9 Maggio 2017

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Inserimento di donne professioniste nelle posizioni di vertice

È stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra CNDCEC e DPO (Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri) per facilitare l’inserimento di professioniste iscritte all’Albo nelle posizioni di vertice delle varie società controllate da enti pubblici e da pubbliche Amministrazioni. Lo ha reso noto un comunicato del 23 dicembre 2016 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. In seguito a tale accordo sarà garantito alle pubbliche Amministrazioni l’accesso alla banca dati delle professioniste (Pro-Rete P.A.) e alle professioniste stesse la possibilità di mettere a disposizione della P.A. il proprio curriculum. La finalità principale di questa iniziativa è quella di invertire la tendenza che ha visto una netta prevalenza di professionisti uomini (95%) nella copertura di…

FAMIGLIA E SUCCESSIONE

La presunzione legale relativa di residenza è applicabile al trust?

Come noto, la Legge 296/2006 (finanziaria per il 2007) ha incluso i trust tra i soggetti passivi Ires, novellando l’articolo 73 del Tuir che contiene i requisiti territoriali per determinare la residenza fiscale. Per espressa disposizione normativa, le società, gli enti ed i trust sono considerati residenti in Italia, quando per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni) hanno radicato la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato. Il legislatore, per contrastare gli arbitraggi fiscali e l’utilizzo elusivo del trust, normalmente previsto quale strumento di segregazione patrimoniale, ha introdotto nel nostro ordinamento tributario specifiche presunzioni legali relative, che pongono in capo al soggetto di diritto estero l’onere di dimostrare di essersi realmente stabilito…

DIRITTO DEL LAVORO

Processo del lavoro: profili di nullità del licenziamento

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza 24 marzo 2017, n. 7687 Licenziamento – nullità – profili non dedotti dalla parte – rilevabilità d’ufficio – non sussiste MASSIMA Deve escludersi la rilevabilità d’ufficio di profili di nullità del licenziamento non dedotti dalla parte, posto che, in un sistema processuale fondato sul principio della domanda e sul conseguente divieto di ultrapetizione, non si giustificherebbe diversamente la previsione dell’articolo 18, comma 7, della legge 300/70, come modificato dalla legge 92 del 2012, e dell’articolo 4 del decreto legislativo 23/2015, nella parte in cui fanno riferimento all’applicazione delle tutele previste per il licenziamento discriminatorio (quindi affetto da nullità) «sulla base della domanda formulata dal lavoratore», dovendosi ritenere che i recenti interventi normativi, nel ridurre…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Wine Export: tutela e prevenzione legale

Per vendere bisogna sempre di più andare Oltreconfine e questa pratica può rivelarsi piena di insidie servono contratti chiari per prevenire i rischi meglio spendere tempo e fatica all’inizio piuttosto che trovarsi nell’occhio del ciclone di una bagarre internazionale. Negli ultimi anni il mondo del vino ha assistito a un preponderante sviluppo dei mercati stranieri e la costante e progressiva riduzione dei consumi e degli investimenti nel territorio italiano, che hanno indotto molti imprenditori del “bel Paese” ad aprire i propri orizzonti a mercati alternativi. Le imprese vinicole italiane per fronteggiare il periodo di grande crisi, si trovano sempre più spesso a effettuare transazioni oltreconfine e, in questa diversa dimensione imprenditoriale, appare di fondamentale importanza la redazione di accordi che…

DIRITTO BANCARIO

Le spese di assicurazione contestuali all’erogazione del credito rientrano nel TEG

Le Istruzioni di vigilanza della Banca d’Italia prevedono che nel calcolo del tasso usurario deve tenersi conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito: in particolare, sono incluse “le spese per le assicurazioni o garanzie, imposte dal creditore, intese ad assicurare al creditore il rimborso totale o parziale del credito“. La disposizione è stata abitualmente interpretata nel senso dell’esclusione dal paniere delle voci rilevanti per il calcolo usurario delle spese (ad es. di assicurazione) ‘facoltative’. Con la recente decisione del 4 aprile 2017, n. 8806, la Corte di Cassazione ha stabilito, in argomento, il seguente principio di diritto: “in relazione alla ricomprensione di una spesa di assicurazione nell’ambito delle voci economiche…

DIRITTO BANCARIO

Fidejussioni e Garanzie reali fanno cumulo nel TAEG (e nel TEG): la nuova frontiera del contenzioso bancario

Banca d’Italia ha informato gli Intermediari della necessità di tenere conto delle garanzie (fidejussioni personali e garanzie reali) ai fini del calcolo del TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale comunicato al cliente), nonché del TEG (Tasso Effettivo Globale), stabilendo i criteri e le modalità per attribuire un costo a dette garanzie, in risposta alle esigenze di pieno rispetto della L. 108/96 (normativa antiusura). Questo principio è ulteriormente avvalorato dalle Disposizioni di Trasparenza in vigore dal 1° novembre 2016. Dall’applicazione di queste direttive discende un aumentato profilo di responsabilità per l’intermediario, il quale, peraltro, deve tenere a disposizione del cliente le informazioni e i criteri utilizzati per il costo attribuito alla garanzia, nonché della formula di calcolo del TAEG applicata con inclusione…

ESECUZIONE FORZATA

Nel caso di conto corrente cointestato, il creditore può pignorare solo la quota del proprio debitore

Corte d’Appello di Roma, sent. 17 ottobre 2016; Pres. Sorace. Espropriazione – Espropriazione presso terzi – Pignoramento di conto corrente cointestato – Creditore di uno solo dei correntisti – Somme pignorabili – Quota del debitore (Cod. civ., art. 1298, 1854; Cod. proc. civ., art. 543, 546, 619) [1] Il creditore non può pignorare la totalità delle somme depositate su un conto corrente cointestato a più soggetti, ma deve limitarsi ad aggredire la sola quota del debitore, applicandosi l’art. 1298 c.c. e non il disposto di cui all’art. 1854 c.c., che disciplina soltanto i rapporti tra correntisti e banca, mentre i rapporti interni tra i cointestatari del conto sono regolati dall’art. 1298 c.c. e il credito, salvo prova contraria, si presume…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Recenti chiarimenti della Cassazione in tema di opposizione a decreto di pagamento delle spese di giustizia

Cass. 10 gennaio 2017, n. 365 Pres. Manna – Rel. D’Ascola   [1] Patrocinio a spese dello stato – Liquidazione degli onorari – Opposizione – Poteri officiosi del giudice (D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, Disposizioni in materia di spesa giudiziaria, artt. 82, 84, 115, 170; D.leg. 1° settembre 2011, n. 150, Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69, art. 15, comma 5°). Il giudice dell’opposizione al decreto di pagamento delle spese di giustizia deve chiedere a chi ha provveduto alla liquidazione i documenti e le informazioni necessari alla decisione, in quanto la locuzione «può chiedere», di cui…

IMPUGNAZIONI

È ammissibile la domanda di revocazione ex art. 395, n. 4 c.p.c. avverso il decreto che decide l’opposizione allo stato passivo.

Trib. Milano, 6 aprile 2017, Estensore Lupo Revocazione ordinaria – Errore di fatto – Opposizione allo stato passivo – Decreto – Ammissibilità (C.p.c. art. 395; R.D. 16 marzo 1942, n. 267, artt. 93, 95, 98, 99) Il provvedimento che decide l’opposizione allo stato passivo, concludendo un procedimento in unico grado, è suscettibile di revocazione per errore di fatto ai sensi dell’art. 395, n. 4 c.p.c. IL CASO La società Alfa insisteva per l’ammissione al passivo del fallimento della società Beta per il credito derivante dal trattamento di fine rapporto con riguardo alla posizione di un lavoratore dipendente. Al rigetto dell’istanza seguiva opposizione allo stato passivo, accolta dal tribunale di Milano con decreto impugnato per revocazione dalla curatela, la quale segnalava…

IMPUGNAZIONI

Le Sezioni Unite sul ricorso straordinario in cassazione nei confronti dell’ordinanza d’inammissibilità dell’azione di classe

1.Considerazioni introduttive. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno di recente risolto il contrasto giurisprudenziale relativo all’ammissibilità del ricorso straordinario ex art. 111 Cost. nei confronti dell’ordinanza che non ammette la domanda di classe proposta ai sensi dell’art. 140 bis, co. 6, c. cons. (cfr. Cass., S.U., 1.02.2017, n. 2610; Cass. 14.06.2012, n. 9772; Cass. 24.04.2015, n. 8433); contrasto, che rispecchiava un dibattito dottrinale piuttosto articolato, sebbene prevalentemente orientato per l’inammissibilità del ricorso (in questo senso, con riguardo all’attuale formulazione della norma, v. S. Boccagna, Una condivisibile pronuncia della Corte di cassazione sulla non ricorribilità ex art. 111 Cost. dell’ordinanza che dichiara inammissibile l’azione di classe, in Riv. dir. proc., 2013, 193 ss.; Id., Art. 140 bis, commi 6, 7, 8,…

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