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DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

La disciplina delle autorizzazioni a nuovi impianti

Come noto, a partire dal 1° gennaio dell’anno scorso, è ammesso l’impianto o il reimpianto di vigneti da uva da vino esclusivamente nel caso in cui si sia in possesso di un’autorizzazione ai sensi dei DD.MM 12272/2015 e 527/2017. Inoltre, dette autorizzazioni sono gratuite e non possono essere oggetto di trasferimento tra produttori, perseguendo in tal modo, da un lato l’obiettivo di rendere velocemente utilizzabili le suddette agevolazioni e dall’altro di evitare speculazioni da parte dei titolari. In deroga a tale previsione è consentito il trasferimento delle autorizzazioni in ipotesi di successione sia mortis causa sia anticipata, fermo restando il rispetto dei criteri cui doveva soggiacere il de cuius, nonché in ipotesi di fusioni o scissioni a seguito delle quali l’originario titolare dei diritti non può mantenere la stessa personalità giuridica. Sempre al fine di contrastare possibili utilizzi elusivi che porterebbero a un utilizzo distorto del sistema nonché al venir meno del principio di proporzionalità nell’assegnazione,…

DIRITTO BANCARIO

Versamenti ripristinatori e rimesse solutorie:breve rassegna di giurisprudenza di legittimità

Se, dopo la conclusione di un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, il correntista agisca per far dichiarare la nullità della clausola che preveda la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato indebitamente a questo titolo, il termine di prescrizione decennale cui tale azione di ripetizione è soggetta decorre, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, dalla data in cui sia stato estinto il saldo di chiusura del conto in cui gli interessi non dovuti siano stati registrati (Cass., Sez. Un., 24418/2010; conf. Cass. 6857/2014; Cass. 10713/2016; Cass. 3190/2017). Nel contratto di apertura di credito regolata in conto corrente, le singole rimesse…

ESECUZIONE FORZATA

Opposizione a precetto e distribuzione dell’onere della prova

Cass. civ., sez. III, 7 marzo 2017, n. 5635; Pres. Vivaldi; Est. Tatangelo; P.M. Soldi (conf.) Espropriazione forzata – opposizione a precetto – onere della prova in capo all’opposto – esclusione (Cod. proc. civ., art. 360, 615, comma 1; Cod. civ., art. 2967). Il giudizio di opposizione a precetto ha natura e struttura di azione di accertamento negativo del credito consacrato nel titolo esecutivo: in tale giudizio spetta alla parte opponente l’onere di dedurre e dimostrare gli eventuali fatti estintivi, impeditivi e/o modificativi del credito.  CASO I debitori propongono opposizione all’esecuzione, ai sensi dell’art. 615, comma 1, c.p.c., avverso l’atto di precetto che intimava il pagamento di un importo pari a euro 22.092,00. L’opposizione viene in parte accolta dal Tribunale…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Ingiunzione di pagamento europea: una precisazione opportuna delle sezioni unite sui termini per la proposizione del riesame

Cass., sez. un., 20 marzo 2017, n. 7075  Procedimento europeo di ingiunzione di pagamento – Riesame – Termini – Diritto nazionale – Rinvio (Reg. CE n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, che istituisce un procedimento europeo di ingiunzione di pagamento, artt. 20, 26; cod. proc. civ., art. 650). [1] La richiesta di riesame del provvedimento di ingiunzione europea deve ritenersi soggetta al termine di cui all’art. 650 c.p.c. CASO [1] Disposta un’ingiunzione di pagamento europea quale corrispettivo di una prestazione d’opera professionale, il Tribunale di Udine aveva dichiarato l’inammissibilità per tardività della richiesta di riesame proposta ai sensi dell’art. 20 del Reg. CE n. 1896/2006: dovendosi nella fattispecie ritenere applicabile la disciplina dettata per…

IMPUGNAZIONI

In memoria della pubblica udienza in Cassazione

Cass. civ, sez. VI, 2 marzo 2017, n. 5374 Giudizio di Cassazione – novella sul rito camerale – violazione dei principi eurounitari in materia di “giusto processo” – esclusione. (C.p.c. art. 380- bis) La novella sul rito camerale in Cassazione è compatibile con i principi eurounitari in materia di “giusto processo”. CASO Con avviso di accertamento, l’Agenzia delle entrate recuperava a tassazione gli importi corrispondenti ad IRES, IRAP e ad altri tributi dovuti in relazione all’anno di imposta 2007. All’esito di ricorso del contribuente, si pronunciava, con sentenza di rigetto, l’adita Commissione tributaria provinciale; avendo il soccombente interposto gravame, la competente Commissione tributaria regionale confermava la decisione delle prime cure, operando – a proprio avviso – presunzioni gravi, precise e…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Per la Cassazione i vizi della notificazione telematica sono (quasi) sempre sanabili

Cass. civ., Sez. VI – 1, ord., 14.3.2017, n. 6518 – Pres. Di Virgilio – Rel. Genovese [1] Notificazioni in materia civile – a mezzo posta elettronica certificata – mancanza della firma digitale sulla relazione di notifica – inesistenza della notificazione – esclusione (C.p.c. artt. 156, 160 – L. 21.1.1994, n. 53, artt. 3-bis e 11) [2] Notificazioni in materia civile – a mezzo posta elettronica certificata – conoscenza dell’atto da parte del destinatario – raggiungimento dello scopo – sanatoria (C.p.c. artt. 156, 160 – L. 21.1.1994, n. 53, artt. 3-bis e 11) LE MASSIME [1] L’assenza della firma digitale sulla relazione di notifica dell’atto processuale di parte notificato con modalità telematica non rende l’atto giuridicamente inesistente, giacché l’appartenenza dell’indirizzo PEC…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Class action privata e pubblica, un primo bilancio dell’applicazione

Il presente contributo si pone come obiettivo di riepilogare l’introduzione e la sorte dell’istituto della c.d. Class action, di origine anglosassone, nell’ordinamento italiano (per uno sguardo ad altre esperienze europee  si veda il saggio di marcianò, Azione Collettiva, diverse esperienze a confronto, in Lav. Nella Giur., 2011, 269 ), dalle sue prime applicazioni alle ultime pronunce, tanto nell’ambito dei diritti soggettivi, tutelati di fronte al Giudice civile ordinario (art. 140 bis D.lgs 206/2005), tanto nella differente ipotesi che vengano in rilievo «interessi giuridicamente rilevanti» lesi dalla mancata o non esatta erogazione di un servizio pubblico per inerzia o inefficacia dell’attività posta in essere da parte di una Pubblica Amministrazione o un affidatario di un pubblico servizio, tutelati di fronte al…

DIRITTO DEL LAVORO

Licenziamento per giusta causa

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 12 giugno 2017, n. 14564 Licenziamenti individuali – Giusta causa – Direttore di filiale – Proporzionalità della sanzione – Sussiste MASSIMA Sussiste il licenziamento per giusta causa del direttore di filiale che, violando la disciplina interna, trasferisce, senza il consenso dei clienti, i conti corrente presso un’altra succursale. Ai fini della sanzione espulsiva conta molto la qualifica rivestita dal dipendente che, si presume, sia a conoscenza delle disposizioni aziendali. COMMENTO Con la sentenza in epigrafe, la Corte di Cassazione si è pronunciata su un’ipotesi di licenziamento per giusta causa intimato ad un direttore di filiale che, violando la disciplina interna, aveva trasferito alcuni conti corrente presso un’altra sede senza il consenso dei clienti. Il Giudice di…

CRISI DI IMPRESA

Crediti prededucibili e attivo fallimentare insufficiente

In molte occasioni, l’attivo fallimentare è di importo talmente esiguo da non riuscire a soddisfare totalmente i creditori prededucibili, o, addirittura, da non consentire il pagamento del compenso liquidato al curatore fallimentare. Sul punto si rende preliminarmente opportuno ricordare che possono essere considerati prededucibili, ai sensi dell’articolo 111 L.F., i crediti “così qualificati da una specifica disposizione di legge, e quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali”. Il successivo articolo 111-bis L.F. chiarisce quindi che i crediti prededucibili liquidi, certi e non contestati per collocazione e per ammontare possono essere soddisfatti al di fuori del procedimento di riparto se l’attivo è presumibilmente sufficiente a soddisfare tutti i titolari di detti crediti. Il successivo comma 4 del medesimo…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Se l’assemblea non delibera la società si scioglie

Le società con esercizio coincidente con l’anno solare hanno ormai approvato il bilancio di esercizio, pur nei casi in cui si è beneficiato del maggior termine di 180 giorni. Purtuttavia, vi potrebbero essere delle situazioni nelle quali l’assemblea dei soci non riesce a deliberare l’approvazione del bilancio. In questi casi gli amministratori non possono essere ovviamente sanzionati per il mancato deposito del bilancio di esercizio, ma non possono comunque disinteressarsi della situazione che si è venuta a creare nella compagine societaria. Ai sensi dell’articolo 2484, comma 1, n. 3, cod. civ., gli amministratori devono infatti verificare se ricorre una causa di scioglimento della società, “per l’impossibilità di funzionamento o per la continuata inattività dell’assemblea”. Con specifico riferimento all’impossibilità di funzionamento, si pensi a tutti quei casi in cui l’assemblea si riunisce e si costituisce validamente, ma non riesce a deliberare a causa…

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