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RESPONSABILITÀ CIVILE

I vari profili del danno da cose in custodia

Cassazione civile, sez. III, Ordinanza del 12.7.2022 n. 21977, Presidente A. Spirito, Estensore M. Rossetti Massima: «La responsabilità del custode, ai sensi dell’art. 2051 c.c., sussiste non solo allorquando il danno scaturisca quale effetto dell’intrinseco dinamismo della cosa, ma anche laddove consegua a un’azione umana che determini l’insorgenza di un processo dannoso nella cosa medesima». CASO Tizio conveniva innanzi al Tribunale di Milano Caio in quanto quest’ultimo aveva eseguito nel proprio appartamento, soprastante quello di Tizio, dei lavori di ristrutturazione che avevano provocato delle infiltrazioni d’acqua nel piano sottostante con conseguenti danni al soffitto e all’impianto elettrico. Caio, di contro, chiedeva il rigetto della richiesta di risarcimento danni promossa da Tizio e l’autorizzazione a chiamare in causa i tre appaltatori…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La responsabilità del socio verso i terzi per le obbligazioni di una società di persone deve ritenersi temporalmente correlata alla durata del rapporto sociale

Corte di Cassazione civile, Sez. III, Sentenza n. 29306 del 23/10/2023 Parole chiave: Società di persone – Socio – Responsabilità verso terzi – Durata del vincolo – Canoni di locazione. Massima: “La responsabilità del socio verso i terzi per le obbligazioni di una società di persone, ivi compresi i canoni di locazione, deve ritenersi temporalmente correlata alla durata del rapporto sociale e, conseguentemente esclusa oltre la data dello scioglimento del rapporto tra il socio e la società, a condizione che lo scioglimento sia stato portato con mezzi idonei a conoscenza dei terzi che lo hanno incolpevolmente ignorato.” Disposizioni applicate: art. 2290 c.c. I fatti oggetto della pronuncia attengono alla pattuizione di un contratto di locazione tra Alpha, società immobiliare detentrice…

CRISI DI IMPRESA

Eccezione di prescrizione presuntiva del curatore

Cass. S.U. Sentenza 29 agosto 2023[1], n. 25442, Pres. A. Amendola – Rel. F. Federici Parole chiave: Giuramento decisorio, legittimità in ambito fallimentare. Riferimenti normativi: Legge Fallimentare[2]: artt. 95 comma 1, 49, 220; Codice civile artt. 2731, 2737, 2739, 2944, 2956, 2959, 2960. CASO La questione sulla quale verte la decisione di legittimità, per la parte qui considerata, è focalizzata sulla legittimazione, da un lato, nell’ambito del giudizio di accertamento del passivo fallimentare, del curatore ad opporre la prescrizione presuntiva, in quanto parte processuale, o comunque in quanto terzo interessato, e, dall’altro la possibilità per la controparte di deferire giuramento “per accertare se si è verificata l’estinzione del debito”. Con l’ordinanza interlocutoria della Prima Sezione[3] viene richiesto alle Sezioni Unite…

DIRITTO BANCARIO

Il mutuo ‘solutorio’ è lecito e valido

Secondo l’ormai consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, il c.d. “mutuo solutorio”, stipulato per ripianare la pregressa esposizione debitoria del mutuatario verso il mutuante, non è nullo – in quanto non contrario né alla legge, né all’ordine pubblico – poiché l’accredito in conto corrente delle somme erogate è sufficiente ad integrare la “datio rei” giuridica propria del mutuo e il loro impiego per l’estinzione del debito già esistente purga il patrimonio del mutuatario di una posta negativa (Cass. n. 37654/2021; Cass. n. 23149/2022; Cass. n. 16377/2023). È abitualmente argomentato che lo scopo del finanziamento non entra nella causa del contratto di mutuo, che è data dall’immediata disponibilità di denaro a fronte della concessione di garanzia ipotecaria immobiliare, con restituzione della…

PROCESSO CIVILE TELEMATICO

I criteri di chiarezza e sinteticità nella redazione degli atti processuali

Come noto, la riforma del processo civile ha codificato il principio di chiarezza e sinteticità degli atti processuali intervenendo sull’art. 121, la cui rubrica recita ora: “Libertà di forme. Chiarezza e sinteticità degli atti”. In chiusura dell’unico comma del suddetto articolo è stata poi inserita la previsione secondo cui “tutti gli atti del processo sono redatti in modo chiaro e sintetico”. Va subito detto che non si tratta di disposizione rivoluzionaria posto che questi principi, seppur non espressamente codificati, sono da tempo considerati applicabili agli atti processuali, in particolare perché giustamente considerati come una delle modalità di concreta attuazione del giusto processo ex art. 111 Cost. Inoltre, prima dell’introduzione della norma in commento, esistevano già indici normativi e giurisprudenziali che…

CRISI DI IMPRESA

La soglia minima di cinquanta mila euro di debiti scaduti per l’apertura della procedura di liquidazione controllata

Tribunale di Lucca, Sezione crisi d’impresa e dell’insolvenza, 11 ottobre 2023, Presidente Giuntoli Parole chiave: Sovraindebitamento – Liquidazione controllata – Debiti scaduti Massima: “Nel caso in cui sia accertata l’esistenza di debiti scaduti per un importo superiore a 50.000 euro, sussiste – ai sensi dell’art. 268 del codice della crisi – uno dei requisiti oggettivi per l’apertura della procedura di liquidazione controllata sul patrimonio del debitore sovraindebitato”. Disposizioni applicate Art. 268 codice della crisi (liquidazione controllata) CASO Un creditore presenta domanda di apertura della procedura di liquidazione controllata sul patrimonio del debitore. Il Tribunale di Lucca verifica la sussistenza dei presupposti per l’apertura della procedura, fissati dall’art. 268 del codice della crisi. Dai documenti prodotti risulta che si è superata…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

L’inoppugnabilità della forza pienprobante della confessione giudiziale a mezzo di testimonianze e presunzioni di segno contrario: una discutibile applicazione di questo principio

Cass., Sez. II, ord., 9 ottobre 2023, n. 28255 Pres. Di Virgilio – Rel. Trapuzzano Prove civili – Confessione giudiziale – Efficacia di piena prova – Prova contraria a mezzo di testimonianze e presunzioni – Inammissibilità (c.c. artt. 2730, 2734; c.p.c. art. 116) [1] In tema di valutazione della prova, a fronte della confessione giudiziale resa, non può essere data prevalenza a fatti contrari, e non meramente specificativi, come emergenti dalle deposizioni testimoniali ammesse su istanza della stessa parte confitente e dalla prova documentale indiretta. CASO [1] Nel giudizio di risoluzione di un contratto preliminare di vendita immobiliare, introdotto dal promissario acquirente per inadempimento della controparte, promittente alienante, rilievo decisivo aveva assunto la circostanza dell’esecuzione della clausola contrattuale che prevedeva…

ESECUZIONE FORZATA

La Cassazione chiarisce le regole del subprocedimento incidentale per l’accertamento dell’obbligo del terzo pignorato e della successiva opposizione agli atti esecutivi (artt. 549 e 617, comma 2, c.p.c.)

Cassazione civile, Sez. III, sent. 18 ottobre 2023, n. 28926, Pres. De Stefano, Est. Rossi Espropriazione presso terzi – contestazione della dichiarazione del terzo – opposizione agli atti esecutivi (Cod. Proc. Civ. artt. 543, 548, 549, 617) [I] “L’ordinanza con la quale il giudice dell’esecuzione, mediante sommario accertamento, risolve questioni relative all’esistenza della posizione debitoria del terzo va impugnata con ricorso diretto al giudice dell’esecuzione ai sensi del secondo comma dell’art. 617 del codice di rito, trattandosi di reazione avverso un atto del procedimento esecutivo” (massima redazionale) [II] “Il subprocedimento di accertamento dell’obbligo del terzo postula, in caso di contestazione della dichiarazione del terzo ad opera del creditore, la formulazione di una ‘istanza di parte (cioè a dire un atto…

RESPONSABILITÀ CIVILE

La responsabilità del notaio rogante per mancato accertamento della capacità legale di contrarre delle parti

Cass. civ. Sez. Terza Sent., 13/09/2023, n. 26448, Pres. Scarano, Est. Valle Atto stipulato da persona dichiarata fallita – Omesso accertamento di tale qualità da parte del notaio rogante – Responsabilità del notaio – Onere probatorio [1] Il notaio, avendo l’obbligo di accertare la capacità legale di contrarre delle parti dell’atto rogando, è responsabile del danno patito dall’acquirente di un immobile venduto da persona già dichiarata fallita al momento della stipula, a meno che non dimostri che nemmeno con l’uso della diligenza professionale da lui esigibile avrebbe potuto accertare l’esistenza della sentenza dichiarativa di fallimento. Disposizioni applicate Art. 28, n. 1 l. not., artt. 54, 55 e 56 r.d.l. 10 settembre 1914, n. 1326, art. 1176 c.c. CASO La controversia…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Decreto di revoca giudiziale dell’amministratore di condominio ed impugnazione

Cassazione civile, sez. II, Ordinanza del 2.2.2023 n. 3198, Presidente F. Manna, Estensore A. Scarpa Massima: “In tema di condominio negli edifici, è inammissibile il ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., avverso il decreto con il quale la corte d’appello provvede sul reclamo contro il decreto del tribunale in tema di revoca dell’amministratore di condominio, previsto dagli art. 1129 cod. civ. e 64 disp. att. cod. civ., trattandosi di provvedimento che non ha carattere decisorio, giacché non preclude la richiesta di tutela giurisdizionale piena, in un ordinario giudizio di cognizione, del diritto su cui il provvedimento incide; tale ricorso è, invece, ammissibile soltanto avverso la statuizione relativa alla condanna al pagamento delle spese del procedimento, concernendo posizioni giuridiche…

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