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DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Furto in appartamento e responsabilità condominiale derivante da cosa in custodia ex art. 2051 c.c.

Cass. Civ., VI- 3 Sez., Ord. n. 2661 del 22 Ottobre 2018 – Pres. Dott.ssa   Adelaide Amendola – Rel. Cons. Antonella Pellecchia Art. 2043 c.c.- Art. 2051 c.c.- Art. 380 bis c.p.c. “Nell’ipotesi di furto in appartamento condominiale, commesso con accesso dalle impalcature installate in occasione della ristrutturazione dell’edificio, è configurabile la responsabilità dell’imprenditore ex art. 2043 c.c., per omessa ordinaria diligenza nella adozione delle cautele atte ad impedire l’uso anomalo dei ponteggi, nonché la responsabilità del condominio, ex art. 2051 c.c., per l’omessa vigilanza e custodia, cui è obbligato quale soggetto che ha disposto il mantenimento della struttura.[1]” FATTO A seguito di un furto subito nel proprio appartamento, il condomino leso decide di citare in giudizio il Condomino e…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Coppia omosessuale: dichiarata l’adozione dei figli del partener nati da maternità surrogata

Tribunale per i minorenni di Milano, sentenza del 10 ottobre 2018  Adozione in casi particolari (art. 44 legge n. 184/1983, legge n. 76/2016) L’adozione dei minori, nati maternità surrogata, da parte del partner del genitore biologico realizza il preminente interesse degli stessi, formalizzando da un lato una situazione di fatto già esistente, caratterizzata da un legame già esistente e riconosciuto, e dall’altro, dando loro garanzie aggiuntive rispetto all’attuale situazione, sotto il profilo economico e soprattutto affettivo, in caso di necessità di supplire a eventuali assenze del padre biologico. CASO  Un uomo si rivolgeva al Tribunale per i Minorenni di Milano per fare dichiarare l’adozione ai  sensi  dell’art.  44 lett. d) L. 184/83 di due gemelli, figli biologici del proprio compagno,…

CRISI DI IMPRESA

Soglie di non fallibilità. L’onere della prova “torna” sull’imprenditore quando i bilanci sono inattendibili

Corte di Cassazione Civile, Sez. I, sentenza 25 ottobre 2018 n. 30516 (pubblicata il 23 novembre 2018) Parole chiave: soglie di fallibilità – non fallibilità – onere della prova dell’imprenditore – bilanci inattendibili – prudente apprezzamento del giudice Massima: “In tema di fallimento, ai fini della prova della sussistenza dei requisiti di non fallibilità di cui all’art. 1, comma 2, l.fall., i bilanci degli ultimi tre esercizi che l’imprenditore è tenuto a depositare, ai sensi dell’art. 15, comma 4, l.fall., costituiscono strumento di prova privilegiato dell’allegazione della non fallibilità, in quanto idonei a chiarire la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa, senza assurgere però a prova legale, essendo soggetti alla valutazione, da parte del giudice, dell’attendibilità dei dati contabili in essi…

DIRITTO BANCARIO

Servizi di investimento: focus della Cassazione

La recente sentenza della Cassazione n. 1460 del 2019 si segnala per l’esaustiva ricognizione di tematiche, già affrontate dai giudici di legittimità, concernenti i contratti di investimento e spesso al centro del contenzioso banca-investitore. Tra le questioni di interesse, si evidenziano, in particolare, le seguenti: – in tema di intermediazione mobiliare, l’intermediario finanziario, convenuto nel giudizio di risarcimento del danno per violazione degli obblighi informativi, non è esonerato dall’obbligo di valutare l’adeguatezza dell’operazione di investimento nel caso in cui l’investitore, nel contratto-quadro, si sia rifiutato di fornire le informazioni sui propri obiettivi di investimento e sulla propria propensione al rischio, nel qual caso l’intermediario deve comunque compiere quella valutazione, in base ai principi generali di correttezza e trasparenza, tenendo conto…

DIRITTO DEL LAVORO

È illegittimo il licenziamento intimato con ritardo ingiustificato

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 15 novembre 2018, n. 29398 Licenziamento dirigente – Tardivo – Annullato – Infortunio dipendente – Colpa dirigente – Indennità minima  MASSIMA Nonostante l’annullamento del licenziamento per tardività, l’indennità riconosciuta al dirigente deve essere quantificata nell’importo minimo qualora il manager non sia esente da colpe nell’infortunio di un dipendente. Il licenziamento è annullato per tardività, anche qualora la condotta sanzionata abbia rilevanza penale: permane, infatti, l’obbligo di immediata contestazione perché l’incolpato può ritenere che l’azienda abbia ritenuto non grave la mancanza e, quindi, abbia soprasseduto al licenziamento. COMMENTO La sentenza in commento trae origine dal licenziamento di un dirigente ritenuto responsabile dell’infortunio mortale occorso ad un dipendente, suo sottoposto. A parere della Corte d’Appello, il licenziamento era illegittimo…

PRIVACY

Il “Responsabile deresponsabilizzato” e il “Titolare irresponsabile”: il teatro dell’assurdo nell’applicazione del GDPR

Le nomine dei Responsabili del trattamento dei dati personali da parte dei Titolari rincorrono percorsi che sembrano ispirati al teatro dell’assurdo e di certo non sembrano perseguire gli obiettivi legati all’accountability che pervadono il GDPR. Proviamo a fare ordine e a sfatare certe logiche legate troppo ai formalismi tipici della normativa precedente che invece il legislatore europeo richiede con forza di superare. *** Sulle sfaccettature del rapporto tra Titolare e Responsabile del trattamento (ai sensi dell’art. 28 del Regolamento 2016/679/UE – GDPR), sono stati già versati fiumi d’inchiostro e di bit. Accanto alle esegesi teoriche della norma – o, talvolta, indipendentemente da esse – il dibattito interpretativo si è sviluppato anche in relazione alle molteplici fattispecie in cui, nella prassi…

RESPONSABILITÀ CIVILE

La responsabilità civile del produttore,in particolare del produttore di alimenti: il prodotto difettoso

Abstract Proseguendo con la nostra analisi, veniamo ora ad esaminare più nel dettaglio le disciplina dettata dal Codice del Consumo in tema di responsabilità del produttore. L’analisi delle singole disposizioni ci permetterà di comprendere come in concreto si atteggia la responsabilità del produttore alla luce dell’attuale disciplina normativa. Parte II Il prodotto difettoso Occorre chiedersi a questo punto quando il prodotto è difettoso. In argomento sovviene l’art. 117 Cod. Cons. a mente del quale “Un prodotto è difettoso quando non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere tenuto conto di tutte le circostanze, tra cui: a) il modo in cui il prodotto è stato messo in circolazione, la sua presentazione, le sue caratteristiche palesi, le istruzioni e le…

IMPUGNAZIONI

La notificazione dell’atto di appello è inidonea a far decorrere il termine breve per impugnare nei confronti della controparte

Cass., sez. VI, 4 dicembre 2018, n. 31251, Pres. D’Ascola – Est. Criscuolo [1] Appello – Appello incidentale – Tardività – Notificazione appello principale – Decorrenza del termine breve – Idoneità – Esclusione. (Cod. proc. civ., artt. 325, 327, 334, 343) La notificazione di un atto di impugnazione non determina per la parte che ne è destinataria la decorrenza del termine breve di impugnazione, perché l’art. 326, comma 1, c.p.c. ricollega tale effetto non già alla conoscenza della sentenza, ma al compimento della formale attività acceleratoria e sollecitatoria specificamente prevista della notificazione della sentenza secondo le previsioni degli art. 285 e 170 c.p.c., e d’altronde l’atto di impugnazione non è necessariamente idoneo a rendere edotta la controparte del complessivo tenore…

ESECUZIONE FORZATA

La Cassazione conferma che l’opposizione ex art. 2797 c.c. alla vendita della cosa data in pegno ha natura di opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c.

Cassazione civile, Sez. VI, ord. 2 luglio 2018, n. 17268, Pres. Amendola, Rel. De Stefano Opposizione alla vendita cosa data in pegno – art. 2797 c.c. – art. 615 c.p.c. – art. 2756 c.c. – art. 617 c.p.c. – Opposizione all’esecuzione – Impugnabilità – Appellabilità – Pegno MASSIMA L’opposizione alla vendita della cosa data in pegno, prevista dall’art. 2797 c.c., ha natura di opposizione all’esecuzione, riconducibile all’art. 615 c.p.c., sicché è soggetta alle stesse regole processuali di quest’ultima e, quanto al regime di impugnazione della sentenza che la conclude in primo grado, se pubblicata dopo il 04/07/2009, alla regola dell’appellabilità, ripristinata fin dal 04/07/2009 dall’ulteriore riforma dell’art. 616 c.p.c., di cui alla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 49;…

RESPONSABILITÀ CIVILE

Danno non patrimoniale: il decalogo della Cassazione

Cass. civ., sez. III, Ord., 27 marzo 2018, n. 7513 – Pres. Travaglino – Rel. Rossetti [1] Risarcimento danni – Danno non patrimoniale – Danno biologico – Danno dinamico-relazionale – Personificazione – Criteri di valutazione e di liquidazione (Cod. assicurazioni artt. 138 e 139; Cod. civ., artt. 1223, 2043, 2056, 2059; Cost. art. 32). [1] In tema di danno non patrimoniale da lesione della salute, costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione del «danno biologico» e del «danno dinamico-relazionale», atteso che con quest’ultimo si individuano pregiudizi di cui è già espressione il grado percentuale di invalidità permanente (quali i pregiudizi alle attività quotidiane, personali e relazionali, indefettibilmente dipendenti dalla perdita anatomica o funzionale); non costituisce invece duplicazione la congiunta attribuzione del…

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