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ESECUZIONE FORZATA

Efficacia della delibera di assemblea condominiale non impugnata nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo

Cassazione civile, Sez. VI, Ord. 12 ottobre 2021, n. 27849 Pres. Lombardo, Estensore Fortunato Procedimento monitorio – opposizione a decreto ingiuntivo – delibere dell’assemblea condominiale poste a fondamento della domanda monitoria – mancata impugnativa delle delibere assembleari da cui risulti la morosità del condomino – definitività e titolo per il decreto ingiuntivo La delibera condominiale di approvazione costituisce titolo sufficiente del credito del condominio e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme: infatti, l’ambito dell’opposizione è ristretto alla verifica della (perdurante) esistenza e validità della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere. CASO Il Giudice di pace di Genova ingiungeva a Tizio il pagamento…

RESPONSABILITÀ CIVILE

I limiti della garanzia per vizi nella compravendita immobiliare

Cass. civ., sez. VI, 16 giugno 2021, n. 17058 – Pres. Lombardo – Rel. Falaschi Parole chiave: Compravendita – Vizi della cosa venduta – Facile riconoscibilità – Garanzia – Esclusione [1] Massima: In caso di vendita di un bene immobile di non recente costruzione, i difetti materiali conseguenti al concreto e accertato stato di vetustà, ovvero alla risalenza nel tempo delle tecniche costruttive utilizzate, non integrano un vizio rilevante ai fini previsti dall’art. 1490 c.c., essendo la garanzia esclusa quando, a norma dell’art. 1491 c.c., il vizio era facilmente riconoscibile, salvo che, in quest’ultimo caso, il venditore non abbia dichiarato che la cosa era immune da vizi. Disposizioni applicate: cod. civ., artt. 1490, 1491, 1492 CASO L’acquirente di un immobile…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Configurabilità del reato di diffamazione in capo all’amministratore di condominio nel caso dell’affissione in area comune di un avviso recante la notizia dell’avvenuto pignoramento immobiliare nei confronti di un condomino

Cassazione penale, sez. V, sent. 23.03.2021 n. 22777. Presidente G. Sabeone – Estensore M. Brancaccio “Non è configurabile di per sé il reato di diffamazione per l’amministratore di condominio che affigge nell’ascensore un avviso con cui comunica l’avvenuto pignoramento nei confronti di un condomino, senza aggiungere altre espressioni”. CASO L’amministratore di un condominio sito in Messina veniva rinviato a giudizio davanti al Tribunale di quella città e successivamente ritenuto responsabile del reato di diffamazione (art. 595 c.p.) per avere, in qualità di amministratore del condominio ove abitava la persona offesa, affisso sui muri delle scale, nell’androne e nel vano ascensore del condominio medesimo un avviso che riportava la nuova istanza di vendita dell’appartamento della persona offesa, a seguito del pignoramento…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Danni endofamiliari: non si escludono per la breve frequentazione padre-figlio  

Cassazione civile sez. I, 06/10/2021, n.27139 Danni endofamiliari – dichiarazione giudiziale di paternità (art. 2059 c.c. – art. 269 c.c.) L’abbandono del figlio in tenera età protrattosi negli anni integra la fattispecie del danno endofamiliare risarcibile ai sensi dell’art. 2059 c.c., anche se la frequentazione con il padre è stata breve, dovendo il giudice accertare gli effetti della privazione della figura paterna sullo sviluppo psicofisico nella fase evolutiva del minore. Caso Una donna agisce per far dichiarare la paternità naturale in nome e per conto del figlio minore e, con separato giudizio, per ottenere la condanna del padre al rimborso di quanto sostenuto per il mantenimento, oltre ad una somma a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale quantificata in…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

L’amministrare di una S.r.l. dichiarato fallito non decade dall’incarico ai sensi dell’art. 2382 c.c.

Cassazione civile, Sezione I, Ordinanza n. 25050 del 16 settembre 2021 Parole chiave: decadenza – fallito – società a responsabilità limitata – società per azioni –amministratore – incapacità Massima: la disciplina delle società a responsabilità limitata, a seguito della novella di cui al D.Lgs. n. 6 del 2003, non regolamenta le cause di ineleggibilità e di decadenza degli amministratori, sicché, rispetto a essi, non trovano più applicazione, neppure per analogia, le norme dettate, per la società per azioni, dall’art. 2382 c.c., con la conseguenza che – salva diversa disposizione statutaria – il fallimento dell’amministratore di società a responsabilità limitata non ne determina l’incapacità alla carica sociale. Disposizioni applicate: articoli 2382 c.c. e 2288 c.c. La curatela del Fallimento di una…

DIRITTO BANCARIO

La clausola contrattuale di deroga alla competenza territoriale secondo la Cassazione

La clausola derogativa della competenza territoriale spesso prevista nei contratti bancari deve essere – pena la sua invalidità – espressamente conosciuta e accettata da parte del contraente aderente (rileva al riguardo il dettato degli artt. 1341 e 1342 c.c.). In particolare, deve risultare manifesta la facoltà riservata all’altro contraente di adire, con carattere di asimmetria rispetto alle prerogative della controparte contrattuale, diversi fori alternativamente individuati come competenti per territorio. Secondo la Cassazione, la clausola contrattuale di deroga alla competenza territoriale può essere validamente pattuita a favore anche solo di una parte (c.d. clausola asimmetrica), comportando, così, la facoltà per la stessa di introdurre la lite sia davanti al giudice indicato nel contratto, sia dinanzi a quello che sarebbe competente secondo…

COMPETENZE E ORGANIZZAZIONE DELLO STUDIO

La crisi climatica entra nella professione

Con una certa regolarità scandaglio la rete alla ricerca di novità -particolarmente da oltre oceano- riguardanti il tema della sostenibilità per gli studi professionali. Nessuno se ne abbia a male ma d’altra parte è successo lo stesso circa 20 anni fa con il marketing e la comunicazione: nel giro di un tempo più o meno lungo, le tendenze che si affermavano particolarmente negli Stati Uniti e che nel nostro Paese venivano guardate a dir poco con sospetto, trovavano poi un po’ alla volta terreno fertile anche in Italia. E’ così che sono inciampata nell’articolo “How the climate crisis is changing the legal profession” pubblicato dall’International Bar Association (IBA) lo scorso 28 settembre e dal quale si evincono diversi spunti di…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

La nozione di pari uso della cosa comune ex art. 1102 c.c. implica che la destinazione della cosa resti “compatibile” con i diritti degli altri partecipanti

Cassazione civile, Sezione 6^ – 2, 6 maggio 2021, n. 1187. Presidente Lombardo – Estensore Scarpa “La nozione di pari uso della cosa comune, di cui all’art. 1102 c.c., sebbene non debba intendersi nel senso di uso identico e contemporaneo, implica pur sempre che la destinazione della cosa resti compatibile con i diritti degli altri partecipanti, onde il proprietario di un vano terraneo dell’edificio condominiale non può eseguire, in corrispondenza dell’accesso al proprio locale, modificazioni della pavimentazione e dell’arredo del marciapiede condominiale, per consentirne l’attraversamento con autovetture, ove da tale utilizzazione della cosa comune risulti alterata la destinazione e sia impedito agli altri condomini di farne parimenti uso secondo il loro diritto”. Limiti alla modificazione della cosa comune: “la compatibilità”….

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La proroga dei termini processuali che scadono nella giornata di sabato si applica anche al termine per la costituzione in appello

Cass., sez. II, 30 luglio 2021, n. 21925, Pres. Di Virgilio – Est. Varrone [1] Termini processuali – Computo – Proroga del termine che scade di sabato – Applicabilità alla costituzione in appello (artt. 155, 347 c.p.c.) La proroga dei termini processuali che scadono nella giornata di sabato, ex art. 155, comma 5, c.p.c., è applicabile anche al temine per la costituzione in appello, che avviene, ai sensi dell’art. 347, comma 1, c.p.c., secondo le forme ed i termini per i procedimenti davanti al Tribunale. CASO [1] La parte risultata soccombente all’esito del primo grado di giudizio proponeva appello avverso la sentenza conclusiva di tale procedimento dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro. Il giudice di seconde cure accoglieva l’impugnazione proposta…

ESECUZIONE FORZATA

La modifica della dichiarazione resa dal terzo pignorato ai sensi dell’art. 547 c.p.c.

Cass. civ., sez. III, 14 maggio 2021, n. 13144 – Pres. De Stefano – Rel. Tatangelo Espropriazione forzata – Pignoramento presso terzi – Dichiarazione di quantità – Rettifica o revoca – Ammissibilità – Condizioni La dichiarazione di quantità resa in senso positivo dal terzo pignorato per errore di fatto a sé non imputabile può essere oggetto di rettifica o revoca fino al momento in cui venga emessa l’ordinanza di assegnazione.  CASO Una società avviava un’espropriazione mobiliare presso terzi, pignorando i canoni spettanti all’esecutata in forza di due distinti contratti di locazione, conclusi entrambi con il medesimo soggetto: il primo, riguardante un compendio immobiliare di cui la debitrice disponeva in forza di un contratto di leasing; il secondo, relativo a due…

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