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DIRITTO DEL LAVORO

Dichiarazione giudiziale di illegittimità del licenziamento disciplinare

Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 27 dicembre 2017, n. 30985 Contestazione disciplinare – Tardività – Licenziamento – Illegittimità – Reintegrazione –Indennità MASSIMA Un ritardo notevole e non giustificato della contestazione dell’addebito posto alla base del licenziamento per giusta causa rappresenta una violazione del principio di buona fede e della volontà delle parti nell’attuazione del rapporto di lavoro. La dichiarazione giudiziale di illegittimità di un tale licenziamento disciplinare comporta perciò l’applicazione della sanzione dell’indennità come prevista dal quinto comma dello stesso art. 18: un’indennità risarcitoria onnicomprensiva di 12-24 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto. COMMENTO Il caso in esame ha origine nel licenziamento per giusta causa intimato al lavoratore a seguito di una contestazione disciplinare formulata tardivamente, ovvero a distanza di…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Erogazioni liberali alle Onlus: comunicazione entro il 28 febbraio

Il mese di febbraio porta, inaspettato, un nuovo adempimento: la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alle erogazioni liberali in denaro deducibili e detraibili eseguite nell’anno precedente dalle persone fisiche. L’onere, che deriva dalla necessità dell’Agenzia delle Entrate di acquisire il maggior numero di informazioni utili per predisporre la dichiarazione precompilata, è stato fissato dal D.M. 30 gennaio 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 febbraio scorso. Destinatari dell’adempimento sono i soggetti che hanno ricevuto le liberalità e cioè: le Onlus; le associazioni di promozione sociale; le fondazioni e associazioni riconosciute, con scopo statutario la tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico; le fondazioni e associazioni riconosciute, con scopo statutario lo svolgimento o…

DIRITTO BANCARIO

Sulla forma scritta dell’apertura di credito

La Cassazione, in conformità all’art. 117, comma 2, TUB, ha ritenuto legittime le disposizioni secondo cui il contratto di apertura di credito, qualora risulti già previsto e disciplinato da un contratto di conto corrente stipulato per iscritto, non deve, a sua volta, essere stipulato per iscritto, a pena di nullità (Cass. n. 27836/2017; Cass. n. 14470/2005). Resta inteso che tale principio deve essere correttamente inteso perché, «l’intento di agevolare “particolari modalità della contrattazione” non (può) comportare – in una equilibrata visione degli interessi in campo (…) – una “radicale” soppressione della forma scritta, ma solo una relativa attenuazione della stessa che, in particolare, salvaguardi (…) la necessaria indicazione delle condizioni economiche del contratto ospitato» (Cass. n. 9068/2017; Cass. n. 7763/2017)….

ESECUZIONE FORZATA

Sul riparto dell’onere probatorio nel «nuovo» giudizio di accertamento dell’obbligo del debitor debitoris

Trib. Monza, Sez. III, 17 luglio 2017 (ord.) [1] Espropriazione forzata presso terzi – Accertamento dell’obbligo del terzo – Identificazione del credito pignorato – Onere della prova – Creditore procedente –Sussiste (C.p.c., art. 549) [1] L’onere della prova circa la sussistenza o gli elementi di esatta identificazione del credito pignorato nell’ambito del giudizio di accertamento dell’obbligo del debitor debitoris grava sul creditore procedente.  CASO [1] La società M. s.r.l. pignorava le somme e i crediti dovuti dallo Stato italiano alla società G.B.C. – e, tramite la stessa, alla Libia – in forza di un titolo esecutivo vantato dalla creditrice nei confronti della predetta società di diritto libico. A fronte della mancata comparizione del terzo a rendere la dichiarazione, la M….

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Rigetto della domanda cautelare per mancanza dei presupposti che configurano la concorrenza sleale per interposta persona

Trib. Civitavecchia, ord. 27 dicembre 2017, Giudice Pecorari Concorrenza sleale per interposta persona – relazione di interessi – configurabilità (2598 c.c.) [1] Non sussiste il fumus boni iuris della domanda cautelare ex art. 700 c.p.c. per mancata configurabilità della fattispecie di concorrenza sleale del terzo quando rimanga indimostrata l’esistenza di una relazione di interessi tra l’autore dell’atto e l’imprenditore avvantaggiato. CASO [1] I ricorrenti, persone fisiche titolari di autorizzazioni per l’esercizio dell’attività di noleggio vettura con conducente (cosiddetti “NCC”) agiscono con ricorso ex art. 700 c.p.c. per sentire inibire la presunta attività di concorrenza sleale (art. 2598 nn. 2 e 3 c.c.) posta in essere dalla società Aeroporti di Roma S.p.a. (“ADR”) nei propri confronti. L’attività consisteva nell’apposizione di pannelli…

IMPUGNAZIONI

Sulla (residua) ricorribilità per cassazione per vizio di motivazione

Cass., sez. VI, 16 dicembre 2017, n. 30104 – Presidente Schirò – Relatore Manzon Ricorso per cassazione – Motivazione – Sentenza – Onere – Giudice (Cod. proc. civ., art. 132, 360; Disp. att. cod. proc. civ., art. 118) [1] La motivazione è solo apparente quando, benché graficamente esistente, non renda tuttavia percepibile il fondamento della decisione, in quanto recante argomentazioni obbiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento seguito dal giudice per la formazione del proprio convincimento, non potendosi lasciare all’interprete il compito di integrarla con le più varie, ipotetiche congetture; in tal caso, la sentenza è nulla perché affetta da error in procedendo. CASO Il processo tributario di primo grado si concludeva con il rigetto del ricorso presentato dal contribuente…

IMPUGNAZIONI

Omesso deposito di copia autentica della sentenza impugnata ed improcedibilità del ricorso per cassazione: il punto della situazione

Il quadro normativo di riferimento Dispone l’articolo 369 del codice di procedura civile, dettato in materia di giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, che «Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della corte, a pena d’improcedibilità, nel termine di giorni venti dall’ultima notificazione alle parti contro le quali è proposto. Insieme col ricorso debbono essere depositati, sempre a pena di improcedibilità […] 2) copia autentica della sentenza o della decisione impugnata con la relazione di notificazione, se questa è avvenuta, tranne nei casi di cui ai due articoli precedenti; oppure copia autentica dei provvedimenti dai quali risulta il conflitto nei casi di cui ai numeri 1 e 2 dell’art. 362; […]». Le problematiche In un siffatto contesto legislativo di riferimento,…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Grado di affidabilità delle diverse consulenze tecniche d’ufficio e onere di motivazione

Cass., 25 ottobre 2017, n. 25249. Pres. Amendola, Est. Scrima Consulenza tecnica d’ufficio – Rinnovazione – Appello – Giudice – Motivazione (C.p.c., artt. 116, 132, 191, 195; disp. att. c.p.c., art. 118 ) Qualora nel corso del giudizio di merito vengano espletate più consulenze tecniche d’ufficio in tempi diversi con risultati difformi, il giudice può seguire il parere che ritiene più congruo o discostarsene, dando adeguata e specifica giustificazione del suo convincimento; in particolare, quando intenda uniformarsi alla seconda consulenza, non può limitarsi ad una adesione acritica ma deve giustificare la propria preferenza indicando le ragioni per cui ritiene di disattendere le conclusioni del primo consulente, salvo che queste risultino criticamente esaminate dalla nuova relazione. CASO Il tribunale, aderendo alle…

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Diritto successorio

I incontro APERTURA DELLA SUCCESSIONE E ACQUISTO DELL’EREDITÀ Apertura della successione L’apertura della successione. Vocazione e delazione. I c.d. “chiamati ulteriori” La capacità a succedere. I nascituri L’indegnità a succedere. La riabilitazione dell’indegno Successione a titolo particolare e a titolo universale I legati ex lege Le fonti della successione: legittima, testamentaria e necessaria La successione necessaria e i diritti riservati ai legittimari L’acquisto dell’eredità L’accettazione dell’eredità. Generalità Accettazione espressa e tacita L’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario L’eredità giacente La tutela da chi acquista dall’erede apparente Il divieto dei patti successori II incontro IL TESTAMENTO – L’IMPOSTA DI SUCCESSIONE E LA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE Il testamento Il negozio testamentario. Regole formali e principi sostanziali Contenuto patrimoniale e non patrimoniale del testamento L’invalidità del testamento e la sua confermabilità. Nullità, annullabilità e “inesistenza” L’impugnazione del testamento olografo Il testamento pubblico e l’incapacità naturale Il testamento come negozio necessariamente revocabile. Revoca (espressa, tacita e legale) e revoca della revoca I limiti all’autonomia privata testamentaria Clausole di diseredazione: validità e limiti L’imposta di successione L’imposta sulle successioni e sulle donazioni, aspetti generali Le aliquote e le franchigie in vigore La determinazione della base imponibile La disciplina dell’imposta in caso di oggetto immobiliare. Le c.d. agevolazioni “prima casa” La presunzione del 10% ex art. 9 Dlgs. 346/1990 Ambito applicativo negli atti tra vivi: le donazioni e gli altri atti a titolo gratuito. Le donazioni indirette Dichiarazione di successione: il nuovo modello telematico Le nuove modalità di invio telematico Il modello ministeriale e la sua compilazione Profili pratici e aspetti problematici III incontro LA TUTELA DEI DIRITTI DEI LEGITTIMARI – LA DIVISIONE EREDITARIA Diritti riservati ai legittimari e la loro tutela La tutela dei legittimari Il calcolo della legittima e la “riunione fittizia” Collazione ed imputazione ­ differenze. La dispensa Le problematiche relative ai negozi simulati ed indiretti L’azione di riduzione e di restituzione Comunione e divisione ereditaria La comunione ereditaria La prelazione del coerede e il retratto successorio Le modalità della divisione Le c.d masse plurime L’impugnazione della divisione e la rescissione Divisione transattiva e transazione divisoria Il ruolo del testatore nella divisione Il ruolo del testatore nella divisione La “divisione” effettiva del patrimonio a mezzo di legati L’assegno divisionale semplice e l’assegno divisionale qualificato La divisione del testatore ed i diritti dei legittimari Divisione senza predeterminazione di quote e institutio ex re certa IV incontro LA SUCCESSIONE MORTIS CAUSA E IL DIRITTO SOCIETARIO Le clausole societarie correlate alla morte del socio I limiti statutari alla circolazione di azioni e quote. Le opzioni put e call Gli aumenti di capitale e le operazioni societarie straordinarie con finalità successorie I conferimenti non proporzionali e le assegnazioni di partecipazioni sociali in funzione parasuccessoria La costituzione di una newco per realizzare il passaggio generazionale della ricchezza L’attribuzione di diritti particolari delle Srl I patti parasociali e la morte del socio Le clausole di continuazione nelle società di persone Il patto di famiglia GLI STRUMENTI ALTERNATIVI AL TESTAMENTO Il contratto a favore di terzo con prestazione da eseguire dopo la morte dello stipulante. Il contratto di assicurazione sulla vita in particolare Il trust e il negozio fiduciario con effetti post mortem. L’affidamento fiduciario e la c.d. legge del “dopo di noi” Il prestito vitalizio ipotecario e gli altri strumenti per la realizzazione degli interessi delle persone anziane L’atto di destinazione. Ammissibilità della costituzione per testamento? I contratti di rendita vitalizia e di mantenimento

DIRITTO DEL LAVORO

Licenziamento per giusta causa e sanzione espulsiva

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 20 ottobre 2017, n. 25147 Licenziamento individuale – Giusta causa – Sottrazione materiale aziendale su pen drive – Mancata divulgazione a terzi – Dati non coperti da password – Legittimità del recesso MASSIMA Sussiste il licenziamento per giusta causa nel caso qualora il dipendente copi sulla pen drive brevetti, disegni e altri documenti aziendali importanti sebbene non divulghi a terzi il materiale. Per far scattare la sanzione espulsiva basta la mera sottrazione dei dati non rilevando che questi ultimi siano o meno protetti da password.  COMMENTO La questione portata all’attenzione della Suprema Corte riguarda un’ipotesi di licenziamento per giusta causa intimato ad un lavoratore che, pur non divulgandone il materiale a terzi, aveva trasferito su…

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