Fiscalità dell’avvocato: il vademecum di Cassa Forense e Uncat

La crescente complessità della disciplina fiscale applicabile all’attività professionale rende sempre più necessario disporre di strumenti di sintesi capaci di orientare l’avvocato tra norme tributarie, regole previdenziali e prassi amministrativa. In questa prospettiva si colloca la seconda edizione del Vademecum Fiscalità degli Avvocati, presentata dall’ Unione nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi (Uncat) e Cassa Forense.

La guida, elaborata da consiglieri dell’associazione specialistica e dai componenti della Commissione Studi di Cassa Forense, si propone come uno strumento operativo destinato ai professionisti dell’area legale, con l’obiettivo di offrire un quadro aggiornato dei principali adempimenti fiscali e previdenziali che interessano l’esercizio della professione forense. Il documento tiene conto delle più recenti novità normative e delle indicazioni provenienti dalla prassi amministrativa, fornendo una ricostruzione sistematica delle regole che incidono sull’attività professionale.

Aggregazioni professionali e conferimento dello studio

Tra i temi affrontati nel vademecum assume particolare rilievo quello delle aggregazioni professionali, oggetto di specifica attenzione da parte della riforma fiscale.

In tale contesto viene previsto che il conferimento di uno studio professionale in una società tra avvocati sia qualificato come operazione fiscalmente neutra. Ciò significa che l’operazione non determina l’emersione di reddito imponibile al momento del conferimento e che i beni e gli elementi patrimoniali dello studio mantengono i valori fiscali originari. La continuità dei valori consente dunque il trasferimento alla società delle attività e delle passività dello studio senza effetti impositivi immediati.

Il vademecum evidenzia inoltre come tale regime sia applicabile anche ad altre forme di organizzazione professionale, tra cui le associazioni tra professionisti e le società tra professionisti. In questa prospettiva, la disciplina mira a rendere fiscalmente sostenibili i processi di aggregazione, che rappresentano uno degli strumenti attraverso cui gli studi legali possono affrontare le trasformazioni del mercato dei servizi professionali.

Concordato preventivo biennale

La guida dedica attenzione anche alla disciplina del concordato preventivo biennale, istituto introdotto con finalità di semplificazione e di maggiore prevedibilità del carico fiscale. Il vademecum segnala alcune condizioni che incidono sulla possibilità di accesso o di permanenza nel regime.

In particolare, viene evidenziato che il professionista che dichiara redditi di lavoro autonomo e partecipa a un’associazione professionale o a una società tra professionisti non può accedere al concordato qualora l’organizzazione collettiva non aderisca allo stesso istituto. Analogamente, l’associazione non può accedere al concordato se non vi aderiscono tutti i soci che dichiarano redditi di lavoro autonomo.

La disciplina sottolinea quindi la necessità di una coerenza tra la posizione fiscale del singolo professionista e quella della struttura associata di cui egli fa parte, aspetto che assume rilievo soprattutto negli studi organizzati in forma collettiva.

Rottamazione quinquies e contributi previdenziali

Tra le novità segnalate nel vademecum figura anche la disciplina della cosiddetta rottamazione quinquies prevista dalla legge di bilancio 2026. A differenza della precedente definizione agevolata, la nuova misura non ricomprende i contributi dovuti alla Cassa Forense tra i debiti oggetto di definizione.

L’esclusione dei contributi previdenziali forensi rappresenta dunque un elemento di discontinuità rispetto alla precedente rottamazione quater, nella quale tali somme erano invece comprese tra i carichi definibili.

La sospensione degli adempimenti tributari in caso di malattia

Un ulteriore profilo di interesse riguarda la disciplina che consente la sospensione dei termini relativi agli adempimenti tributari dei clienti in caso di impedimento del professionista. La misura, introdotta dalla legge di bilancio 2022 (art. 1, commi 927-944), prevede che in presenza di determinati eventi che impediscano temporaneamente lo svolgimento dell’attività professionale sia sospesa la decorrenza dei termini per gli adempimenti tributari affidati al professionista.

Tra gli eventi che consentono di richiedere la sospensione rientrano, tra gli altri, l’infortunio, la grave malattia che comporti cure domiciliari o ospedaliere superiori a tre giorni, l’intervento chirurgico, nonché alcune specifiche situazioni legate alla maternità o alla salute dei figli minorenni.

La sospensione riguarda gli adempimenti che scadono nei sessanta giorni successivi al verificarsi dell’evento. Per avvalersi della misura è necessario comunicare l’impedimento agli uffici competenti mediante posta elettronica certificata o raccomandata, allegando il certificato medico e copia del mandato professionale con data certa.

Regime forfetario e fatturazione elettronica

Il vademecum richiama inoltre alcune modifiche che hanno interessato il regime forfetario applicabile ai professionisti. Tra queste vi è l’innalzamento della soglia di compensi per l’accesso al regime agevolato da 65.000 a 85.000 euro annui, previsto dalla legge di bilancio 2023.

A ciò si affianca l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche per i contribuenti che applicano il regime forfetario, compresi coloro che dichiarano compensi inferiori a 25.000 euro. La progressiva estensione della fatturazione elettronica ai professionisti ha comportato un significativo processo di digitalizzazione degli adempimenti fiscali.

Dal 1° gennaio 2025, inoltre, i rimborsi relativi a spese di lavoro – come viaggi o trasferte – che vengono addebitati analiticamente al cliente non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

Le novità per il regime ordinario

Il vademecum analizza anche alcune modifiche che incidono sulla determinazione del reddito nel regime ordinario. In particolare, viene evidenziato che i rimborsi spese analiticamente riaddebitati al cliente non costituiscono reddito e non sono soggetti a ritenuta d’acconto; tali importi non sono tuttavia deducibili come costi.

Ulteriori indicazioni riguardano il trattamento delle spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto mediante autoservizi non di linea, come taxi o noleggio con conducente. In tali casi il riaddebito delle spese non concorre alla formazione del reddito, mentre la deducibilità dei costi è subordinata alla tracciabilità dei pagamenti.

Previdenza complementare e contribuzione volontaria

Infine, il documento richiama alcune novità in materia previdenziale. A partire dal 2026 è previsto l’aumento del limite di deducibilità dei contributi destinati alla previdenza complementare, che sale a 5.300 euro annui.

Parallelamente, il nuovo regolamento unico della previdenza consente agli iscritti alla Cassa Forense di destinare alla contribuzione volontaria una quota del reddito professionale compresa tra l’1% e il 20%.

Il valore operativo della guida

Nel complesso, il vademecum rappresenta uno strumento di supporto utile per l’avvocatura, chiamata a confrontarsi con un quadro normativo in continua evoluzione. La ricognizione delle principali novità legislative e degli adempimenti fiscali e previdenziali consente ai professionisti di disporre di una guida sintetica e aggiornata per la gestione degli obblighi connessi all’esercizio della professione.

In un contesto caratterizzato da frequenti interventi normativi e da una crescente articolazione delle regole fiscali applicabili al lavoro autonomo, iniziative di sistematizzazione come quella promossa da Uncat e Cassa Forense contribuiscono a rendere più accessibile il quadro delle disposizioni rilevanti per la pratica professionale.

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