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PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

«Disorientamenti» giurisprudenziali sulla natura del termine per promuovere la c.d. mediazione delegata

Abstract In vista della proposta, contenuta nell’emendamento al disegno di legge di conversione del D.l. 24 aprile 2017, n. 50, di stabilizzazione dell’obbligatorietà del tentativo di mediazione, una recente sentenza del Tribunale di Lecce offre l’occasione per «fotografare» il quadro giurisprudenziale concernente il carattere perentorio o ordinatorio del termine che in sede di mediazione c.d. delegata il giudice assegna per l’instaurazione del procedimento di mediazione. La questione desta particolare interesse in ragione del fatto che la qualificazione del suddetto termine potrebbe comportare o meno, in caso mancata o tardiva osservanza,l’improcedibilità della domanda di mediazione. A distanza di pochi mesi dalla data di scadenza della fase di sperimentazione della mediazione obbligatoria, per la quale il d.l. 69/2013 (c.d. decreto del fare),…

IMPUGNAZIONI

La violazione del dovere di sinteticità e chiarezza espositiva determina l’illegittimità del ricorso per Cassazione

Cass. Civ., Sez. I, 13 aprile 2017, n. 9570 – Pres. Trirelli – Rel. Valitutti Impugnazioni civili – Ricorso per Cassazione – Contenuto – Dovere di chiarezza e sintesi espositiva – Mancato rispetto – Conseguenze – Declaratoria di inammissibilità del ricorso – Fondamento Fattispecie (Cod. proc. civ., art. 121 e art. 366, co. 1, n. 3 e 4;  cod. proc. amm., art. 3, co. 2; Cost. art. 24 e art. 111, Conv. eur. dir. uomo art. 6) [1] È inammissibile il ricorso per cassazione redatto in violazione del dovere di sinteticità e chiarezza. CASO [1] La Società Alfa citava in giudizio la Società Beta chiedendone la condanna al pagamento delle somme dovute in relazione a talune riserve formulate con riferimento…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

L’obbligo di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE prevale sul giudicato interno. Sezione semplice “batte” Plenum

Cons. di Stato, Sez. VI, ord., 17 gennaio 2017, n. 168 – Presidente Sergio Santoro –Estensore Bernhard Lageder Rinvio Pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE – Sanzioni Amministrative – Autorità amministrative indipendenti – Sanzioni pecuniarie per violazione di norme sulla concorrenza – Individuazione dell’autorità competente – Possibile contrasto tra norma interna e diritto Comunitario – Questione pregiuziale comunitaria – Domanda di parte -Giudice di ultima istanza – Sezione semplice del Consiglio di Stato – Contrasto con la decisione dell’Adunanza Plenaria – Obbligo di rimessione alla Corte di Giustizia Europea – Sussistenza (Art. 267 Trattato Funzionamento Unione Europea; Artt. 3 comma 4, 8,9, Dir. 2005/29/CE; artt. 24, 25, 26 lett. f) e 27-bis, d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, art. 2909 c.c….

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Assegno divorzile: il giudice non deciderà più in base al tenore di vita goduto

In materia di assegno divorzile, la Corte di Cassazione, ha effettuato un significativo cambio di rotta che diversifica la disciplina dell’assegno di mantenimento nella separazione da quella relativa all’assegno divorzile. La separazione personale dei coniugi, a differenza dello scioglimento del matrimonio o della cessazione dei suoi effetti civili, non estingue il vincolo coniugale. Permane l’obbligo di assistenza materiale nel quale si concretizza l’assegno di mantenimento. La stessa cosa non può essere affermata per l’assegno divorzile, espressione del principio di solidarietà post-coniugale. Con la sentenza n. 11504 depositata il 10 maggio 2017, la Corte aggancia il diritto al mantenimento nel divorzio, al presupposto della non autosufficienza economica dell’altro coniuge, ritenendo non più attuale, nell’ambito dei mutamenti economico-sociali, il riferimento alla continuazione…

DIRITTO DEL LAVORO

La prova del danno da demansionamento

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 12 aprile 2017, n. 9380 Demansionamento – Mobbing – Risarcimento – Non sussiste MASSIMA Deve ritenersi che, nonostante la dequalificazione accertata che dà diritto al lavoratore a ottenere le differenze retributive con l’inquadramento al livello superiore, debbano essere esclusi il danno da mobbing, perché non è dimostrato che gli atti accertati fossero diretti a perseguitare o emarginare il dipendente, e il danno da demansionamento, laddove, pur trattandosi di pregiudizio in astratto ipotizzabile rispetto alla sfera della professionalità, per effetto del riconosciuto demansionamento, deve rilevarsi la mancanza di specifiche allegazioni sul punto, di guisa che non possono neppure configurarsi gli estremi di utili presunzioni. COMMENTO L’art. 2087 c.c. dispone che “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Falsificare l’attestato energetico è reato penale

Rientra nel reato di truffa (articolo 640 cod. pen.) la falsificazione dell’Attestato di prestazione energetica (cd. APE), allegato ad un contratto di vendita immobiliare, nel caso la vendita abbia ad oggetto un alloggio con una classe energetica “diversa” da quella dichiarata nell’attestato. Questo è quanto affermato dalla Corte di Cassazione penale con la sentenza n. 16644/2017. Ma veniamo ai fatti: l’acquirente ricorre in Cassazione contestando la vendita di un immobile “con caratteristiche diverse da quelle dichiarate con riguardo alla definizione della categoria energetica”. A parere di questi, infatti, il costruttore era consapevole di avere effettuato lavori in economia e, quindi, non poteva essere in buona fede quando ha venduto come energeticamente “virtuoso” un immobile che nella realtà presentava una classe energetica più bassa di quella indicata contrattualmente. Eppure, la Corte d’appello, ritenendo il…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Procedure di accertamento dell’illecito e verifiche dell’ Organismo di Vigilanza

Il sistema di attribuzione della responsabilità da illecito amministrativo ex d.lgs. 231/2001 (da ora, il Decreto) presuppone, come noto, la realizzazione di un reato “presupposto” da parte di una persona fisica che agisca nell’interesse e/o a vantaggio dell’ente. A seconda, poi, che il reato sia realizzato dai vertici aziendali (apicali) o da un sottoposto (soggetto all’altrui vigilanza), il Decreto disciplina le condizioni al ricorrere delle quali la responsabilità dell’ente è, eventualmente, esclusa. Tali condizioni, richiedono la preventiva adozione e corretta attuazione di un Modello di organizzazione e gestione aziendale, idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi. Il Decreto individua, in tale modo, una responsabilità dell’ente in certa misura autonoma da quella del singolo autore della condotta illecita, e…

DIRITTO BANCARIO

Compensazione tra i saldi di più rapporti o più conti

L’art. 1853 c.c. stabilisce che “Se tra la banca e il correntista esistono più rapporti o più conti, ancorché in monete differenti, i saldi attivi e passivi si compensano reciprocamente, salvo patto contrario”. Cass. n. 12953/2016, in materia di conto corrente bancario, intervenendo sulla disposizione suddetta, nel rilevare che la stessa è dettata allo scopo di garantire la banca contro ogni scoperto non specificamente pattuito che risulti a debito del cliente quale effetto di un qualsiasi rapporto o conto corrente fra le due parti, ha confermato che la compensazione tra saldi attivi e passivi, anche a favore del correntista, deve essere attuata mediante annotazioni in conto, e, in particolare (alla luce del principio dell’unità dei conti), attraverso la immissione del saldo di un conto,…

ESECUZIONE FORZATA

Credito del lavoratore e fallimento: l’accertamento è sempre sottratto alla regola della sospensione feriale dei termini

Cass., Sez. Un., sent., 5 maggio 2017, n. 10944 – Pres. Di Palma – Cons. Rel. Cristiano – P.M. Jacoviello (diff.) Fallimento – Sospensione dei termini nel periodo feriale – Applicabilità – Eccezioni – Accertamento di crediti di lavoro – Inapplicabilità – Fondamento (l. 7 ottobre 1969, n. 742, Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale, art. 3; r.d. 30 gennaio 1941, n. 12, Ordinamento giudiziario, art. 92, primo comma; cod. proc. civ., art. 409) [1] Benché, ai sensi dell’art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, i giudizi per l’ accertamento dei crediti concorsuali non si sottraggano, in via generale, alla regola della sospensione dei termini durante il periodo feriale, nondimeno la sospensione non opera in quelli in…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Cancellazione dall’albo degli avvocati e profili procedimentali

Cass., sez. un., 17 marzo 2017, n. 6963 Avvocato – Cancellazione dall’albo – Pronuncia del CNF – Ricorso per cassazione proposto nei confronti del CNF – Inammissibilità (L. 31 dicembre 2012, n. 247, nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense, art. 17) [1] Avvocato – Sopravvenuto accertamento della originaria insussistenza del titolo esibito per l’iscrizione – Cancellazione dall’albo – Difetto di preventiva convocazione dinanzi al consiglio dell’ordine territoriale – Nullità del provvedimento (L. 31 dicembre 2012, n. 247, art. 17) [2] [1] In tema di impugnazioni esperibili avverso il provvedimento di cancellazione dall’albo degli avvocati, è inammissibile il ricorso per cassazione promosso nei confronti del Consiglio Nazionale Forense quale contraddittore necessario. [2] Il provvedimento di cancellazione dall’albo degli avvocati per sopravvenuto…

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