L’identità digitale europea

Una delle maggiori novità che ci attendono nel prossimo futuro è senza dubbio l’approdo dell’identità digitale europea, o meglio del “wallet” (portafoglio) dell’identità digitale, la cui architettura è ben descritta all’interno dello “European Digital Identity, Architecture and Reference Framework” pubblicato dalla Commissione Europea il 22 febbraio scorso e reperibile al seguente indirizzo: https://cloud.eid.as/index.php/s/DQ5aRjyzJDNKXpW.

Il documento in questione descrive la veste che assumerà l’identità digitale europea all’interno della nuova versione del regolamento eIDAS e non a caso viene utilizzata la definizione di “wallet”; obiettivo dichiarato del legislatore europeo è infatti quello di creare un portafoglio digitale, che sarà utilizzabile non solo per i documenti di identità, ma anche per una serie di attestazioni di status e finanche come custodia di dati particolarmente sensibili come i dati sanitari.

Il disegno dell’Unione Europea è dunque quello di far sì che i cittadini possano dimostrare la propria identità e condividere le informazioni dal proprio wallet con il semplice clic di un pulsante sul proprio telefono o su un altro dispositivo.

Il documento oggetto di analisi enuclea del resto una serie di casi d’uso specifici che includono:

Identificazione sicura e affidabile per accedere ai servizi online

L’utilizzo della EUDI (European Digital Identity) potrà avvenire in tutti i casi in cui sia richiesta all’utente l’autenticazione forte per l’identificazione online; in questi termini, un servizio prossimo, per non dire coincidente, con il nostro SPID.

Ma come vedremo, l’EUDI è molto di più.

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