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PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Difesa personale della parte e liquidazione del compenso professionale

Cass., sez. II, 8 novembre 2023, n. 31141, Pres. Manna, Est. Fortunato [1] Processo civile – Difesa personale – Liquidazione secondo le regole della soccombenza e in base alle tariffe professionali La circostanza che l’avvocato si sia avvalso della facoltà di difesa personale prevista dall’art. 86 c.p.c. non incide sulla natura professionale dell’attività svolta e, pertanto, non esclude che il giudice debba liquidare in suo favore, secondo le regole della soccombenza e in base alle tariffe professionali, gli onorari stabiliti per la prestazione resa.  CASO [1] Avverso un decreto di pagamento di spese di giustizia pronunciato dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, proponeva opposizione ex art. 170, d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115 una delle parti del processo che,…

ESECUZIONE FORZATA

Gli atti dell’Ufficiale Giudiziario non sono impugnabili ex art. 617 c.p.c.

Cassazione civile, Sez. III, sent. 16 novembre 2023, n. 31913, Pres. De Stefano, Est. Rossetti Esecuzione forzata – attività dell’Ufficiale Giudiziario (Cod. Proc. Civ. artt. 60, 534 ter, 591 ter, 610, 613) Massima: “L’opposizione di cui all’art. 617 c.p.c. può essere proposta solo contro gli atti del giudice dell’esecuzione, non contro gli atti dell’ufficiale giudiziario” (massima redazionale) CASO Il proprietario di un immobile locato, ottenuto provvedimento di sfratto per morosità del conduttore, chiede all’ufficiale giudiziario di procedere in via esecutiva. L’ufficiale giudiziario inizia l’esecuzione dello sfratto ma, di fronte alla dichiarazione dell’esecutato circa la presenza nell’abitazione di beni mobili sottoposti ad un vincolo pignoratizio a favore di un terzo soggetto creditore, decide di proseguire nell’esecuzione poiché, così viene testualmente verbalizzato…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Riparazioni del venditore e interruzione della prescrizione

Cass. civ., Sez. II, 30.11.2023, n. 33380 – Dott. D. Poletti Vizi nel contratto di vendita – Prescrizione e decadenza – Riconoscimento del venditore – Interruzione della prescrizione – artt. 1495 c.c. e 2944 c.c. Massima: “Nel contratto di vendita, la riparazione del bene viziato da parte del venditore è atto idoneo a interrompere il termine annuale di prescrizione di cui all’art. 1495 c.c., costituendo  riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere ai sensi dell’art. 2944 c.c.”. CASO Tizio citava in giudizio Caio chiedendo la risoluzione del contratto di vendita di un’autovettura, la restituzione del prezzo pagato ed il risarcimento del danno per fermo tecnico dell’autoveicolo, a causa dei vizi presenti in quest’ultimo. Nel costituirsi…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Nullità dell’intero giudizio di affido se non viene nominato un curatore speciale al minore

Cassazione civile sez. I, ordinanza del 29/11/2023, n.33185 Limitazione della responsabilità genitoriale-nomina di un curatore speciale per il minore (art. 333 c.c. – legge n. 184/1983 art. 5 bis) Massima: “Quando si assumono provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale assegnando l’esercizio di tale funzione a terzi, come il Servizio sociale, trattandosi di una vera e propria ingerenza nella vita privata e familiare il contraddittorio deve essere esteso anche al minore, i cui interessi devono essere imparzialmente rappresentati da un curatore speciale. In assenza di nomina di un curatore speciale al minore il giudizio è nullo e deve essere ripetuto”. CASO Una minore finisce in ospedale dopo un tentativo di suicidio per assunzione di una dose massiccia di farmaci. Durante il ricovero…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Gli ex soci di una società a responsabilità limitata estinta rispondono delle obbligazioni patrimoniali di questa con tutti i beni ottenuti dalla liquidazione

Cassazione Civile, Sez. II, Sentenza n. 31109 dell’8 novembre 2023 Parole chiave: Società – Responsabilità Patrimoniale – Soci – Liquidazione – Beni – Somme. Massima: “L’oggetto della responsabilità patrimoniale degli ex soci ex. art. 2495 comma 3 c.c., non può essere determinato secondo principi diversi da quelli che regolano la disciplina generale; si deve, pertanto, estendere al concetto di bene, e non limitarsi alle somme liquide di denaro come si potrebbe ritenere sulla base di un’interpretazione strettamente letterale della norma.” Disposizioni applicate: art. 2495 comma 3 c.c. Il caso in esame trae origine dalla richiesta in sede giudiziale, da parte di due promissari acquirenti, dell’accertamento dell’illegittimità del recesso dal contratto preliminare di vendita da parte del promissario venditore, con conseguente…

CRISI DI IMPRESA

La valutazione sugli assetti adeguati e la business judgment rule

Decreto del 21 settembre 2023, Tribunale di Venezia, Sezione Specializzata in materia di Impresa Parole chiave: assetti adeguati, business judgment rule, flusso prospettico di cassa Massima: “La valutazione di adeguatezza degli assetti non può prescindere dalla tipologia dell’attività imprenditoriale esercitata e dalle dimensioni dell’azienda”. Riferimenti normativi: art. 2086 cc; art. 2409 cc; art. 2 co. 1 lett. A) CCII; CASO   La socia sig.ra Alfa proponeva ricorso ex art. 2409 cc denunziando quali irregolarità, tra l’altro, l’assenza di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile, la mancanza della redazione di un budget per l’esercizio successivo, la mancanza di un piano pluriennale di sviluppo, nonché la mancanza di un flusso prospettico di cassa ex art. 2 co. 1 lett. A) CCII. Si…

DIRITTO BANCARIO

Art. 1957 c.c.: focus giurisprudenziale

A norma dell’art. 1957 c.c., il termine di decadenza (derogabile dalle parti: Cass. n. 28943/2017; Cass. n. 21867/2013; Cass. n. 9245/2007) per l’azione del creditore nei confronti del fideiussore è fissato in 6 mesi dalla scadenza dell’obbligazione garantita ovvero 2 mesi se «il fideiussore ha espressamente limitato la sua fideiussione allo stesso termine dell’obbligazione principale». Nel caso in cui il contratto di fideiussione preveda che l’obbligazione del fideiussore si estenda sino all’integrale adempimento (e non soltanto quindi sino alla scadenza dell’obbligazione principale), l’azione del creditore nei confronti del fideiussore non è soggetta a nessun termine di decadenza (Cass. n. 16836/2015; Cass. n. 16233/2005; Cass. n. 16758/2002). Le parti possono convenzionalmente escludere la decadenza del creditore dalla garanzia prevista dall’art. 1957…

COMPETENZE E ORGANIZZAZIONE DELLO STUDIO

Comunicazione è strategia

Lo abbiamo già detto, di certo, ma mai come in questo periodo storico ,a mio avviso, è fondamentale sottolineare come la comunicazione all’interno di uno studio professionale non sia e non debba essere una mera appendice di esso, una sorta di soprammobile del quale non si può fare a meno, e più che altro per non essere criticati dai competitor e guardati con sospetto dai clienti, piuttosto che valorizzarlo e porlo in una posizione di primo piano. La comunicazione, e a dirlo non siamo noi che la facciamo, ma lo dimostrano fatti e studi, deve,  sottolineo l’imperativo categorico, con il marketing e il business development, entrare a far parte della stanza dei bottoni, essere leva strategica di prim’ordine all’interno degli…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Condominio: uso o abuso della cosa comune, questo è il dilemma!

Cassazione civile, sez. II, Sentenza del 14.3.2022 n. 8177, Presidente A. Cosentino, Estensore A. Carrato Massima: “I limiti posti dall’art. 1102 c.c. all’uso della cosa comune non impediscono al singolo comunista di installare un cancello su un ballatoio comune, al fine di servirsi del bene anche per fini esclusivamente propri e di trarne ogni possibile utilità, purché sia garantita agli altri comunisti l’ordinaria accessibilità ed il godimento comune della “res”, circostanza che deve essere provata dal partecipante che pretende di usare il bene in modo particolare”. CASO Tizio e Caio, proprietari di un appartamento, convenivano in giudizio innanzi al Tribunale di Brescia Sempronia, anch’essa proprietaria di un appartamento confinante a quello degli attori nel medesimo fabbricato, affinché, accertata la comproprietà…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Gli arbitri possano imporre termini perentori, determinando la decadenza da allegazioni e deduzioni per chi non li abbia rispettati?

Cass. sez. I, 4 luglio 2023, n.18772 Pres. Amendola – Rel. Terrusi Arbitrato – Procedimento arbitrale – Norme applicabili – Procedimento arbitrale – Libertà delle forme – Assenza di previsioni nella convenzione di arbitrato – Possibilità dell’arbitro di regolare lo svolgimento del giudizio – Modalità – Condizioni (artt. 112, 816 bis, 819 n.9 c.p.c.;  24 e 111 Cost.) [1] Il procedimento arbitrale è improntato al principio di libertà delle forme, sicché, ove nulla sia stato previsto nella convenzione di arbitrato, spetta all’arbitro regolare lo svolgimento del giudizio, anche assegnando termini perentori per la produzione di mezzi di prova, purché ne abbia dato avviso alle parti, salvaguardando così il loro diritto di difesa. Ne consegue che è, invece, precluso all’arbitro di…

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