ISA 2026: criticità in vista per le farmacie

Gli ISA attribuiscono ai contribuenti un punteggio di affidabilità fiscale da 1 a 10, che consente l’accesso a benefici premiali e dovrebbe servire principalmente per selezionare i soggetti da controllare. Nel settore delle farmacie, l’ISA 2025 DM04U ha mostrato criticità perché influenzato dai risultati anomali del periodo Covid-19 e da cambiamenti nella remunerazione del farmaco, con possibili effetti negativi anche per il periodo d’imposta 2025.

Gli ISA esprimono su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto al contribuente, anche al fine di consentire a quest’ultimo l’accesso al regime premiale (esclusione dagli accertamenti analitico-presuntivi, riduzione dei termini per l’accertamento, esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti tributari, eccetera).

In effetti, la principale finalità dichiarata in origine doveva essere quella di garantire una serie di vantaggi ai contribuenti affidabili, a differenza degli studi di settore, utilizzati nella pratica come veri e propri strumenti accertativi.

Pure l’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 17/E/2019 aveva precisato che gli ISA avrebbero potuto essere utilizzati al più per selezionare i contribuenti cui indirizzare l’attività di controllo, affermando che «tanto più alto è il punteggio ottenuto in termini di affidabilità tanto maggiori possono essere i benefici premiali per i contribuenti interessati … tanto minore, invece, è l’affidabilità del soggetto, tanto maggiore potrebbe risultare la probabilità, per lo stesso, di essere interessato da una attività di controllo».

Tuttavia, nella realtà gli ISA hanno a tutti gli effetti preso il posto degli studi di settore, venendo impiegati negli schemi d’atto e negli avvisi di accertamento come base di costruzione della pretesa del Fisco. Ne deriva che allo stato attuale gli ISA hanno un ruolo centrale nelle valutazioni che il contribuente svolge sul piano fiscale, con l’assistenza del proprio commercialista.

La rilevanza assunta dagli ISA nell’ambito delle verifiche fiscali ha una portata generale, tuttavia, ciò ha avuto ricadute significativamente per il comparto della farmacia, tenuto conto dell’“interesse” dimostrato dall’Amministrazione finanziaria nell’ultimo biennio per questo specifico settore.

In tale contesto assume ancora più peso il fatto che l’ISA 2025 DM04U relativo alle attività delle farmacie si sia dimostrato, per l’anno 2024, particolarmente inadatto a fotografarne la realtà post emergenza Covid-19, penalizzando i contribuenti in termini di “pagella fiscale”. Tantoché, la Federazione Nazionale dei Titolare di Farmacie (Federfarma) si è sentita in dovere di evidenziare in una nota trasmessa all’Agenzia delle Entrate le criticità e le anomalie riscontrate, in un’ottica di confronto collaborativo.

In dettaglio, Federfarma ha sollevato la questione secondo cui le stime operate dall’ISA 2025 si sarebbero rivelate distorte per effetto dell’inclusione nell’analisi delle annualità caratterizzate da risultati economici particolarmente positivi correlati alle prestazioni straordinarie rese nel periodo pandemico.

Infatti, l’emergenza Covid-19 ha determinato l’introduzione di prestazioni straordinarie di natura temporanea, quali tamponi e vaccini, che hanno inciso sulla composizione dei ricavi e, conseguentemente, sui margini e sul valore aggiunto rispetto agli esercizi “ordinari” precedenti e successivi.

La Federazione ha altresì rilevato, tra le altre cose, come ulteriore elemento di distorsione, che l’ISA 2025 non sia stato adattato nemmeno in conseguenza all’introduzione, avvenuta proprio nel periodo d’imposta 2024, della nuova remunerazione per la dispensazione del farmaco corrisposta dal Sistema Sanitario Nazionale alle farmacie del territorio. Al riguardo, Federfarma auspicava la necessità di verificare, attraverso una attenta analisi dei dati disponibili, l’impatto dell’innovazione sui ricavi e procedere a una valutazione puntuale delle eventuali variazioni intervenute, al fine di tenerne conto sia nell’evoluzione degli ISA sia nella fase di aggiornamento, attraverso la definizione di eventuali interventi correttivi.

L’Agenzia delle Entrate, dal canto suo, ha fatto sapere con una nota che le segnalazioni fornite nell’occasione saranno oggetto di approfondita analisi in vista delle future evoluzioni dell’ISA applicabile al comparto farmacie.

La risposta fornita, tuttavia, lascia intendere che l’eventuale “evoluzione” non coinvolgerà l’ISA 2026, relativo al periodo d’imposta 2025, siccome l’Isa DM04U rientra tra gli indici che sono stati più recentemente oggetto di revisione.

Pertanto, nessuna buona notizia in vista nel breve termine: le criticità riscontrare per il periodo d’imposta 2024 potrebbero riproporsi anche per il periodo d’imposta 2025, oggetto della prossima campagna dichiarativa.

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