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DIRITTO SUCCESSORIO E DONAZIONI

Il legittimario pretermesso non deve accettare l’eredità con beneficio di inventario

Cass. civ. , Sez. II – Ord.  (ud. 23/02/2018) 22-08-2018, n. 20971 Azione di riduzione – Simulazione – Accettazione con beneficio di inventario  (C.c., artt. 564, 484, 1414, 1417) [1] Il legittimario totalmente pretermesso dall’eredità che, a tutela del proprio diritto alla reintegrazione della quota di legittima, impugna per simulazione un atto compiuto dal “de cuius”, agisce in qualità di terzo e non in veste di erede – condizione che acquista solo in conseguenza del positivo esercizio dell’azione di riduzione – e, come tale ed al pari dell’erede che proponga un’azione di simulazione assoluta ovvero relativa, ma finalizzata a far valere la nullità del negozio dissimulato, non è tenuto alla preventiva accettazione dell’eredità con beneficio di inventario; diversamente ove il…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La tutela del marchio di rinomanza tra principi comunitari e interni

Corte di Cassazione Civile, Sez. I, ordinanza 8 giugno 2018, n. 26000, (dep. 17 ottobre 2018) Parole chiave: marchi – registrazione marchio – requisiti registrazione – novità – contraffazione di marchio rinomato – rischio di confusione – rischio di associazione – nullità marchio – risarcimento danni “Il pregiudizio arrecato al carattere distintivo del marchio che gode di notorietà indicato anche con il termine di “diluizione”, si manifesta quando risulta indebolita la sua idoneità ad identificare i prodotti o servizi per i quali è stato registrato… La nozione di “vantaggio indebitamente tratto dal carattere distintivo o dalla notorietà del marchio”, detto anche “parassitismo”, va invece ricollegato non al pregiudizio subito dal marchio quanto piuttosto al vantaggio tratto dal terzo dall’uso del…

DIRITTO BANCARIO

Concessione abusiva del credito e affidamento incolpevole

In materia di concessione abusiva del credito, secondo Cass. 14.5.2018 n. 11695, sussiste la responsabilità della banca – che finanzi un’impresa insolvente e ne ritardi perciò il fallimento – nei confronti dei terzi che in ragione di ciò abbiano confidato nella sua solvibilità ed abbiano continuato ad intrattenere rapporti contrattuali con essa allorché sia provato che i terzi non fossero a conoscenza dello stato di insolvenza e che tale mancanza di conoscenza non fosse imputabile a colpa. Nel dettaglio, è rilevato che la condotta della banca che continui a finanziare l’impresa insolvente anziché avviarla al fallimento, offre agli operatori di mercato una sensazione distorta, ingannandoli sulle reali situazioni dell’impresa finanziata ed inducendoli a continuare a trattare con essa, come se…

DIRITTO DEL LAVORO

Riduzione del personale e licenziamenti collettivi

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 8 ottobre 2018, n. 24755 Licenziamenti collettivi – Criteri di scelta – Prossimità alla pensione – Settori aziendali Applicabilità  MASSIMA La prossimità alla pensione dei lavoratori è un criterio legittimo di scelta nelle procedure di riduzione di personale nei licenziamenti collettivi ex art. 5 della legge n. 223/1991. Il principio è applicabile a tutti i dipendenti dell’azienda a prescindere dal settore al quale gli stessi siano assegnati ed anche al di fuori dei settori aziendali di manifestazione della crisi cui la società ha fatto riferimento nella comunicazione di avvio della procedura.  COMMENTO La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, è intervenuta sulla questione concernente la l’illegittimità del licenziamento, accogliendo il ricorso dell’azienda ex…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

La profilazione e il processo decisionale automatizzato

Il processo decisionale automatizzato è disciplinato dall’art. 22 del Regolamento EU/2016/679 che prevede che l’interessato abbia il diritto di non essere sottoposto ad una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona, quali il rifiuto automatico di una domanda di credito online o pratiche di assunzione (o licenziamento) elettronica senza interventi umani. Anzitutto occorre intendersi su cosa sia un processo decisionale automatizzato: si tratta di una decisione assunta da un algoritmo, senza intervento umano. Tale trattamento comprende la «profilazione», che consiste in una forma di trattamento automatizzato dei dati personali che valuta aspetti personali concernenti una persona fisica, in particolare al fine…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Il mancato rideposito del fascicolo di parte (anche della fase monitoria) costituisce mera irregolarità

Abstract: Secondo quanto affermato dalla Suprema Corte, da ultimo con la sentenza del 28 settembre 2018 n. 23455, la parte che, dopo essersi costituita, ritiri il proprio fascicolo ed ometta di depositarlo nuovamente dopo la precisazione delle conclusioni, incorre in una mera irregolarità, potendo il giudice di merito ovviare al mancato deposito, valutando prudentemente le veline a sua disposizione o, nel dubbio, rimettendo la causa sul ruolo. La Cassazione tradizionalmente riteneva che non potesse predicarsi esistente nell’ordinamento processuale civile un principio di immanenza, in base al quale, cioè, i documenti prodotti in primo grado dalla parte risultata vittoriosa dovessero ritenersi acquisiti per sempre al processo e al fascicolo di questo. La ragione è evidente: il giudice è tenuto a decidere…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Sul potere dell’avvocato quale adiectus solutionis causa anche a prescindere da un rapporto di rappresentanza

Cass. sez. III, 25 settembre 2018, n. 22544, Relatore Cons. Stefano Giaime Guizzi [1] Avvocato – Procura generali alle liti – Difetto del potere di incassare e rilasciare quietanze – Falsus procurator – Indicatario di pagamento – Interpretazione del contratto alla stregua del principio della conservazione dello stesso – Intenzione dei contraenti e canoni ermeneutici – (Cod. civ., artt. 1362 e ss. e 1188, Cod. proc. civ. art. 84) Pur in difetto di una specifica autorizzazione ad operare come rappresentante del creditore, rinvenibile nella procura ad lites, la legittimazione dell’avvocato a riscuotere i crediti del cliente può trovare titolo nel conferimento di un autonomo potere, ex art. 1188 c.c., comma 1, di ricevere la prestazione, quale mero indicatario di pagamento….

ESECUZIONE FORZATA

Il raggiungimento dello scopo a seguito della proposizione dell’opposizione agli atti esecutivi sana le irregolarità formali del precetto

Cassazione Civile, Sez. VI, ord. 18/07/2018, n. 19105; Pres. Frasca; Rel. Rubino Opposizione agli atti esecutivi – nullità dell’atto di precetto – sanatoria delle irregolarità formali del precetto – cod. Proc. Civ. Artt. 480, 617. La presenza di irregolarità formali nel precetto può ritenersi sanata per il raggiungimento dello scopo a seguito della proposizione dell’opposizione agli atti esecutivi in tutti i casi in cui l’opposizione stessa si limiti a lamentare l’esistenza della irregolarità formale in sé, senza lamentare alcun pregiudizio ai suoi diritti, tutelati dal regolare svolgimento della procedura esecutiva, conseguente alla irregolarità stessa (nel caso di specie, l’opponente lamentava esclusivamente la mancata indicazione sul precetto della data di precedente notifica dei titoli esecutivi, senza contestare che la precedente notifica…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Vendita dei beni di consumo e animali domestici

Cass. civ., sez. II, 25 settembre 2018, n. 22728 – Pres. Matera – Rel. Lombardo [1-2] Contratto di compravendita – Vendita di animali – Disciplina della vendita dei beni di consumo – Applicabilità – Condizioni e limiti (Cod. civ., artt. 1490, 1492, 1496; Cod. cons., artt. 3, 128, 130, 132) [1] La compravendita di animali da compagnia o d’affezione, ove l’acquisto sia avvenuto per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente esercitata dal compratore, è regolata dalle norme del codice del consumo, salva l’applicazione delle norme del codice civile per quanto non previsto. [2] Nella compravendita di animali da compagnia o d’affezione, ove l’acquirente sia un consumatore, la denuncia del difetto della cosa venduta…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Cittadino VS Ente Pubblico territoriale: mantenimento della cosa in buono stato locativo

Tribunale di Roma, Sez VI^, civ. Sent. n. 3668 del 16 febbraio 2018 Art. 1575 c.c. – Art. 1576 c.c. – Art. 1578 c.c. “Costituiscono vizi della cosa locata agli effetti dell’art. 1578 c.c. – la cui presenza non configura un inadempimento del locatore alle obbligazioni assunte ai sensi dell’art. 1575 c.c., ma altera l’equilibrio delle prestazioni corrispettive, incidendo sull’idoneità all’uso della cosa stessa e consentendo la risoluzione del contratto o la riduzione del corrispettivo, ma non l’esperibilità dell’azione di esatto adempimento – quelli che investono la struttura materiale della cosa, alterandone l’integrità in modo tale da impedirne o ridurne notevolmente il godimento secondo la destinazione contrattuale, anche se eliminabili e manifestatisi successivamente alla conclusione del contratto di locazione ’’…

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