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DIRITTO E REATI SOCIETARI

Arbitrato rituale e società di persone

Trib. Milano, 14 febbraio 2016 – Est. Galioto Arbitrato – Clausola compromissoria – Società – Scioglimento – Diritti disponibili (controversie in tema di) – Esclusione (Cod. civ., art. 2272; cod. proc. civ., art. 806). [1] Non sono compromettibili in arbitri le controversie aventi ad oggetto lo scioglimento di società di persone. CASO [1] Con ricorso ex art. 702 bis e ss. c.p.c., la socia di una s.n.c. adisce il Tribunale di Milano affinché  dichiari lo scioglimento della relativa società, in ragione dell’impossibilità di conseguire l’oggetto sociale. Nel costituirsi in giudizio, la convenuta, socia paritaria della ricorrente, eccepisce l’incompetenza del Tribunale adito in ragione della sottoscrizione di una clausola compromissoria che, inserita nel contratto sociale, demandava alla cognizione arbitrale ogni controversia…

IMPUGNAZIONI

Litisconsorzio processuale in fase di impugnazione e necessità di integrazione del contraddittorio

Cass., 28 aprile 201 n. 10504 Impugnazioni civili – Cause scindibili – Litisconsorzio processuale – Integrazione del contraddittorio – Sussistenza – Fattispecie (Cod. proc. civ., art. 331). [1] L’integrazione del contraddittorio, in fase di impugnazione, deve essere disposta ai sensi dell’art. 331 c.p.c., quando nel precedente grado di giudizio siano state decise in un unico processo plurime cause, le quali, seppur non legate da vincolo sostanziale di inscindibilità, riguardino due o più rapporti scindibili ma dipendenti da presupposti di fatto comuni, ricorrendo un’ipotesi di c.d. litisconsorzio necessario processuale.  CASO [1] In un giudizio in materia locatizia, in primo grado veniva accertata l’esistenza di distinti rapporti locatizi relativi ad appartamenti situati nel medesimo complesso immobiliare facenti capo ciascuno a diversi conduttori…

IMPUGNAZIONI

Appello incidentale nel processo ordinario: quando va notificato?

Nel rito ordinario di cognizione non è prevista la notificazione dell’impugnazione incidentale, a differenza di quanto invece prescritto nel rito del lavoro. Ciononostante, al fine di tutelare il diritto di difesa delle parti, talvolta è comunque necessario provvedervi. Nelle pieghe della giurisprudenza si nasconde tuttavia anche un vero e proprio onere di notificazione dell’impugnazione, a pena di decadenza ed entro termini perentori particolarmente stringenti. Si coglie l’occasione di una recente pronuncia in materia per provare a fare il punto della situazione.   Il principio nella giurisprudenza della Cassazione È principio consolidato che «La norma dell’art. 343, 1º comma, c.p.c., secondo cui l’appello incidentale si propone nella prima comparsa o, in mancanza di costituzione in cancelleria, nella prima udienza o in…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Notificazione telematica di atti e provvedimenti processuali al mero domiciliatario: per la Cassazione «non fa una grinza»

Cass. civ., Sez. VI – 2, ord., 11 maggio 2017, n. 11759 – Pres. D’Ascola – Rel. Orilia Notificazioni in materia civile – di sentenza – a mezzo posta elettronica certificata – all’indirizzo PEC del mero domiciliatario – validità – condizioni (C.p.c., artt. 170, 285 e 325 – L. 21.1.1994, n. 53, art. 3-bis – D.L. 18.10.2012, n. 179 [conv. dalla L. 17.12.2012, n. 221], art. 16-sexies)  [1] È validamente notificata, ai fini della decorrenza del cd. termine breve di impugnazione, la sentenza d’appello che sia stata trasmessa via PEC (nel rispetto delle prescrizioni dettate dalla L. 21.1.1994, n. 53) all’indirizzo di posta elettronica certificata dell’avvocato mero domiciliatario nel giudizio di II grado, ove non risulti in modo chiaro ed…

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Unioni civili e convivenze di fatto: le ricadute sull’impresa familiare

Le norme civilistiche che hanno ufficializzato le unioni civili e le convivenze di fatto non sembrano essere state opportunamente raccordate con la disciplina fiscale. In particolare, per le convivenze di fatto, è stato coniato un regime molto simile (ma non identico) all’impresa familiare che sembra non armonizzarsi appieno con l’articolo 5, Tuir. Diversamente, per le unioni civili sembra potersi giungere ad una “faticosa” applicazione per similitudine della facoltà di imputazione dei redditi per trasparenza. La novità della materia e l’assenza di chiarimenti fanno emergere anche problemi per la corretta gestione previdenziale ed assicurativa. La L. 76/2016, c.d. Legge Cirinnà, ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano due nuovi concetti: l’unione civile (articolo 1, commi 2 e ss.): due persone maggiorenni dello stesso…

DIRITTO DEL LAVORO

Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese

Corte di Giustizia UE, Decima Sezione, 6 aprile 2017, C-336/15 Politica sociale – Direttiva n. 2001/23/CE – Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese – Contratto collettivo del cedente e del cessionario  MASSIMA L’art. 3 della Direttiva n. 2001/23/CE del Consiglio del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti, dev’essere interpretato nel senso che, il datore di lavoro ceduto può, dopo un anno, stabilire, in sede di stipula di un nuovo contratto collettivo, condizioni meno favorevoli per i lavori ceduti, ma se non lo fa, mantiene gli obblighi precedenti…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Luci e ombre della convenzione SIAE/Finanze

Con la riforma del settore degli spettacoli, introdotta dal D.Lgs. 60/1999, sono state confermate le disposizioni contenute nell’articolo 17 D.P.R. 640/1972 che prevedono la possibilità di affidare, da parte del Ministero delle finanze, alla Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) l’attività di acquisizione e di reperimento degli elementi utili all’accertamento in materia di imposta sugli intrattenimenti e imposta sul valore aggiunto sugli spettacoli. Tale facoltà è stata esercitata dal Ministero con una prima convenzione SIAE/Finanze stipulata in data 24 marzo 2000, approvata con Decreto direttoriale del 7 giugno 2000 (G.U. n. 195 del 22 agosto 2000), e valida per il periodo 1° gennaio 2000 – 31 dicembre 2009. In data 15 dicembre 2009 è stata rinnovata, con validità per il periodo 1° gennaio 2010 ‐ 31 dicembre 2019, l’attuale convenzione tra la…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Pertinenze esenti ai fini IMU e TASI

Al pari degli immobili adibiti ad abitazione principale del contribuente (a destinazione abitativa censiti in categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9) sono esenti sia da IMU che da TASI anche le relative pertinenze. È però necessario definire con precisione quali e quanti fabbricati possono ottenere l’esonero dal prelievo. La definizione di pertinenza Ai fini ICI la definizione di pertinenza era demandata alle scelte del singolo Comune, che poteva introdurre a proprio piacimento nel proprio regolamento limitazioni quantitative e qualitative; in assenza di specifiche previsioni regolamentari, tutti gli immobili asserviti all’abitazione potevano beneficiare del medesimo trattamento, senza vincoli di numero e tipologia. Al contrario, con l’introduzione dell’IMU, si è assistito ad una definizione univoca del concetto di pertinenza: l’articolo…

DIRITTO BANCARIO

Usura: il c.d. principio di omogeneità alle Sezioni Unite

Con ordinanza del 20 giugno 2017 n. 15188 (rel. Dolmetta) la Corte di cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite delicate questioni in materia di usura, ossia l’inclusione della commissione di massimo scoperto nel calcolo del TEG ante 2010 nonchè il c.d. principio di simmetria/omogeneità di confronto tra Tasso usurario e Tasso soglia. Riguardo a tale ultimo aspetto, secondo parte della giurisprudenza di legittimità  (Cass. 12965/2016;  Cass. 22270/2016): “il giudizio in punto di usurarietà si basa … sul raffronto tra un dato concreto (lo specifico TEG applicato nell’ambito del contratto oggetto di contenzioso) e un dato astratto (il TEGM rilevato con riferimento alla tipologia di appartenenza del contratto in questione), sicché — se detto raffronto non viene effettuato adoperando la medesima…

ESECUZIONE FORZATA

Il pignoramento dello stipendio nei limiti di un quinto è costituzionalmente legittimo

Corte Costituzionale, ord. 12 ottobre 2016; Pres. Grossi; Est. Carosi. Espropriazione – Espropriazione presso terzi – Crediti impignorabili – Somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro – Minimo vitale – Erogazioni assistenziali – Assegni familiari – Impignorabilità relativa (Cod. proc. civ., art. 545; d. l. 27 giugno 2015, n. 83, conv. con l. 6 agosto 2015, n. 132; d. p. r. 29 settembre 1973, n. 602; d. l. 2 marzo 2012, n. 16, conv. con l. 26 aprile 2012, n. 44)   [1] È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 545, 4° comma, c.p.c., sollevata con riferimento agli artt. 1, 2, 4 Cost., così come è…

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