12 Novembre 2019

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

La responsabilità precontrattuale

Durante la fase delle trattative – o, comunque, nella fase che precede la conclusione del contratto – il comportamento doloso o colposo di una delle parti in danno dell’altra, violativo del precetto di buona fede e quindi lesivo dell’altrui libertà negoziale, determina l’insorgere della responsabilità precontrattuale. La ratio di tale responsabilità è quella di tutelare la libertà di autodeterminazione negoziale. Attraverso la previsione della responsabilità precontrattuale, infatti, l’ordinamento non tutela l’interesse del soggetto alla conclusione del contratto – in quanto fino al momento dell’effettiva conclusione le parti sono libere di non stipulare – ma, piuttosto, l’interesse a che la controparte, con cui si sta trattando, si comporti correttamente in modo da garantire la libera esplicazione dell’autonomia negoziale. La giurisprudenza, affinché…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Patrocinio a spese dello Stato e liquidazione dei compensi in favore dell’avvocato: ammissibilità dell’istanza successivamente alla conclusione del giudizio

Cass., Sez. Seconda, Sent., ud. 04 aprile 2019, 09.09.2019, n. 22448-19. Patrocinio a spese dello Stato  – istanza di liquidazione –  termini  (d.P.R. n. 115/2002, art. 83) [1] Il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 83, comma 3 bis, che ha previsto che il decreto di pagamento debba essere emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta, relativamente ai compensi richiesti dal difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, non prevede alcuna decadenza a carico del professionista che abbia depositato la relativa istanza dopo la pronuncia del detto provvedimento, né impedisce al giudice di potersi pronunciare sulla richiesta dopo che si sia pronunciato definitivamente sul merito, avendo…

ESECUZIONE FORZATA

Opposizione agli atti esecutivi: la tardiva iscrizione a ruolo non rende improcedibile l’opposizione

Cass. civ. Sez. III, Sent., (ud. 25-06-2019) 30-09-2019, n. 24224 Nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi il termine per la costituzione in giudizio della parte che introduca la fase di merito non subisce alcuna riduzione – essendo, pertanto, di dieci giorni dalla prima notificazione dell’atto di citazione. Tuttavia, la tardiva iscrizione a ruolo della causa non determina l’improcedibilità del giudizio, ma soltanto l’applicazione delle regole generali di cui agli artt. 171 e 307 c.p.c., assolvendo l’iscrizione a ruolo, mero adempimento amministrativo, la funzione di rimarcare l’autonomia della fase a cognizione piena rispetto a quella sommaria dell’opposizione.  CASO La società B. s.n.c. promuoveva pignoramento presso terzi nei confronti della società assicurativa G.I. s.p.a quale debitor debitoris, nei cui confronti la…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Invalida per derivazione la clausola contrattuale che risulta legata funzionalmente ad altra nulla

Cass. civ., sez. III, 25 giugno 2019, n. 16907 – Pres. Travaglino – Rel. Cricenti Parole chiave: Contratto di leasing – Clausola di adeguamento del canone – Rinvio a elementi esterni al contratto – Incertezza nell’individuazione del criterio di calcolo – Indeterminatezza dell’oggetto della clausola – Sussistenza – Nullità della clausola [1] Massima: La clausola del contratto di leasing avente per oggetto l’adeguamento del canone mediante rinvio a dati o criteri di calcolo esterni al contratto che non siano facilmente individuabili o che non conducano a un risultato univoco è nulla per indeterminatezza ovvero indeterminabilità dell’oggetto. Disposizioni applicate: cod. civ., art. 1346. Parole chiave: Contratto – Clausola nulla per indeterminatezza dell’oggetto – Richiamo della clausola nulla da parte di altra…

Senza categoria

I limiti dell’accesso al fondo altrui per l’esecuzione di lavori condominiali

Corte Civile di Appello di Reggio Calabria,  rep. 632/18 del 13.5.2019 (inedita)– Rel. Est. Dott. Laudadio Art. 843 c.c. “Il requisito della necessità dell’accesso o del passaggio, in quanto non caratterizzato da un ulteriore qualificazione di assolutezza, deve essere inteso nel senso che tali accesso e passaggio debbano essere consentiti osservandosi un equo contemperamento degli opposti interessi. Quindi adottando, tra più soluzioni possibili, quella che consenta di raggiungere lo scopo perseguito dalla norma (con l’imposizione di siffatta obbligatio propter rem) anche con il minor sacrificio di colui che chiede il passaggio o l’accesso”. FATTO Nella fattispecie sottoposta all’attenzione della Corte d’appello, tra le varie questioni, costituisce oggetto del commento quella sulla legittimità o meno, dell’occupazione di un terrazzo di proprietà…

DIRITTO SUCCESSORIO E DONAZIONI

Momento perfezionativo dell’accettazione di eredità da parte di minore

SUCCESSIONI “MORTIS CAUSA” – ACCETTAZIONE DELL’EREDITÀ CON BENEFICIO DI INVENTARIO – CASI OBBLIGATORI – EREDITÀ DEVOLUTE A MINORI O INTERDETTI – Mancata rinuncia all’eredità da parte del legale rappresentante del minore – Diritto del minore divenuto maggiorenne di rinunziare all’eredità – Esclusione – Fondamento. L’art. 489 c.c. non attribuisce al minore, il cui legale rappresentante non abbia rinunciato all’eredità, il diritto di rinunciarvi al compimento della maggiore età, ma soltanto la facoltà di redigere l’inventario nel termine di un anno dal suo compimento così da garantire la sua responsabilità “intra vires hereditatis”. Disposizioni applicate Cod. Civ.: artt. 471, 484, 485, 489 [1] Caia – all’epoca del giudizio di primo grado e dell’introduzione del gravame di appello minorenne – si vedeva…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Non è nullo l’atto solutorio che estingua il debito postergato in violazione dell’art. 2467 c.c.

Trib. Milano, Sez. spec. in materia di imprese, sentenza del 2 luglio 2019 Parole chiave: postergazione – finanziamento soci – vendita – aliud pro alio – risoluzione del contratto. Massima: “Dal dato letterale dell’articolo 2467 c.c., che pone un principio fondamentale in tema di assunzione in capo al socio del rischio di impresa, emerge che la scelta sistematica del legislatore è stata, nelle ipotesi in cui i soci effettuano finanziamenti alla società che versa in situazione di squilibrio finanziario e di crisi qualificata, di prevedere non la nullità dell’atto solutorio, ma un meccanismo che incide direttamente sugli effetti del negozio di finanziamento e sull’ordine di soddisfazione dei crediti, postergando, come effetto sostanziale automatico, il diritto alla restituzione dell’investito nella società…

CRISI DI IMPRESA

Credito prededucibile anche in caso di consecuzione di procedure concorsuali omologhe

Cass. civ., sez. I, 11 giugno 2019, n. 15724 – Pres. Didone – Rel. Pazzi Parole chiave: Fallimento – Prededuzione – Privilegio – Identità degli effetti – Non sussiste [1] Massima: La prededuzione, a differenza del privilegio, non attribuisce una causa di prelazione, ma una precedenza processuale, in ragione della strumentalità dell’attività da cui il credito consegue agli scopi della procedura, onde renderla più efficiente. Disposizioni applicate: r.d. 267/1942, art. 111; cod. civ., artt. 2741 e 2745 Parole chiave: Fallimento – Consecuzione di procedure concorsuali – Finalità di risolvere la medesima situazione di crisi economica – Accertamento – Traslazione della prededuzione da una procedura all’altra – Configurabilità [2] Massima: La consecuzione di procedure concorsuali è un fenomeno generalissimo, consistente nel…

DIRITTO BANCARIO

Contratti d’investimento e uso selettivo della nullità di protezione: la decisione delle Sezioni Unite

È legittimo l’esercizio selettivo, da parte dell’investitore, di una azione di nullità “di protezione”, ossia (opportunisticamente) diretta a colpire alcuni soltanto degli ordini di investimento eseguiti o tale esercizio può qualificarsi abusivo/contrario al canone, costituzionalmente fondato, della buona fede? A tale quesito, di evidente impatto operativo, hanno risposto le Sezioni Unite con la recente sentenza del 4 novembre 2019 n. 28314. L’uso selettivo del rilievo della nullità del contratto quadro, è osservato, non contrasta, in via generale, con lo statuto normativo delle nullità di protezione ma la sua operatività deve essere modulata e conformata dal principio di buona fede secondo un parametro da assumersi in modo univoco e coerente (ossia oggettivo). La nullità di protezione, infatti, dà concreta attuazione al…

DIRITTO DEL LAVORO

Periodo di comporto e licenziamento

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 13 settembre 2019, n. 22928 Recesso – licenziamento – superamento del periodo di comporto – fattispecie Massima In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, devono essere inclusi nel calcolo del periodo, oltre ai giorni festivi, anche quelli di fatto non lavorati, che cadano durante il periodo di malattia indicato dal certificato medico, operando, in difetto di prova contraria (che è onere del lavoratore fornire), una presunzione di continuità, in quei giorni, dell’episodio morboso addotto dal lavoratore quale causa dell’assenza dal lavoro e del mancato adempimento della prestazione dovuta, con la precisazione che la prova idonea a smentire tale presunzione di continuità può essere costituita solo dalla dimostrazione dell’avvenuta ripresa dell’attività lavorativa. Commento Nel…

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