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DIRITTO DEL LAVORO

Inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del prestatore di lavoro

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 15 maggio 2019, n. 13023 Licenziamento – inadempimento che non porta danni all’azienda – recesso per giusta causa – legittimità – esclusione – giustificato motivo soggettivo – applicabilità MASSIMA Nelle ipotesi in cui il notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del prestatore di lavoro non ha portato danni all’azienda, si deve escludere il licenziamento per giusta causa. La violazione delle procedure, infatti, può integrare il giustificato motivo soggettivo ma non il recesso in tronco dal rapporto di lavoro, escludendo una gravità tale da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro. COMMENTO Nel caso in esame un lavoratore dipendente, assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato full-time, svolgente mansioni di operaio e…

PRIVACY

Privacy e droni

Lo scorso luglio un attacco informatico perpetrato durante una gara di droni in svolgimento a Torino ha evidenziato in modo eclatante alcune delle tematiche cui le nuove tecnologie ci espongono ogni giorno di più  (https://www.lastampa.it/torino/2019/07/13/news/attacco-hacker-durante-la-sfida-dei-droni-la-corsa-sul-po-si-ferma-e-poi-riprende-1.36994369). I droni, infatti, sono apparecchi che possono essere utilizzati per scopi ricreativi e di svago ma anche per attività professionali o di impresa: si pensi ai tanti ragazzi che amano far decollare i propri aeromodelli nei parchi cittadini o in zone all’aperto, ma anche alle notevoli e possibili applicazioni professionali e industriali che questi velivoli consentono: nella protezione civile, nell’edilizia, nell’agricoltura e in tanti altri settori. In questi campi, dall’agricoltura allo spettacolo, dalla difesa alla manutenzione, sino alla ricerca di persone disperse, si assiste a…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Il risarcimento del danno da lesione del diritto all’oblio

Il diritto di cronaca, ossia il diritto di raccontare accadimenti reali per mezzo stampa, trova il suo fondamento, a livello nazionale, nell’art. 21 della Costituzione che tutela la libertà di espressione e, a livello comunitario, negli artt. 10 CEDU e 11 della Carta di Nizza. La stampa gioca un ruolo fondamentale in una società democratica ed è suo preciso dovere divulgare notizie ed opinioni con riferimento a tutte le questioni di pubblico interesse. I giornalisti, tuttavia, sono soggetti a doveri e responsabilità, come previsto dalla legge sulla stampa (L. n. 47 del 1948) e dal codice deontologico, e devono agire in buona fede per fornire informazioni accurate e affidabili nel rispetto dei diritti inviolabili della persona tutelati all’art 2 Cost….

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Sull’interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata

Cass., sez. lav., 4 settembre 2019, n. 22107. Pres. Bronzini, Rel. Piccone Procedimento civile – Domanda giudiziale – Frazionamento – Ricorso – Inammissibilità -Abuso del processo (Cost., artt. 24 e 111; C.c. artt. 1175, 1375; C.p.c. artt. 99, 100, 183, 273, 274) Le domande aventi ad oggetto diversi e distinti diritti di credito, benché relativi ad un medesimo rapporto di durata tra le parti, possono essere proposte in separati processi, ma, ove le suddette pretese creditorie, oltre a far capo ad un medesimo rapporto tra le stesse parti, siano anche, in proiezione, inscrivibili nel medesimo ambito oggettivo di un possibile giudicato o, comunque, fondate sullo stesso fatto costitutivo, – sì da non poter essere accertate separatamente se non a costo…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

La Cassazione conferma che l’opponente a decreto ingiuntivo, per chiamare in causa un terzo, deve chiedere l’autorizzazione al giudice, ai sensi dell’art. 269 c.p.c., in quanto convenuto in senso sostanziale

Cass. civ. sez. II, 26 agosto 2019, n.21706, Pres. Manna, Rel. Scarpa Procedimento monitorio – Opposizione a decreto ingiuntivo – Chiamata in causa del terzo – Atto di citazione – 269 c.p.c. MASSIMA L’opponente a decreto ingiuntivo, che intenda chiamare in causa un terzo (nella specie, altresì, nell’opposizione a decreto ingiuntivo innanzi al giudice di pace), non può direttamente citarlo per la prima udienza ma deve chiedere al giudice, nell’atto di opposizione, di essere a ciò autorizzato. Ciò in quanto, nel procedimento per ingiunzione, per effetto dell’opposizione, non si verifica alcuna inversione della posizione sostanziale delle parti nel giudizio contenzioso, nel senso che il creditore mantiene la veste di attore e l’opponente quella di convenuto anche in ordine ai poteri…

RESPONSABILITÀ CIVILE

La risarcibilità iure hereditatis del danno catastrofale

Cass. civ., sez. VI, ord. 17 settembre 2019, n. 23153– Pres. Frasca – Rel. Positano [1] Responsabilità – Risarcimento del danno – Danni non patrimoniali – Danno catastrofale – Iure hereditatis – Condizioni di risarcibilità – Lasso di tempo – Lucidità – Vittima (Cod. civ. artt. 2056; 2059) [1] “Nella fattispecie in cui le risultanze processuali dimostrino che la persona sia rimasta lucida nello spatium temporis tra la lesione e la morte, dalla lesione al diritto alla dignità della persona umana (art. 2 Cost.) deriva la risarcibilità del danno non patrimoniale che sussiste sia sotto il profilo stricto sensu biologico sia sotto il profilo psicologico morale.” CASO [1] Con atto di citazione Tizio e Sempronia convenivano in giudizio, davanti al…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Qualità di condomino, titolo di proprietà e superamento dell’art. 1453, secondo comma, c.c. in tema di contratto d’appalto

Corte di Cassazione – Seconda Sez. Civile – Ordinanza n. 12803/2019 Condominio – contratto di appalto – risoluzione contrattuale – eliminazione dei vizi – riduzione del prezzo – art. 1453 c.c. – art. 112 c.p.c. “Il tentativo – della società ricorrente – di separare la posizione degli attori sotto i diversi profili di proprietari e condomini appare velleitario, atteso che la qualità di condomino è inscindibilmente legata a quella di titolare di proprietà esclusiva di parte dell’edificio”. “In tema di appalto le domande di risoluzione del contratto e quelle di riduzione del prezzo o di eliminazione dei vizi non sono tra loro incompatibili, con la conseguenza che ne è ammesso il cumulo in un unico giudizio, non ostandovi il disposto…

DIRITTO SUCCESSORIO E DONAZIONI

Donazione indiretta e collazione: aspetti processuali

Cassazione Civile, Sez. 2, Sentenza n. 19833 del 23/07/2019 DIVISIONE EREDITARIA – OPERAZIONI DIVISIONALI – FORMAZIONE DELLO STATO ATTIVO DELL’EREDITA’ – COLLAZIONE ED IMPUTAZIONE – OGGETTO – IN GENERE – Donazioni fatte in vita dal “de cuius” – Obbligo di collazione – Domanda espressa – Necessità – Esclusione – Fondamento – Accertamento pregiudiziale di una donazione indiretta – Proposizione della domanda nel termine di cui all’art. 167 c.p.c. – Ragioni La domanda di collazione non è sottoposta ai termini di cui all’art. 167 c.p.c., in quanto l’obbligo della collazione sorge automaticamente a seguito dell’apertura della successione e i beni donati devono essere conferiti indipendentemente dalla proposizione di una domanda dei condividenti, salva l’espressa dispensa da parte del “de cuius” nei…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La “conoscenza effettiva” del fallimento fa decorrere il termine per la riassunzione del giudizio, automaticamente interrotto ex art. 43 . fall.

Cass. Civ., sentenza del 14 giugno 2019, n. 15996. Parole chiave: estinzione del giudizio – domanda di ammissione al passivo – effetto interruttivo – fallimento. MASSIMA “Il termine per la riassunzione del giudizio, interrotto per dichiarazione di fallimento, a carico della parte non colpita dall’evento interruttivo, la quale abbia preso parte al procedimento fallimentare presentando domanda di ammissione allo stato passivo, non decorre dalla legale conoscenza che tale parte abbia avuto della pendenza del procedimento concorsuale, ma dal momento in cui essa abbia avuto conoscenza effettiva del procedimento concorsuale, conoscenza che decorre, in assenza di ulteriori elementi, dal momento in cui sia stata depositata o inviata la domanda di ammissione allo stato passivo”. Disposizioni applicate: art. 43 l. fall. –…

CRISI DI IMPRESA

Le azioni di risarcimento danni per responsabilità da fatto illecito di terzi esercitate dal curatore di una procedura di insolvenza rientrano nel campo di applicazione del Reg. 44/2001 (ora Reg. 1215/2012)

PAROLE CHIAVE Rinvio pregiudiziale – ambito di applicazione – competenza internazionale – insolvenza transfrontaliera – azione di risarcimento danni MASSIMA Un’azione di risarcimento danni esercitata, nei confronti di terzi, da parte del curatore di una procedura fallimentare il cui ricavato vada a beneficio della massa fallimentare si fonda su norme comuni di diritto civile e commerciale. Conseguentemente, tale azione rientra nella nozione di “materia civile e commerciale” di cui all’art. 1, paragrafi 1 e 2, lett. b) del Reg. (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale risultando, pertanto, ricompreso nell’ambito di applicazione ratione materiae del medesimo regolamento. RIFERIMENTI NORMATIVI Art. 1, par. 1,…

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