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DIRITTO DEL LAVORO

Risarcimento del lavoratore in somministrazione in caso di licenziamento illegittimo

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 11 novembre 2019, n. 29105 Licenziamento – Somministrazione di lavoro – Illegittimità licenziamento – Ripristino status quo ante Massima Il lavoratore in somministrazione va risarcito in base alla retribuzione percepita presso l’utilizzatore se il licenziamento intimatogli è illegittimo. È escluso che il calcolo del risarcimento possa venir effettuato sulla base dell’applicazione dell’indennità di disponibilità poiché il ristoro deve ripristinare lo status quo ante rappresentato dallo svolgimento dell’effettiva attività. Commento Con la pronuncia in commento la Corte di Cassazione è intervenuta su un tema da tempo oggetto di dibattito, ovvero il criterio utile a parametrare e calcolare l’indennità risarcitoria di cui all’art. 18 L. 300/1970 nei casi in cui il licenziamento irrogato a seguito della procedura prevista…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

L’accettazione delle clausole vessatorie al tempo dell’e-commerce

Uno dei temi di maggior interesse per il mondo giuridico, legato allo sviluppo dei cosiddetti contratti dell’e-commerce, concerne l’approvazione delle condizioni generali di contratto mediante il meccanismo del cosiddetto “point & click”, ovvero mediante accettazione delle stesse attraverso la spunta dell’apposita casella predisposta sulla pagina web dalla parte contrattuale “forte”, ovvero del soggetto predisponente tali condizioni. La questione si è posta in primo luogo in ambito europeo ed è stata oggetto della sentenza della Corte di Giustizia UE del 21 maggio ’15 nella causa C-322/14, nell’ambito della quale si discuteva dell’accettazione, con le modalità suddette, di una clausola attributiva di competenza esclusiva. A tal proposito i giudici europei affermavano che, ai sensi dell’articolo 23, paragrafo 2, del regolamento Bruxelles I,…

ESECUZIONE FORZATA

La tutela dell’abitazione del debitore: l’evoluzione normativa dal Codice della crisi e dell’insolvenza al processo esecutivo immobiliare – II parte

Leggi la prima parte dell’articolo Il nuovo ordine di liberazione Il legislatore, con le modifiche apportate all’art. 560 cpc in materia di liberazione dell’immobile, ha affidato la delicata fase completamente al custode. La liberazione dell’immobile, fino alle procedure esecutive immobiliari iniziate prima del 11.02.2019, è disposta dal giudice dell’esecuzione, con provvedimento impugnabile ai sensi dell’art. 617 cpc, quando ritiene di non autorizzare il debitore a continuare ad abitare l’immobile stesso. Nonostante l’utilizzo del verbo “abitare”, la liberazione dell’immobile può essere adottata per ogni tipo di immobile, anche se adibito ad attività di impresa, arte o professione. La liberazione dell’immobile è in favore dell’aggiudicatario o l’assegnatario o l’acquirente e senza oneri per questi, da ciò appare chiaro che le spese di…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La violazione delle norme sulla notificazione costituisce eccezione de iure tertii, che può essere sollevata soltanto dalla parte interessata

Cass. sez. III, 29 Ottobre 2019, n. 27607. Relatore Cons. Dell’Utri Marco [1] Notificazioni e comunicazioni in materia civile – Rinnovazione della notificazione dell’atto di citazione per nullità – Omissione ed erronea Dichiarazione della contumacia omessa od erronea – Eccezione relativa – Possibilità per altro convenuto di sollevarla – Esclusione – Fondamento – (Cost. art. 24, Cod. proc. civ. artt. 112 e 360). La nullità dell’atto di citazione per violazione delle norme sulla notificazione, al pari dell’inosservanza delle prescrizioni sulla costituzione regolare del contraddittorio nei confronti di altro convenuto, con conseguente dichiarazione erronea di contumacia, costituiscono eccezioni c.d. “de iure tertii” deducibili soltanto dalla parte direttamente interessata e non da altro convenuto. CASO [1] Avverso la sentenza della Corte d’Appello…

RESPONSABILITÀ CIVILE

La responsabilità civile per la lesione del diritto all’onore e alla reputazione

Cass. civ. Sez. III, 29 ottobre 2019, n. 27592 – Pres. Spirito – Rel. Rossetti [1] Diffamazione a mezzo stampa – Diritto all’onore – Diritto alla reputazione – Continenza verbale – Scriminante – Responsabilità civile – Verità putativa – Interesse pubblico alla diffusione – Diritto di cronaca e critica (Cod. civ. art. 2043 c.c.) [1] “L’esimente della verità putativa dei fatti narrati, idonea ad escludere la responsabilità̀ dell’autore d’uno scritto offensivo dell’altrui reputazione, sussiste solo a condizione che: a) l’autore abbia compiuto ogni diligente accertamento per verificare la verosimiglianza dei fatti riferiti; b) l’autore abbia dato conto con chiarezza e trasparenza della fonte da cui ha tratto le sue informazione, e del contesto in cui, in quella fonte, esse erano…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Il lastrico solare condominiale: la presunzione di comproprietà ex art. 1117 c.c. può essere vinta soltanto dall’esistenza di un titolo contrario

Corte di Cassazione – Sesta sez. civile-2 – Sentenza n. 22339/2019 Condominio – lastrico solare – parti comuni – la prova della proprietà esclusiva del lastrico solare – presunzione di comproprietà – art. 1117 c.c. “Non ha rilevanza la circostanza per cui nel caso di specie il lastrico sia raggiungibile da una sola unità immobiliare o serva all’uso esclusivo di un singolo condomino; infatti, esso è oggetto di proprietà comune dei diversi proprietari dei piani o porzioni di piano dell’edificio in applicazione della presunzione sancita dall’art. 1117 cod. civ., ove non risulti in contrario, in modo chiaro ed univoco, dal titolo”. “…il catasto è preordinato a fini essenzialmente fiscali, di conseguenza il diritto di proprietà, al pari degli altri diritti…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Aggiunta del cognome paterno: non è ostativa la carente relazione tra padre biologico e figlio

Cassazione civile, sez. VI, ordinanza n. 772 del 16 gennaio 2020 Cognome del figlio nato fuori del matrimonio (artt. 250 c.c. e 262 c.c.) In tema di attribuzione giudiziale del cognome al figlio nato fuori dal matrimonio e riconosciuto non contestualmente dai genitori, l’aggiunta del cognome paterno, anche se è carente la relazione tra genitore e figlio, non può ritenersi causa ostativa, in assenza di comportamenti negativi del padre di tale gravità da renderlo inidoneo ad assumere il ruolo genitoriale. Caso Un padre agisce per far dichiarare la paternità naturale del figlio. All’esito del giudizio, il tribunale di Reggio Calabria stabilisce l’affido esclusivo del minore alla madre, disciplinando i rapporti tra figlio e genitori, e dispone altresì che il minore assuma…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Il diritto di controllo del socio non amministratore di una S.r.l. verso le società controllate dalla società partecipata

Tribunale di Torino, Sezione specializzata in materia di imprese, Ordinanza del 20 febbraio 2019. Parole chiave: diritto di controllo del socio – società a responsabilità limitata – diritto di consultazione – diritto di informazione – gruppi di società Massima: “In generale, si deve escludere che il socio non amministratore di una S.r.l. possa esercitare il diritto di accesso alla documentazione di una società controllata dalla S.r.l. della quale egli non è socio, trattandosi di una opzione sicuramente estranea al dettato dall’art. 2476; tuttavia, quando si tratta di gruppi di società interamente partecipate dalla capogruppo, il diritto di controllo del socio non amministratore di una S.r.l. va parametrato al potere di gestione spettante all’organo amministrativo della S.r.l. medesima”. Disposizioni applicate: art….

CRISI DI IMPRESA

Il piano del consumatore sovraindebitato: questioni sostanziali e processuali

Cass. civ. Sez. I, Sent. 10 aprile 2019, n.10095,  Pres.  Didone- Est. Dolmetta Parole chiave: Sovraindebitamento del consumatore- Procedura di piano- Ricorribilità per Cassazione- Meritevolezza soggettiva Massima: È ammissibile il ricorso per Cassazione avverso il decreto di accoglimento del reclamo proposto nei confronti del provvedimento di omologazione del piano del consumatore ai sensi dell’art. 12 bis L.3/2012, tenuto conto del carattere contenzioso del procedimento e dell’idoneità del provvedimento che lo definisce ad incidere su diritti soggettivi. È corretto non ammettere alla procedura di piano del consumatore il debitore che ha tenuto un comportamento contrario all’ordinaria diligenza. Riferimenti normativi:  art. 111 Cost.; artt. 9 e 12 bis l. 3/2012; art. 69 CCI. Caso Un consumatore sovraindebitato ricorre in Cassazione, ai sensi…

DIRITTO BANCARIO

Approvazione dell’estratto conto e pattuizione del tasso di interesse ultralegale

Con la decisione del 16 dicembre 2019, il Tribunale di Agrigento ha operato una efficace ricognizione di tematiche ricorrenti nel contenzioso bancario. In particolare, nella motivazione della sentenza è ribadito che: – la valenza probatoria ricollegabile alla tacita approvazione degli estratti conto trasmessi periodicamente dalla banca deve ritenersi rigorosamente circoscritta alle risultanze numeriche degli addebiti di conto, senza quindi che tale preclusione possa incidere sulla facoltà dell’opponente di contestare l’efficacia dei rapporti giuridici che costituiscono il fondamento delle singole rimesse riportate nell’estratto conto; è necessaria tuttavia una specifica contestazione da parte del debitore; – le risultanze dell’estratto conto costituiscono prova del credito anche nei confronti dei fideiussori; – la determinazione del tasso di interesse ultralegale richiede ai sensi dell’art. 1284 c.c….

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