12 Gennaio 2021

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Il nuovo rito abbreviato, alla luce dell’opera riformatrice della Legge Orlando

Il focus riformatore della Legge Orlando si è concentrato anche sul rito abbreviato, riscrivendo il comma 4 dell’art. 438 c.p.p. e aggiungendo i commi 5bis e 6bis, per poi intervenire sull’art. 442 c.p.p. e raccordare tali modifiche con i casi di giudizio abbreviato atipico. La Legge 23 giugno 2017, n. 103, meglio nota come “Riforma Orlando”, ha introdotto modificazioni di grande rilievo nel ramo penalistico dell’ordinamento, non solo in punto di diritto sostanziale, ma anche su istituti che afferiscono al sistema processuale, come il rito abbreviato. Invero, il nuovo co. 4 dell’art. 438 c.p.p. consente alla difesa dell’imputato di formulare l’istanza di accesso a tale rito «immediatamente dopo» il deposito degli esiti prodotti dalle investigazioni difensive, che, per effetto della…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Inosservanza delle disposizioni sulla composizione dell’organo giudicante: rimessione della causa in primo grado se la parte è privata di un grado di giudizio

Cass., sez. I, 15 dicembre 2020, n. 28640, Pres. Scotti – Est. Caradonna [1] Impugnazioni – Rimessione della causa in primo grado – Violazione delle norme sulla composizione dell’organo giudicante (artt. 50-quater, 161, 354 c.p.c.) L’inosservanza delle disposizioni sulla composizione dell’organo che abbia privato il ricorrente di un grado di giudizio di merito, impedendogli la deduzione del vizio di composizione del giudice quale motivo di impugnazione davanti ad altro giudice di merito, determina la rimessione della causa al primo giudice per un nuovo esame della domanda. CASO [1] Un soggetto presentava domanda di protezione internazionale e umanitaria innanzi alla Commissione territoriale competente per il relativo riconoscimento. La richiesta veniva rigettata, e il provvedimento negativo emesso dalla Commissione veniva impugnato dinnanzi…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Quando l’urbanistica incontra il diritto condominiale: permesso di costruire illegittimo in assenza del consenso del condominio

T.A.R. Campania Napoli, sezione VI, sentenza 16 novembre 2020 n. 5253 Condominio – proprietà esclusiva – trasformazione di finestra in balcone su facciata condominiale – salvaguardia del decoro architettonico della facciata – condizione ex lege – impugnazione del permesso di costruire per difetto di autorizzazione dei condòmini – illegittimità del titolo edilizio – fondata – revoca del titolo abilitativo – difetto di legittimazione – sussiste.  Riferimenti normativi: art. 1102 c.c. – art. 1117 c.c. – art. 1122 c.c. – art. 11 D.P.R. n. 380/2001 – art. 3 L. n. 241/1990 “… il “decoro architettonico” delle facciate costituisce bene comune dell’edificio e pertanto ogni lavoro che su di esso sensibilmente incide necessita dell’assenso dell’assemblea dei condòmini, a prescindere dal giudizio sul…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Nuova convivenza e perdita automatica del diritto all’assegno divorzile: la questione alle Sezioni Unite

Cassazione civile sez. I, 17dicembre 2020 n. 28995 Divorzio – cessazione assegno divorzile ex coniuge – convivenza more uxorio (Art. 5 comma 10 L. 898/1970) Rientra tra le questioni di particolare importanza, a norma dell’art. 374 c.p.c., comma 2, da rimettere all’esame delle Sezioni unite, stabilire se anche in caso in cui il beneficiario dell’assegno divorzile non passi nuove nozze ma insaturi una stabile convivenza, si determini la decadenza dall’assegno, senza alcuna valutazione discrezionale da parte del giudice. La Corte di Cassazione, con un’ordinanza interlocutoria, ha rimesso alle Sezioni Unite l’esame relativo alla questione interpretativa riguardante la perdita dell’assegno divorzile in caso di nuova stabile convivenza del beneficiario. CASO Nel giudizio per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

L’omessa indicazione del credito nel bilancio sociale non costituisce rinuncia allo stesso

Corte di Cassazione, Sez. III Civile, 14 dicembre 2020, n. 28439 Parole chiave: Società – Estinzione – Obbligazioni e contratti Massima: “La remissione del debito, quale causa di estinzione delle obbligazioni, esige che la volontà abdicativa del creditore sia espressa in modo inequivoco; un comportamento tacito, pertanto, può ritenersi indice della volontà del creditore di rinunciare al proprio credito solo quando non possa avere alcun’altra giustificazione razionale, se non quella di rimettere al debitore la sua obbligazione. Ne consegue che i crediti di una società commerciale estinta non possono ritenersi rinunciati per il solo fatto che non siano stati evidenziati nel bilancio finale di liquidazione, a meno che tale omissione non sia accompagnati da ulteriori circostanze tali da non consentire…

CRISI DI IMPRESA

Fino alla dichiarazione di improcedibilità, la rinuncia alla domanda di concordato preventivo non paralizza l’iniziativa del P.M. in caso di atti di frode

Cass. civ., Ord., Sez. I, 7.12.2020, n. 27936 – Pres. Genvoese – Rel. Dolmetta Parole chiave Concordato preventivo – domanda – effetti rinuncia – revoca – dichiarazione di improcedibilità – cessazione automatica – iniziativa del P.M. – fatti di frode. Massima La rinuncia alla domanda di ammissione al concordato preventivo comporta la dichiarazione di improcedibilità ma non determina la cessazione automatica del procedimento di concordato. Quale conseguenza, fino alla dichiarazione di improcedibilità il P.M. può esercitare il potere di iniziativa ex art. 173 L.F. e domandare la dichiarazione di fallimento del debitore qualora ravvisi fatti di frode.  Riferimenti normativi Art. 7 L.F. – Art. 173 L.F. CASO La società Alfa ha presentato domanda di concordato preventivo, ammessa dal Tribunale di…

DIRITTO BANCARIO

In vigore dal 2021 la nuova definizione di default

Il 1° gennaio 2021 è entrata in vigore la nuova definizione di default prevista dall’art. 178 del Regolamento Europeo n. 575/2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento. Le nuove disposizioni impattano sul modo con cui le banche e gli intermediari finanziari devono classificare i clienti a fini prudenziali, ossia ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali minimi obbligatori per le banche e gli intermediari finanziari. Schematizzando, la nuova disciplina prudenziale prevede che i debitori siano classificati in default al ricorrere di almeno una delle seguenti condizioni: a) il debitore è in arretrato da oltre 90 giorni nel pagamento di un’obbligazione rilevante; b) la banca giudica improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali…

PROCESSO CIVILE TELEMATICO

La formula esecutiva digitale

Il cosiddetto “decreto Ristori” (d.l. n. 137/2020), convertito in legge il 18 dicembre 2020, reca all’articolo 23 del comma 9-bis, la regolamentazione della cosiddetta formula esecutiva digitale. Occorre subito precisare che si tratta di normativa legata al permanere in vigore della legislazione di natura emergenziale legata alle misure di contenimento dei rischi derivanti dalla pandemia da COVID-19, il cui termine comunque non si annuncia a brevissimo. L’articolo in questione prevede espressamente quanto segue: “La copia esecutiva delle sentenze e degli altri provvedimenti dell’autorità giudiziaria di cui all’art. 475 c.p.c. può essere rilasciata dal cancelliere in forma di documento informatico previa istanza, da depositare in modalità telematica, della parte a favore della quale fu pronunciato il provvedimento. La copia esecutiva di…

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