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PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La solidarietà negli appalti. Profili processuali di diritto del lavoro

Il presente contributo riassume brevemente le tutele processuali esperibili da parte di un lavoratore dipendente il cui datore di lavoro sia affidatario di un appalto di opere o di servizi; si esamina quindi la tutela ordinaria prevista dal codice civile per arrivare a quella prevista dalle leggi speciali, con particolare attenzione ai problemi del contraddittorio e dei soggetti convenuti, anche alla luce delle ultime riforme. Dato comune a tutte queste vertenze resta però la competenza del Giudice del lavoro, poiché il credito dell’attore, rectius ricorrente, origina nel rapporto di lavoro (Cfr. Cass., 14 dicembre 1998, n. 12551, Rep. Foro it.,1998, voce «Appalto», n. 43; Cass., 20 aprile 1998, n.4007, in Rep. Foro it., 1998, voce «Lavoro e previdenza(controversie)», n. 62;…

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Donazione d’azienda: profili divergenti tra dirette e indirette

Tra le diverse soluzioni poste a disposizione del nostro ordinamento per gestire il passaggio generazionale delle imprese, la donazione è certamente una delle più classiche, anche se in molti casi non risulta essere tra le più funzionali, sia per quanto riguarda la tranquilla pianificazione dell’allocazione del patrimonio (occorre infatti tenere in considerazione i rischi di azioni di riduzione nel caso in cui fosse stata lesa la legittima), sia per quanto riguarda i profili fiscali, che presentano una serie di vincoli e complicazioni operative non trascurabili. Nel presente intervento ci si dedica a valutare i requisiti per accedere ai benefici previsti, tanto sotto il profilo dell’imposta sulle successioni e donazioni, quanto sotto il profilo delle dirette.  Neutralità ed esenzione Sotto il profilo delle imposte dirette, l’articolo 58, comma…

DIRITTO DEL LAVORO

La qualificazione giuridica del licenziamento «per scarso rendimento»

Licenziamento – Giustificato motivo oggettivo – Licenziamento “per mancanze” – Annullamento – Necessità – Fondamento MASSIMA Deve essere cassata con rinvio la sentenza di merito che ha ricondotto nell’ambito del giustificato motivo oggettivo un licenziamento inflitto “per mancanze” laddove la ragione del recesso risulta indebitamente ascrivibile al paradigma concettuale del rimprovero per una condotta del lavoratore che questi, pur potendo, non ha colpevolmente tenuto e il provvedimento fondato su di un comportamento riconducibile alla sfera volitiva del lavoratore e lesivo dei suoi doveri contrattuali mentre il recesso per giustificato motivo oggettivo può essere tale solo per fatti sopravvenuti che rendono impossibile la prestazione ma sempre che siano dovuti a fatti non imputabili: diversamente ragionando, il datore di lavoro con un…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Third Party Litigation Funding: un’allettante opportunità per garantire l’accesso alla giustizia

La situazione di contingenza economica che da qualche anno attanaglia individui, imprese e governi, e l’aumento globale e generalizzato delle spese di giustizia, non potevano che avere delle conseguenze anche sulle modalità con cui vengono finanziate le controversie. È così che negli ultimi anni, soprattutto nei paesi anglosassoni ma non solo, si stanno diffondendo delle vere e proprie pratiche di finanziamento del contenzioso da parte di terzo, in cui delle entità non parti in causa sostengono i costi e i rischi delle controversie in luogo della parte originaria, talvolta addirittura succedendo nella titolarità del credito conteso e del relativo diritto ad agire, in cambio della partecipazione finanziaria nei risultati delle stesse, in solo caso di vittoria. La maggior parte degli…

DIRITTO BANCARIO

Rapporti bancari e consulenza tecnica d’ufficio

La CTU non è un mezzo istruttorio in senso stretto ma rientra nei poteri discrezionali del giudice di merito, cui è rimessa la facoltà di valutarne la necessità o l’opportunità ai fini della decisione, nonché l’ambito di estensione Essa può essere disposta solo per valutare fatti di cui sia già pacifica la dimostrazione e non può essere funzionale a soddisfare finalità esclusivamente esplorative: non può valere a eludere l’onere di allegazione e di prova incombente sulle parti processuali per la dimostrazione dei fatti posti alla base delle pretese azionate, specie in un sistema processuale caratterizzato da preclusioni istruttorie. Di conseguenza, la richiesta di CTU non è ammissibile ove la parte tenda con essa a supplire l’onere di allegazione e della…

ESECUZIONE FORZATA

La motivazione per relationem nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi

Cass. civ., 4 novembre 2016, n. 22372; Pres. Amendola, Est. Barreca Esecuzione forzata – Opposizione agli atti esecutivi – Sentenza – Contenuto – Motivazione – “Per relationem” ad ordinanza resa in corso di causa – Ammissibilità (cod. proc. civ., artt. 132, 360, 1° comma, n. 4, 612, 617; cod. proc. civ. disp. att., art. 118).   [1] La sentenza resa a seguito di opposizione agli atti esecutivi la cui motivazione si riporti ad altro provvedimento reso nel corso del giudizio (nella specie, all’ordinanza resa dal giudice adito all’esito della fase sommaria ai sensi dell’art. 618 c.p.c.) non è affetta da nullità per violazione dell’art. 132 c.p.c., essendo la decisione motivata per relationem. CASO
 [1] Proposta opposizione agli atti esecutivi avverso…

ESECUZIONE FORZATA

La collocazione sussidiaria ex art. 2776 c.c., in caso di infruttuosa esecuzione sui mobili

L’articolo esamina un istituto che spesso determina contrasti tra i creditori nella fase della distribuzione del ricavato: la collocazione sussidiaria sul prezzo di vendita dei beni immobili, in favore dei crediti assistiti da privilegi generali mobiliari. Premessa Il nostro ordinamento regola, tra le cause di prelazione, i privilegi. Ai sensi dell’art. 2745 c.c. il privilegio è accordato «dalla legge in considerazione della causa del credito. La costituzione del privilegio può tuttavia dalla legge essere subordinata alla convenzione delle parti; può anche essere subordinata a particolari forme di pubblicità». Condizione necessaria perché vi sia un privilegio è, quindi, la esistenza di una espressa norma di legge e le parti non hanno il potere di costituire nuovi privilegi. Si distingue fra privilegi…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Le Sezioni unite inquadrano il regime del lodo sulla questione di validità ed esistenza di una convenzione di arbitrato (rituale) e chiariscono il discrimine tra lodo parziale e lodo non definitivo

Cass., sez. un., 18 novembre 2016, n. 23463, sent.   Arbitrato – Lodo parziale – Lodo non defintivo – Impugnabilità immediata – Esclusione (art. 827 c.p.c.) [1] Il lodo che risolve la questione di validità ed esistenza di una convenzione di arbitrato rituale senza definire il giudizio non è immediatamente impugnabile.   CASO [1] In una controversia arbitrale il collegio pronunciava un lodo con il quale affermava la sussistenza del proprio potere decisorio nel merito, respingendo un’eccezione di inesistenza del patto compromissorio. Il procedimento arbitrale proseguiva senza che quel lodo venisse impugnato. La controversia veniva poi risolta con un lodo definitivo, impugnato per nullità. Nel giudizio di impugnazione per nullità del lodo e nel successivo giudizio di cassazione si discuteva del regime…

IMPUGNAZIONI

Mancata prova di notifica della sentenza di primo grado e termine per impugnare

Cass., Sez. VI, 7 dicembre 2016, n. 25062 Impugnazioni civili – Notificazione della sentenza a mezzo posta – Decorrenza termine breve per il notificato – Decorrenza dalla spedizione – Esclusione – Decorrenza dal perfezionamento della notificazione (c.p.c. artt. 149, 325)  Impugnazioni civili – Notificazione della sentenza a mezzo posta – Decorrenza del termine breve per impugnare per il notificato dal perfezionamento della notificazione – Contestazione della tempestività dell’impugnazione con riferimento al dies a quo del termine – Onere della prova incombente sull’appellato (c.p.c. artt. 149, 325; c.c. art. 2697) [1] Nel caso di notificazione della sentenza a mezzo posta, per il notificato il dies a quo del termine breve per impugnare decorre dal perfezionamento della notificazione. [2] Nel caso di…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Reclamo al Collegio depositato in forma cartacea: per il Tribunale di Trani è valido ed ammissibile

Trib. Trani, ord. 5 settembre 2016 – Pres. e Rel. Labianca Provvedimento cautelare – reclamo al collegio – deposito cartaceo – inammissibilità – esclusione – nullità – insussistenza (D.L. 18.10.2012, n. 179 [conv. dalla L. 17.12.2012, n. 221], art. 16-bis, comma 1 – C.p.c. artt. 121, 156, commi 1 e 3, e 669-terdecies)  MASSIMA [1] Non è nullo né inammissibile il reclamo al Collegio ex art. 669-terdecies c.p.c. avverso un’ordinanza cautelare, che sia stato depositato in via cartacea e non telematica.  CASO [1] Nell’àmbito di un procedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. radicato dinanzi al Tribunale di Trani, la parte soccombente interponeva ai sensi dell’art. 669-terdecies c.p.c. reclamo al Collegio avverso l’ordinanza a sé sfavorevole, depositando il relativo ricorso in…

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