6 Ottobre 2020

DIRITTO DEL LAVORO

Licenziamento per superamento del periodo di comporto. Tempestività del licenziamento e giudizio di adeguatezza

Cassazione civile sez. lav., 11 settembre 2020, n. 18960 Tempestività del recesso datoriale – licenziamento per avvenuto superamento del periodo di comporto – valutazione di congruità – l’onere della prova spetta al lavoratore – limiti adeguatezza e ragionevolezza – superamento CASO Con sentenza pubblicata l’11 settembre 2020, n. 18960, la sezione lavoro della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso promosso da un lavoratore per la cassazione della sentenza con la quale la Corte d’Appello di Reggio Calabria aveva accolto il reclamo proposto dalla società datrice di lavoro (soccombente nel primo grado del giudizio) dichiarando legittimo il licenziamento da questa intimato al lavoratore per “superamento del periodo di comporto”. In particolare il lavoratore lamentava il fatto che la Corte d’Appello…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Sulla distinzione tra contestazione del fatto e osservazione del difetto di prova

Cass., sez. VI., 27 agosto 2020, n. 17889 Pres. Amendola, Rel. Cirillo Procedimento civile – Principio di non contestazione – Allegazione – Difetto di prova in ordine ad un fatto costitutivo (C.c. art. 2697; c.p.c. artt. 115, 116) Dire che di un fatto manca la prova non equivale, di per sé, a dire che quel fatto è da ritenere contestato: conseguentemente, la parte ha onere di affermare esplicitamente che il fatto allegato dalla controparte non è storicamente accaduto, dovendosi ritenere, in difetto di tale espressa dichiarazione, che l’affermazione si estrinsechi nella semplice osservazione della mancanza di prova del fatto, inidonea a sortire gli effetti della contestazione di cui all’art. 115 c.p.c. CASO L’attore conviene la società erogatrice del carburante lamentando…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Qualche novità sulla chiamata (diretta) del terzo nell’opposizione a decreto ingiuntivo

Cassazione civile sez. VI, 30/07/2020, n. 16336 Nell’opposizione a decreto ingiuntivo, la chiamata in causa del terzo è implicitamente autorizzata se il giudice pronuncia nel merito nei confronti del terzo Allorché l’opponente a decreto ingiuntivo, pur avendo citato direttamente un terzo che intenda chiamare in causa, richieda al giudice nell’atto di opposizione, in via subordinata, l’autorizzazione di cui all’art. 269 c.p.c., rimane impedita la decadenza della chiamata, dovendosi peraltro intendere implicitamente autorizzata tale chiamata ove il giudice pronunci nel merito nei confronti del terzo. CASO Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo intrapreso dal Condominio contro l’opposta C. s.r.l. (esecutrice di lavori di rifacimento della rete condominiale del gas), il Tribunale bresciano aveva dichiarato fondata la domanda di garanzia formulata…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Il cessionario di un credito privo delle garanzie promesse ha sempre diritto al risarcimento del danno

Cass. civ., sez. III, 15 giugno 2020, n. 11583 – Pres. Travaglino – Rel. D’Arrigo Parole chiave: Cessione di credito – Inesistenza della garanzia reale – Inadempimento del cedente – Sussistenza – Risarcimento del danno – Sussistenza [1] Massima: Nel caso di cessione del credito nominalmente assistito da una garanzia reale, qualora quest’ultima risulti nulla, prescritta, estinta o di grado inferiore rispetto a quello indicato dal cedente, il cessionario può agire nei confronti di quest’ultimo ancor prima di aver escusso il debitore ceduto, chiedendo il risarcimento del danno da inadempimento, senza necessità di domandare la risoluzione della cessione, poiché una diminuzione delle garanzie è in sé causativa di un danno patrimoniale immediato ed attuale, corrispondente alla diminuzione del valore di…

Senza categoria

L’exceptio doli e la garanzia fideiussoria ai tempi del Covid19

Tribunale Civile di Bologna, ordinanza del 7 maggio 2020 n. 4877, dott. M. Gattuso (inedita) “Nel contratto autonomo di garanzia l’abusività della richiesta di garanzia, ai fini dell’accoglimento dell’exceptio doli, deve risultare prima facie o comunque da una prova c.d. liquida, cioè di pronta soluzione che il garante è tenuto a fornire mentre non possono essere addotte a suo fondamento circostanze fattuali idonee a costituire oggetto di accezione di merito opponibile dal debitore garantito al creditore beneficiario della garanzia, in ragione dell’inopponibilità da parte del garante di eccezioni di merito proprie del rapporto principale. Il debitore può avvalersi del rimedio generale dell’exceptio doli purché alleghi e dimostri la condotta abusiva del creditore che abbia escusso la garanzia in carenza del diritto…

DIRITTO SUCCESSORIO E DONAZIONI

L’amministrazione di sostegno e le disposizioni testamentarie a favore dell’amministratore

Cass. Civ. , Sez. II  4 marzo 2020  n. 6079 –  TEDESCO – Presidente, OLIVA – Relatore Amministrazione di sostegno –  testamento olografo – incapacità del tutore e del protutore (C.c., artt. c.c.   411-591- 596) “In assenza di divieto previsto dalla legge, nel caso dell’amministrazione di mera assistenza il beneficiato è pienamente capace di disporre del suo patrimonio, anche per testamento e con disposizione in favore dell’amministratore di sostegno, a prescindere dalla circostanza che tra i due soggetti (amministratore e beneficiato) sussistano vincoli di parentela di qualsiasi genere, o di coniugio, ovvero una stabile condizione di convivenza – la quale ultima è stata evidentemente ritenuta dal legislatore, ai fini che qui interessano ed in funzione del suo connotato di stabilità…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Arbitrato internazionale societario e nullità della clausola compromissoria

Corte d’Appello di Genova, Sezione I, Sentenza n. 649 del 9 luglio 2020 Parole chiave: Società – Società di capitali – Statuto – Clausola compromissoria – Meccanismo di nomina degli arbitri – Nullità Massima: A norma dell’art. 34, comma 2, D. Lgs. 5/2003, sussiste la nullità della convenzione di arbitrato unicamente laddove la clausola compromissoria non devolva la nomina degli arbitri ad un soggetto esterno alla società, mentre non è prevista alcuna ipotesi di nullità negli artt. 35 e 36 D. Lgs. 5/2003, i quali afferiscono a questioni di natura meramente processuale.  Disposizioni applicate: artt. 34-36 D. Lgs. 5/2003 – artt. 1343-1345 c.c. Nel caso in esame, la Corte d’Appello di Genova è stata chiamata a pronunciarsi in merito all’opposizione ad un decreto…

CRISI DI IMPRESA

Piano del consumatore, grado della colpa ai fini del giudizio di meritevolezza e ludopatia

Trib. di Vicenza, 24 settembre 2020 – presidente ed estensore G. Limitone La questione affrontata Investito da un reclamo avverso il decreto di omologazione di un piano del consumatore, il Tribunale di Vicenza è stato chiamato a risolvere, fondamentalmente, la questione se potesse riconoscersi, in capo alla debitrice, il c.d. requisito della meritevolezza, i.e. della non addebitabilità alla stessa del sovraindebitamento. Dopo una disamina delle ragioni dell’insorgenza dell’indebitamento (da ascriversi all’onere per gravose spese mediche, a un disturbo ludopatico e all’incremento del debito per interessi su una serie di finanziamenti), il tribunale conclude per il rigetto del reclamo, motivando la decisione sulla base dell’inesistenza della colpa grave in capo alla debitrice sovraindebitata, principalmente sulla scorta dell’affermazione che, interpretando le disposizioni…

DIRITTO BANCARIO

Sezioni Unite n. 19597/2020: gli interessi moratori sono assoggettati alla normativa antiusura

L’assoggettamento degli interessi di mora alla disciplina antiusura è al centro di un intenso dibattito dottrinale e giurisprudenziale, in sintesi riassumibile come segue. Un diffuso indirizzo giurisprudenziale, anche di legittimità, afferma che gli interessi di mora (autonomamente considerati) debbano essere inclusi nelle soglie d’usura. In primo luogo, è evidenziato che la locuzione concernente gli interessi « promessi o convenuti, a qualunque titolo » (art. 1, comma 1, D.L. n. 394/2000, convertito in L. n. 24/2001), induce a ritenere che la normativa antiusura sia applicabile, oltre che agli interessi corrispettivi e compensativi, anche a quelli di mora. La Cassazione ha posto a sostegno di questo indirizzo l’esistenza di un « principio di omogeneità di trattamento degli interessi, pur nella diversità di funzione » e la…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Passaggi generazionali

Questione interessante e credo di grande momento quella dei passaggi generazionali negli studi professionali. Proprio qualche giorno fa, ha attirato la mia attenzione il “Rapporto 2019 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili” redatto dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti in cui, tra gli altri dati, mi ha colpito quello della composizione per età degli iscritti. La suddivisione in tre classi (mi avrebbe fatto piacere ragionare su un dato meno aggregato ma tant’è) indica che il 16.9% degli iscritti ha meno di 40 anni, il 64.7% tra 41 e 60 e il 18.4% oltre 60. Letto in altro modo, ci sono più iscritti oltre i 60 anni che iscritti con meno di 40. O ancora: quasi un quinto dei commercialisti…

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