo attraverso l’organismo nazionale di raccolta. Le informazioni devono essere fornite in formato digitale strutturato e corredate da metadati idonei a consentirne l’elaborazione automatica.

Infine, il decreto introduce disposizioni correttive relative alla disciplina della rendicontazione pubblica delle imposte sul reddito delle imprese multinazionali (country-by-country reporting), attuata in recepimento della Direttiva (UE) 2021/2101, precisando che la relazione del revisore legale sul bilancio d’esercizio deve attestare la sussistenza dell’obbligo di pubblicazione della comunicazione sulle imposte e la sua effettiva predisposizione da parte degli amministratori.

Il decreto legislativo si inserisce nel più ampio processo di armonizzazione europea della disciplina dei mercati finanziari, rafforzando il coordinamento tra autorità nazionali di vigilanza e aggiornando il quadro normativo nazionale alle più recenti evoluzioni della regolazione europea.

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