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CRISI DI IMPRESA

Il surplus finanziario generato dalla continuità aziendale non è liberamente distribuibile

Cass. civ., sez. I, 8 agosto 2024, n. 22474 – Pres. Ferro – Rel. Amatore Parole chiave Concordato preventivo – Continuità aziendale – Flussi reddituali – Alternativa liquidatoria – Surplus finanziario – Garanzia patrimoniale – Distribuzione – Par condicio creditorum – Cause legittime di prelazione – Divieto di alterazione – Absolute Priority Rule – Relative Priority Rule – Parametro ermeneutico – Discontinuità normativa Massima: “In caso di concordato con continuità aziendale ex art. 186 bis l.fall., l’eventuale surplus finanziario determinato dalla prosecuzione utile dell’attività d’impresa è da intendersi quale mero incremento di valore dei fattori produttivi aziendali, rientrando nell’oggetto della garanzia generica del credito prevista dall’art. 2740 c.c.; ne consegue che esso non è perciò liberamente distribuibile dal debitore, ma…

DIRITTO BANCARIO

Il principio di vicinanza della prova nelle controversie bancarie

Il principio di vicinanza della prova stabilisce che l’onere probatorio debba essere ripartito tenendo conto della concreta possibilità, per ciascuna delle parti in causa, di provare i fatti che ricadono nella propria sfera di azione. Pertanto, è ragionevole assegnare l’onere della prova alla parte a cui il fatto da dimostrare è più vicino: la banca, essendo l’ente che predispone i contratti, gestisce i conti correnti e tiene traccia delle operazioni finanziarie, è generalmente considerata la parte più vicina alle prove documentali. Tuttavia, l’applicazione del principio di vicinanza della prova, in quanto deroga al principio generale sull’onere della prova, è giustificata solo in situazioni eccezionali, quando la parte onerata si trovi in una condizione di impossibilità o grave difficoltà nel fornire…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Lo studio-impresa: le nuove dinamiche del lavoro e del business spingono lo studio legale a guardare avanti

Come per il resto delle professioni, anche gli studi legali si trovano alle porte di un’epoca di profonda trasformazione. Tradizionalmente ancorati a modelli organizzativi e di business consolidati, si trovano oggi di fronte a nuove sfide che richiedono un ripensamento profondo del proprio modo di operare. Il cambiamento tecnologico, l’evoluzione delle aspettative della clientela e il cambiamento del mercato del lavoro obbligano gli studi legali ad adattarsi a una nuova realtà: lo studio-impresa. Cercheremo di chiarire perché gli studi hanno bisogno di fare questo balzo culturale, prima che organizzativo, cosa significhi il modello studio-impresa e su cosa si dovrebbero focalizzare gli studi per completare tale transizione. Vedremo come gli sviluppi del lavoro, del settore professionale e del business stiano influendo…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Prestazione d’opera intellettuale col bonus facciate, responsabile dei lavori e diritto al compenso

Tribunale di Napoli, 3 giugno 2024, Giudice Stravino Parole chiave Professioni intellettuali – Prestazione d’opera – Compenso Massima: “Nel caso in cui un condominio incarica una persona fisica di assumere il ruolo di responsabile dei lavori in relazione a determinate opere edili, ma dei costi del responsabile si faccia espressamente carico l’impresa appaltatrice, l’obbligo di pagare il corrispettivo non è in capo al condominio, seppure questi risulti formalmente controparte contrattuale del responsabile dei lavori, bensì in capo alla società appaltatrice, per essersene quest’ultima espressamente assunto l’obbligo”.  Disposizioni applicate Art. 2233 c.c. (compenso) CASO Un condominio intende effettuare dei lavori straordinari, consistenti nel rifacimento delle facciate, usufruendo del c.d. “bonus facciate”. Viene trovata un’impresa, la quale si impegna a effettuare i…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Contestazione della natura dell’arbitrato e mezzi per impugnare il lodo

Cass., sez. III, 5 agosto 2024, n. 22005, Pres. Valitutti, Est. Mercolino [1] Arbitrato – natura – rituale o irrituale – lodo – mezzi di impugnazione. Se gli arbitri hanno ritenuto, anche implicitamente, che l’arbitrato sia di natura rituale, l’impugnazione del lodo deve essere proposta davanti alla Corte d’Appello, come previsto dall’art. 827 c.p.c. e seguenti, questo vale anche se l’impugnazione è diretta a contestare la natura irrituale dell’arbitrato e gli errori procedurali commessi dagli arbitri poiché in questo caso non è possibile ricorrere alle modalità di impugnazione proprie dell’arbitrato irrituale, che prevedono l’intervento del giudice ordinariamente competente e la contestazione solo dei vizi che possono inficiare qualsiasi manifestazione di volontà negoziale. CASO [1] Un soggetto, in seguito al recesso…

ESECUZIONE FORZATA

È inefficace la disdetta della locazione inviata dall’esecutato che non sia custode dell’immobile e senza autorizzazione del giudice dell’esecuzione

Cass. civ., sez. III, 5 giugno 2024, n. 15678 – Pres. Frasca – Rel. Iannello Espropriazione immobiliare – Locazione – Amministrazione e gestione del bene pignorato – Poteri del custode – Atti compiuti dal debitore esecutato in pendenza del processo esecutivo – Inefficacia nei confronti dei creditori e del conduttore Massima: “Per effetto del pignoramento, l’amministrazione del bene compete in via esclusiva al custode; pertanto, gli atti di gestione posti in essere, nella pendenza della procedura esecutiva, dal debitore esecutato non nella qualità di custode o senza previa autorizzazione del giudice dell’esecuzione, sono radicalmente improduttivi di effetti nei confronti dei creditori e del conduttore (e tali rimangono anche qualora la procedura esecutiva si estingua, per causa diversa dalla vendita forzata…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Alienante e acquirente: obbligati in solido al pagamento degli oneri condominiali, limitatamente al biennio antecedente la vendita

Corte di Cassazione, Ordinanza del 09.05.2022 n. 14531, Sez. II, Presidente Dott. F. Manna, Estensore Dott.ssa M. Falaschi «L’art. 63, comma 2, disp. att. c.c. nel regime previgente rispetto alla l. n. 220 del 2012, delinea, a carico dell’acquirente, un regime di responsabilità solidale per il pagamento degli oneri condominiali dovuti dall’alienante, limitata al biennio antecedente all’acquisto, che opera solo nei rapporti esterni con il condominio, ma non anche nel rapporto interno tra acquirente e alienante, sicché, in tale rapporto, salvo che non sia diversamente convenuto dalle parti, l’acquirente risponde soltanto delle obbligazioni condominiali sorte successivamente al momento dell’acquisto e, qualora sia chiamato a rispondere di quelle sorte in epoca anteriore, ha comunque diritto di regresso nei confronti del suo…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Matrimonio troppo breve: l’assegno divorzile non spetta nemmeno in funzione assistenziale

Cassazione civile sez. I, ordinanza del 05/08/2024 n.21955 Assegno divorzile – Criteri (art. 5, comma 6, L. 898/1970) Massima: “In assenza di una effettiva comunione di vita dovuta alla scarsissima durata del matrimonio e a una convivenza non continuativa, il diritto all’assegno divorzile non sorge per mancanza di un requisito fattuale che caratterizza il matrimonio. Ne consegue che non scatta la solidarietà post coniugale che si concretizza nel dovere di mantenimento tra coniugi anche dopo lo scioglimento del vincolo”. CASO Prima di richiedere la separazione due coniugi erano rimasti sposati 7 mesi e dopo un tentativo di riconciliazione, per altri 15 mesi. Dal matrimonio non erano nati figli. Nel giudizio di divorzio il tribunale di Perugia aveva riconosciuto alla donna un…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

I poteri impeditivi e la responsabilità per colpa o dolo degli amministratori

Il mancato impedimento dell’evento quale fonte di responsabilità civile o penale Abbiamo già offerto un inquadramento sistematico alla figura dell’Amministratore ed alle responsabilità derivanti dalla posizione di garanzia dallo stesso ricoperta nell’organizzazione societaria. La posizione di garanzia, si ripete, è tale per l’affidato che i terzi fanno sul garante circa la protezione del bene protetto. Im questa terza pubblicazione, inquadreremo normativamente la fonte di detta responsabilità sotto il profilo penalistico. A mente dell’art. 40 c.p. “… nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l’evento dannoso o pericoloso, da cui dipende l’esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione. Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a…

CRISI DI IMPRESA

Costituzione di fondo patrimoniale e capacità processuale del fallito

Cass., sez. III, 22 maggio 2024, n. 14349, Pres. Scarano – Est. Condello [1] Fallimento – Effetti sul debitore – rapporti processuali. I rapporti relativi alla costituzione di un fondo patrimoniale non sono da ritenersi compresi nel fallimento, trattandosi di beni che, pur appartenendo al fallito, rappresentano un patrimonio separato, destinato al soddisfacimento di specifici scopi che prevalgono sulla funzione di garanzia per la generalità dei creditori, cosicché permane rispetto ad essi la legittimazione del debitore. CASO [1] Un istituto di credito promuoveva, davanti al Tribunale di Lecco, domanda ex art. 2901 c.c. allo scopo di far dichiarare l’inefficacia dell’atto costitutivo di fondo patrimoniale stipulato da due coniugi. Tale richiesta veniva accolta dal Tribunale adito, con provvedimento prontamente appellato dai…

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