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ESECUZIONE FORZATA

Il provvedimento di assegnazione della casa familiare su un immobile ipotecato: quando le ragioni creditorie prevalgono su quelle della famiglia

Tribunale di Bari – ordinanza del 24 aprile 2018 – dott. M. De Palma [1] Assegnazione casa familiare – Ipoteca – Pignoramento immobiliare – Trascrizione – Opposizione agli atti esecutivi – Fattispecie (artt. 144 – 155 quater – 337 sexies – 1599 – 2643 – 2644 – 2808 cod. civ.; artt. 555 e ss. – 617 – 618 cod. proc. civ.; art. 6 l. 898/1978; art. 4 l. 54/2006)  [1] Il provvedimento di assegnazione della casa familiare non è opponibile al creditore ipotecario che abbia acquistato il suo diritto in base ad atto iscritto anteriormente alla emissione o trascrizione del provvedimento stesso. CASO [1] Il creditore, all’esito della procedura di pignoramento immobiliare dallo stesso esperita, si aggiudicava l’immobile sul quale aveva precedentemente iscritto ipoteca…

CRISI DI IMPRESA

L’azione revocatoria ordinaria esercitata dal curatore a tutela della massa dei creditori

Giurisprudenza e dottrina ancor oggi si interrogano intorno ai caratteri dell’azione revocatoria ordinaria esercitata nell’ambito della procedura fallimentare. Se i presupposti della “revocatoria ordinaria collettiva” sono quelli previsti dal codice civile all’art. 2901, molti sono i tratti che la distinguono dalla “revocatoria ordinaria individuale”. 1. Le caratteristiche dell’azione revocatoria ordinaria esercitata in sede fallimentare.  L’azione revocatoria disciplinata dall’art. 2901 c.c. ha come scopo quello di reintegrare la generica garanzia patrimoniale posta dal codice civile a favore di qualunque credito assunto da una persona (art. 2740 c.c.). In altre parole, il fine dell’istituto è quello di “eliminare” i possibili effetti pregiudizievoli per un creditore causati da un atto di disposizione del debitore, purchè sussistano le condizioni soggettive (consilium fraudis del debitore…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Sui limiti alla potestas iudicandi degli arbitri

Cass. civ., ord., 30 aprile 2018, n. 10391 Arbitrato – Compromesso – Clausola compromissoria – Lodo – Lodo, nullità – Thema decidendum – Limiti. (C.c. artt. 1331, 1376 e 2932; c.p.c. artt. 112, 829 ) [1] Gli arbitri hanno l’obbligo di decidere su tutto il thema decidendum sottoposto loro e non oltre i limiti di esso, sulla base delle domande proposte, anche quando la “potestas iudicandi” sia stata conferita con clausola compromissoria, in quanto la cognizione arbitrale si estende (salvo eventuali ben precisi limiti legali) a qualsiasi aspetto della vicenda attinente a quest’ultima che risulti rilevante ai fini di stabilire se e in qual misura la pretesa fatta valere da una parte sia fondata. CASO [1] La società ricorrente in…

IMPUGNAZIONI

Sull’onere di prendere posizione sui fatti ex adverso dedotti: economia processuale o giustizia della decisione?

Cass. civ., Sez. III, ord. 27 marzo 2018, n. 7513, Pres. Travaglino, Est. Rossetti Prova nel giudizio civile – Poteri del giudice – Onere di prendere posizione sui fatti dedotti da parte avversa – Principio di non contestazione (Cost., art. 111; cod. proc. civ., artt. 88, 115, co. 1, 116, co. 2, 167, co. 1, 416, co. 3; cod. civ., artt. 2697, 2698; l. 18.6.2009, n. 69, art. 45; c.p.a., art. 64, co. 2 e 4) [1] Nell’ipotesi in cui, proposta domanda risarcitoria dalla vittima di un sinistro stradale, la società assicuratrice convenuta, in sede di primo grado di giudizio, non abbia disconosciuto la sussistenza del danno patrimoniale da lucro cessante (nel caso di specie, l’assicuratore aveva ritenuto insignificante il…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Il foro del consumatore prevale su quello del titolare del trattamento dei dati personali

Tribunale di Reggio Emilia, 1 febbraio 2018 – Morlini Competenza – Competenza territoriale – Foro del consumatore – Foro del titolare del trattamento dei dati (D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 10; D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, art. 152; D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, art. 33 comma 2 lett. u) Nel caso di violazione delle regole relative al trattamento dei dati personali effettuato nell’ambito di un rapporto di consumo, la competenza è esclusivamente del foro di residenza del consumatore, in quanto tale criterio prevale su quello del foro della residenza del titolare del trattamento. CASO L’attore ha acquistato, quale consumatore, un divano, un letto e un materasso, con un finanziamento; ha pagato in ritardo le prime rate, per…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Irap non dovuta sui compensi da amministratore e sindaco

Nel corso degli ultimi anni si è sviluppato un intenso dibattito giurisprudenziale sul tema della sussistenza (o meno) del presupposto dell’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata, che costituisce requisito necessario per l’applicazione dell’Irap ai sensi dell’articolo 2 D.Lgs. 446/1997, anche con riguardo ai compensi percepiti dal dottore commercialista relativamente alle attività di amministratore e sindaco. Secondo l’orientamento largamente prevalente della Corte di Cassazione, deve infatti escludersi da imposizione ai fini dell’Irap la quota di base imponibile che un lavoratore autonomo, abitualmente esercente una professione intellettuale, consegue senza avvalersi di un’autonoma organizzazione. In applicazione di tale principio, quindi, è stato stabilito che i compensi derivanti dall’esercizio degli uffici di amministratore e sindaco di società non siano da assoggettare a Irap ove…

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Nel “vecchio” regime dotazione del trust con imposta di registro fissa

La sentenza n. 15469/2018, emanata dallo stesso collegio giudicante di quella esaminata nel contributo di ieri, si differenzia per avere ad oggetto atti dispositivi realizzati prima della reintroduzione dell’imposta di successione e donazione, quando l’amministrazione finanziaria tassava i trasferimenti di patrimoni in trust attraverso l’applicazione dell’imposta di registro. Nel caso analizzato dai giudici, un soggetto aveva istituito tre trusts, trasferendo il patrimonio ad una trustee, e l’Agenzia delle Entrate di Frosinone aveva emanato un avviso di liquidazione dell’imposta di registro in misura proporzionale. La CTR del Lazio aveva accolto le doglianze dei ricorrenti, ritenendo applicabile l’imposta di registro in misura fissa, sulla base della categoria residuale disciplinata dall’articolo 11 della tariffa allegata al D.P.R. 131/1986. I giudici hanno qualificato il…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Irreperibilità relativa del destinatario e validità della notifica

La notificazione di un atto tributario deve essere effettuata con le modalità previste dall’articolo 140 c.p.c. (deposito presso la casa comunale dell’atto, affissione dell’avviso alla porta del destinatario in busta chiusa e sigillata, invio della raccomandata con avviso di ricevimento), quando siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario ma non si sia potuto eseguire la consegna perché questi (o altro soggetto indicato dall’articolo 139 c.p.c.) non sia stato rinvenuto in detto indirizzo, da dove, tuttavia non risulta trasferito (irreperibilità relativa). Deve invece essere eseguita la notifica dell’atto applicando la disciplina prevista dall’articolo 60, lett. e), D.P.R. 600/1973 che prevede che “quando nel Comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l’avviso…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Locazione breve con cedolare “lorda”

Una delle novità più significative del modello Redditi 2018 PF riguarda l’impatto della nuova disciplina delle locazioni brevi, introdotta dal D.L. 50/2017 per tutti i contratti “brevi” stipulati a partire dal 1° giugno 2017. Una delle caratteristiche principali, e di vantaggio per il contribuente, è costituita dalla possibilità di applicare il regime della cedolare secca anche ai redditi derivanti dalle locazioni brevi, ferma restando la possibilità di applicare la tassazione ordinaria a scelta del contribuente (da esercitarsi direttamente all’atto della compilazione del quadro RB del modello Redditi). Tuttavia, non mancano i dubbi e le criticità per una corretta determinazione della base imponibile nel caso in cui il contribuente intenda optare (come spesso accade) per il regime della cedolare secca, poiché…

DIRITTO BANCARIO

Sulla corretta determinazione degli interessi

Il precetto dell’art. 1284, comma 3, c.c., a voce del quale «gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto», è rispettato laddove la determinazione del tasso convenzionale degli interessi ultralegali avvenga anche per relationem, a condizione però che la relativa pattuizione contenga un richiamo a criteri prestabiliti ed elementi estrinseci, obiettivamente individuabili e funzionali alla concreta definizione del saggio di interesse (Cass. n. 12967/2018; Cass. n. 22179/2015; Cass. n. 25205/2014; Cass. n. 2072/2013). Ove il tasso convenuto sia variabile, è idoneo ai fini della sua precisa individuazione il riferimento a parametri fissati su scala nazionale alla stregua di accordi interbancari, mentre non sono sufficienti generici riferimenti, dai quali non emerga con sufficiente chiarezza quale previsione le parti…

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