Quali investimenti possono davvero cambiare il volto industriale dell’Europa nella corsa alla neutralità climatica?
Nel quadro delle politiche europee per il contrasto al cambiamento climatico e il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, l’Innovation Fund si conferma uno degli strumenti finanziari più rilevanti a sostegno della transizione industriale sostenibile. Con l’apertura di 3 nuove call, avvenuta il 4 dicembre 2025, la Commissione Europea mette a disposizione 5,2 miliardi di euro per favorire la diffusione su larga scala di tecnologie pulite, rafforzando al contempo la competitività dell’industria europea.
Le nuove opportunità di finanziamento si articolano in 3 linee di intervento strategiche: tecnologie Net-Zero, produzione di idrogeno rinnovabile e decarbonizzazione del calore industriale. Ambiti considerati cruciali per ridurre le emissioni nei settori industriali più energivori e difficili da decarbonizzare, in coerenza con gli obiettivi del Green Deal europeo e del pacchetto “Fit for 55”.
L’Innovation Fund è un programma europeo alimentato principalmente dai proventi del Sistema di Scambio delle Quote di Emissione (EU ETS). Il suo obiettivo è colmare il divario tra la fase di ricerca e sviluppo e l’effettiva industrializzazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio, sostenendo progetti che presentano un elevato potenziale di riduzione delle emissioni ma che, al contempo, comportano ancora rischi tecnologici, finanziari o di mercato.
A differenza di altri strumenti europei, il Fondo è orientato a progetti industriali di medio-grande dimensione, capaci di generare un impatto climatico significativo e replicabile, favorendo la diffusione di soluzioni innovative lungo intere filiere produttive.
Le call 2025 dell’Innovation Fund perseguono una pluralità di obiettivi interconnessi. In primo luogo, mirano a ridurre in modo strutturale le emissioni di CO₂ nei settori ad alta intensità energetica, come energia, trasporti, acciaio, cemento, chimica e raffinazione. Parallelamente, il Fondo intende rafforzare la leadership tecnologica europea, sostenendo lo sviluppo di tecnologie che possano essere scalate a livello industriale e adottate anche sui mercati internazionali.
Un ulteriore obiettivo è stimolare investimenti privati, riducendo il rischio per gli operatori economici e generando un effetto leva sulle risorse pubbliche, con ricadute positive in termini di occupazione qualificata, sicurezza energetica e autonomia strategica dell’Unione.
I bandi dell’Innovation Fund sono aperti a una platea ampia e diversificata di soggetti. Possono presentare domanda:
- imprese industriali di qualsiasi dimensione, incluse PMI e grandi gruppi;
- operatori energetici e utility;
- sviluppatori di tecnologie e imprese deep-tech;
- consorzi e partenariati pubblico-privati;
- università ed enti di ricerca, purché inseriti in progetti con una chiara vocazione industriale.
Condizione essenziale è che i progetti siano localizzati nell’Unione Europea o producano benefici diretti e misurabili per la transizione climatica e industriale dell’UE.
Le tre call finanziano progetti che rientrano in ambiti tecnologici considerati strategici. Tra le principali tipologie di intervento ammissibili rientrano:
- tecnologie Net-Zero, come batterie avanzate, elettrolizzatori, sistemi di accumulo energetico, pompe di calore industriali e componenti per le energie rinnovabili;
- produzione e utilizzo di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni, con focus su efficienza e competitività dei costi;
- decarbonizzazione del calore industriale, attraverso soluzioni come caldaie elettriche, solare termico, geotermia e tecnologie per il recupero del calore;
- cattura, utilizzo e stoccaggio della CO₂ (CCUS);
- combustibili sostenibili e processi innovativi per materiali a elevata intensità emissiva.
Il sostegno dell’Innovation Fund assume prevalentemente la forma di contributi a fondo perduto, che possono coprire una quota significativa dei costi ammissibili. L’entità del finanziamento è strettamente legata alle prestazioni ambientali del progetto, in particolare alla quantità di emissioni di gas serra evitate rispetto a uno scenario di riferimento.
Per le call strutturate come aste competitive – in particolare quelle dedicate all’idrogeno rinnovabile e al calore industriale – il finanziamento assume la forma di un premio economico, assegnato ai progetti più efficienti in termini di costo per tonnellata di CO₂ evitata o per unità di produzione.
Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite il Funding & Tenders Portal della Commissione Europea. Le principali scadenze sono:
- 19 febbraio 2026 per la terza asta dell’European Hydrogen Bank;
- 19 febbraio 2026 per la prima asta sulla decarbonizzazione del calore industriale;
- 23 aprile 2026 per la call “Net-Zero Technologies”.
Il processo di selezione valuta, tra l’altro, il potenziale di riduzione delle emissioni, il livello di innovazione, la maturità tecnologica, la scalabilità e la solidità finanziaria del progetto.
