12 Febbraio 2019

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La distinzione tra garanzia propria e impropria, dopo le Sezioni Unite n. 24707/2015

Il presente lavoro – dedicato alla garanzia processuale e alla nota distinzione, interna al fenomeno, tra garanzia propria e garanzia impropria – intende verificare se e come il principio di diritto enunciato dalle Sez. Un. 24707/2015 (che ha attribuito a quel distinguo un valore meramente descrittivo) ha attecchito nella successiva giurisprudenza. 1.La garanzia è tradizionalmente definita come quel fenomeno in base al quale un soggetto (garantito) ha, per legge o per contratto, il diritto di riversare su un altro soggetto (garante) la perdita economica derivante dall’esistenza o dal soddisfacimento del diritto di un altro soggetto (Franchi, Della competenza per connessione, Com. UTET, I, 2, Torino 1973, 308; Consolo, Spiegazioni di diritto processuale civile, Torino 2017, II, 79; Gambineri, Garanzia e…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

L’annotazione della fattura passiva nei libri contabili dell’imprenditore è idonea a provare l’esistenza del rapporto giuridico sottostante sfavorevole al dichiarante

Cass., Sez. Terza, Ord., ud. 12 settembre 2018, 20.12.2018, n. 32935 Prova – fattura – annotazione nei registri fiscali – atto ricognitivo – efficacia confessoria (cod. civ., artt. 2709, 2710 e 2720; d.P.R. n. 633/1972, art. 22) [1] L’annotazione della fattura passiva nei registri contenenti le annotazioni delle fatture indicate dal d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633 art. 22, seppur i predetti registri non rientrino nella disciplina dettata dagli artt. 2709 e 2710 cod. civ., costituisce atto ricognitivo in ordine ad un fatto produttivo di un rapporto giuridico sfavorevole al dichiarante, con efficacia confessoria ex art. 2720 cod. civ.  CASO La società G. S.r.l. ha svolto lavori, mai retribuiti, di manutenzione ordinaria e straordinaria riguardanti la sistemazione di campi da…

ESECUZIONE FORZATA

Opposizione a decreto ingiuntivo e opposizione a precetto: il simultaneus processus è possibile solo osservando la competenza funzionale e inderogabile

Cassazione civile, Sez. III, Ordinanza 22 novembre 2018, n. 30183, Pres. Vivaldi, Est. Scoditti Competenza civile – Connessione di cause – Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo – Giudizio di opposizione a precetto – Simultaneus processus – Condizioni La contemporanea pendenza, relativamente al medesimo credito, di un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo e di altro di opposizione a precetto intimato sulla base di quel medesimo titolo, non comporta modificazioni della competenza, che, rispettivamente, appartiene, secondo criteri inderogabili, in base all’art. 645 c.p.c., al giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo opposto e, in base agli art. 27, 1° comma, e 615, 1° comma, c.p.c. al giudice del luogo dell’esecuzione competente per materia e per valore; ne deriva che il…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Contratto di deposito: perdita incolpevole del bene e responsabilità del depositario per omessa immediata denuncia della perdita della detenzione

Cass. civ., Sez. III, 19 gennaio 2018, n. 1246, ord. – Pres. Chiarini – Rel. Armano Contratto di deposito – Prestazione d’opera – Accessorietà dell’obbligo di custodia – Perdita incolpevole della detenzione del bene – Obblighi del depositario – Immediata denuncia al depositante – Violazione – Conseguenze – Risarcimento del danno (artt. 1223, 1256, 1780 c.c.) [1] Nell’ipotesi in cui l’obbligo di custodia sia accessorio e strumentale all’adempimento di una prestazione relativa ad un altro contratto, nella specie, di prestazione d’opera, l’omessa immediata denuncia da parte del depositario della perdita della detenzione della cosa, ancorché per fatto a lui non imputabile, espone quest’ultimo, secondo il paradigma indicato dall’art. 1780 primo comma c.c., all’obbligo del risarcimento dei danno, da individuarsi, anche…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Controversie condominiali: amministratore uscente contro condominio rimasto contumace

Tribunale Ordinario di Roma- Sezione V Civile – Sentenza n.2909, 8 Febbraio 2018 Art. 116 c.p.c. – Art. 291 c.p.c. Art. 1129 c.c. – Art. 1130 c.c. “Tale prova può dirsi raggiunta per effetto dell’inosservanza da parte del condominio dell’ordine di produrre in giudizio i documenti contabili ed i verbali assemblati specificatamente indicati nel provvedimento emesso dal giudice […]. L’inottemperanza del convenuto va valutata, ai sensi dell’art. 116 c.p.c., come un serio argomento di prova in favore del credito vantato dall’attore […]”. FATTO L’amministratore condominiale uscente citava in giudizio il Condominio  chiedendo la condanna al pagamento di una somma, a titolo di restituzione, per la anticipazioni da lui effettuate nel periodo in cui svolgeva l’incarico di amministratore. Il condominio rimaneva…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

L’assegno divorzile può essere disposto anche se il matrimonio nel frattempo è stato annullato dal Tribunale ecclesiastico

Corte di Cassazione ordinanza del 23 gennaio 2019 n. 1882 Assegno divorzile – delibazione sentenza ecclesiastica nullità – giudicato (art. 5 legge div., art. 2909 c.c., art. 324 c.c.) MASSIMA L’accertamento del diritto di percepire l’assegno divorzile non è impedito dalla delibazione della sentenza di nullità del matrimonio, quando la sentenza non definitiva che ha deciso sullo status, sia già passata in giudicato. Il titolo giuridico dell’obbligo di corrispondere l’assegno deriva dall’impossibilità di ricostituire la comunione spirituale e materiale fra i coniugi che è già stata valutato ai fini della cessazione degli effetti civili del matrimonio con la sentenza parziale. CASO In un giudizio per la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, il Tribunale di Asti pronunciava sentenza parziale…

CRISI DI IMPRESA

Fallimento, fatture e date “incerte”. Quando “a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”

Corte di Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza 27 settembre 2018 n. 1389 (pubblicata il 18 gennaio 2019) Parole chiave: fallimento – ammissione al passivo – opposizione – data scrittura privata non autenticata – fattura – data certa – documento di trasporto Massima: “Poiché l’art. 2704 c.c. fa discendere la certezza della data della scrittura privata non autenticata rispetto ai terzi, oltre che dalla registrazione ovvero dagli eventi specificamente considerati dalla norma, dal verificarsi un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento, la certezza della data di una fattura, nei riguardi del curatore fallimentare, non può essere desunta dai documenti di trasporto alla medesima relativi, ove essi, a propria volta, non abbiano data certa e…

DIRITTO BANCARIO

Alcune questioni sul conto corrente bancario

Si segnala una recente decisione della Corte di Cassazione (Cass. n. 279/2019) avente ad oggetto questioni di interesse riguardo al conto corrente bancario, di seguito sintetizzate: – la contestazione delle poste del conto corrente, ai sensi dell’art. 1832 c.c., affinché sia idonea ad elidere gli effetti della prova indiziaria del medesimo, deve essere specifica e deve indicare le singole voci del conto reputate inesatte, pur senza l’esigenza di formule sacramentali; – nel rapporto di conto corrente gli estratti conto costituiscono piena prova del credito della banca anche nei confronti del fideiussore, ove questi non li assoggetti ad alcuna specifica contestazione (Cass. n. 14234/2003; Cass. n. 6258/2002); – perfino il c.d. saldaconto può assolvere l’onere della prova dell’ammontare del credito, tanto…

DIRITTO DEL LAVORO

Esecuzione del patto di prova

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 3 dicembre 2018, n. 31159 Patto di prova – mansioni svolte diverse da quelle concordate – illegittimità del patto – tutela risarcitoria MASSIMA La mancata corretta esecuzione del valido patto di prova svolge i suoi effetti sul piano dell’inadempimento senza generare una nullità non prevista. Non determina, quindi, automaticamente la “conversione” in un rapporto a tempo indeterminato, bensì, come ogni altro inadempimento, la richiesta del creditore di esecuzione del patto o di risarcimento del danno. COMMENTO Nella sentenza impugnata, secondo la Corte d’Appello, lo svolgimento di mansioni diverse da quelle indicate nel patto di prova comportava che il recesso esercitato dal datore di lavoro per mancato superamento della prova dovesse essere dichiarato illegittimo, con conseguente…

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