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ESECUZIONE FORZATA

Offerta minima e legittimità dell’aggiudicazione

Tribunale di Savona, ordinanza 28 aprile 2016 Giudice dell’esecuzione dott. Cristina Tabacchi Scarica l’ordinanza  Espropriazione forzata – tentativi di vendita successivi al primo – offerta minima – aggiudicazione – ingiustizia del prezzo – sospensione della vendita ex art. 586 c.p.c. – conferma dell’aggiudicazione (cod. proc. civ., art. 568, 572, 586)  L’aggiudicazione dell’immobile pignorato per un importo pari all’offerta minima è legittima anche nel caso di tentativi di vendita successivi al primo e il giudice dell’esecuzione non può di sospendere la vendita ex art. 586 c.p.c.  CASODopo 4 tentativi di vendita inesitati, l’immobile pignorato veniva nuovamente posto in vendita, previa regolare attuazione della pubblicità. Nelle prime due vendite andate deserte (6 maggio 2014 – 6 giugno 2014) il bene aveva un…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Mediazione «delegata» e obbligo anche per la Pubblica Amministrazione di partecipazione al procedimento

Trib. Roma 29 febbraio 2016 Conciliazione in genere – Mediazione obbligatoria – Mediazione delegata – Partecipazione della P.A. – Obbligo – Sussistenza (d.leg. 4 marzo 2010, n. 28, art. 5). [1] Anche rispetto alla Pubblica Amministrazione parte di una controversia, la partecipazione al procedimento di mediazione delegata, ai sensi dell’art. 5, 2° comma, d. leg. 28/2010, è obbligatoria per legge e proprio in considerazione di ciò non è giustificabile, neanche con il timore di incorrere in responsabilità per danno erariale, una negativa e generalizzata scelta aprioristica di rifiuto di partecipazione al procedimento di mediazione.  CASO [1] Il Tribunale di Roma, nel corso del giudizio, dispone che le parti (delle quali una è un ente pubblico) esperiscano la mediazione delegata ai…

IMPUGNAZIONI

Autosufficienza del ricorso per cassazione: rassegna giurisprudenziale 2016 (gennaio-maggio)

  Il presente lavoro dà conto di alcune, fra le molte, pronunce di legittimità – rese nei primi mesi del 2016 – in materia di autosufficienza del ricorso per cassazione.    Premessa  «Il problemino del componimento letterario del ricorso per cassazione», per dirla ironicamente con le parole del Redenti (v. Id., Diritto processuale civile, II, Milano, 1957, 449), è senza ombra di dubbio una delle attività più complesse della vita professionale dell’avvocato. Ad acuire tale difficoltà – oramai da qualche decennio a questa parte – concorre l’onere di adeguarsi al requisito dell’autosufficienza, la cui violazione è sanzionata, come è noto, con l’inammissibilità dell’impugnazione. Questo breve contributo intende indicare le principali linee evolutive del principio di autosufficienza, sviluppatesi nel corso degli…

IMPUGNAZIONI

Sulla domanda di risarcimento del danno ex art. 96 c.p.c. proposta per la prima volta nel giudizio di appello

  Cass. 21 aprile 2016 n. 1115 Pres. Finocchiaro – Est. Vivaldi Scarica la sentenza Spese e danni derivanti dal processo – Responsabilità processuale aggravata ex art. 96 c.p.c. – Domanda ex art. 96 c.p.c. proposta per la prima volta nel giudizio di appello – Ammissibilità (c.p.c. artt. 96, 345) [1] La domanda di risarcimento danni per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. può essere proposta per la prima volta nella fase di gravame solo con riferimento a comportamenti della controparte posti in atto in tale grado del giudizio, quali la colpevole reiterazione di tesi giuridiche già reputate manifestamente infondate dal primo giudice ovvero la proposizione di censure la cui inconsistenza giuridica avrebbe potuto essere apprezzata in modo da evitare…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Per le Sezioni Unite il difetto di rappresentanza processuale è (quasi) sempre rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado di giudizio e sempre sanabile ex tunc

  Cass., Sez. un., 4 marzo 2016, n. 4248 – Pres. Rovelli – Rel. D’Ascola Scarica la sentenza Capacità processuale – rappresentanza sostanziale – coesistenza – necessità (C.p.c. art. 77) Difetto di rappresentanza processuale – non contestazione nei precedenti gradi di merito – giudicato implicito – esclusione – rilevabilità del vizio in ogni stato e grado del giudizio (C.p.c. artt. 77, 329) Difetto di rappresentanza processuale– rilievo – assegnazione di un termine per la sanatoria – necessità (C.p.c. artt. 77, 182) Difetto di rappresentanza processuale – sanatoria – retroattività (C.p.c. artt. 77, 182) MASSIME[1] Il potere di rappresentanza processuale, da conferire per iscritto, presuppone un corrispondente potere di rappresentanza di diritto sostanziale e non può quindi attribuirsi a un soggetto sfornito…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

La promessa del cloud

Il professionista di oggi viene costantemente inondato di offerte commerciali che molto spesso promettono risparmi in termini economici ma che nella realtà si rivelano dei veri e propri boomerang da cui diventa anche difficile sganciarsi. Ma non sempre è così, ad esempio, è possibile pagare solo quello che effettivamente si utilizza, quando realmente serve. Questa è la promessa del cloud computing, termine con il quale si identifica una modalità di erogare via internet servizi ICT verso molteplici dispositivi, partendo da risorse preesistenti e configurabili. Come già accade per i servizi di base, come acqua, gas e luce, così anche per quelli Ict, personali, professionali o aziendali, è possibile corrispondere una tariffa a consumo a uno o più fornitori non solo…

CRISI DI IMPRESA

Il limite temporale dell’intervento del creditore iscritto o privilegiato nella espropriazione immobiliare

Cass., Sez. 6-III ord., 20 aprile 2016, n. 7810Scarica la sentenza  Esecuzione Forzata – Espropriazione immobiliare – Intervento del Creditore iscritto o privilegiato – Limite temporale (cod. proc. civ., art. 566, 596)  [1] In tema di espropriazione immobiliare, il limite temporale ultimo dell’intervento del creditore munito di diritti di prelazione va individuato nel momento processuale in cui la udienza di cui all’art. 596 c.p.c. abbia avuto inizio (nella data e nell’ora fissate) e si sia ivi svolta un’attività di trattazione effettiva del progetto di distribuzione delle somme.  CASO[1] Nell’ambito di una espropriazione immobiliare, una banca creditrice ipotecaria interviene successivamente alla udienza di discussione del progetto di distribuzione delle somme, volendo far valere la prelazione ipotecaria. L’intervento viene dichiarato inammissibile per…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Sull’inammissibilità del decreto ingiuntivo avente ad oggetto un obbligo di facere

Trib. Milano 13 gennaio 2016, decr. Ingiunzione (procedimento per) – Obblighi di fare – Ammissibilità – Esclusione (Cod. proc. civ., artt. 633, 639).  [1] Non è possibile ricorrere allo strumento monitorio al fine di ottenere l’esecuzione di un obbligo di fare o di non fare.  CASO[1] Nel caso sottoposto al Tribunale meneghino la ricorrente ha azionato lo strumento monitorio per ottenere in tempi rapidi la condanna della debitrice a stipulare un contratto bancario (con un istituto bancario terzo) con vincolo di destinazione delle somme depositate a favore delle creditrice. SOLUZIONE[1] Il giudice adito ha rigettato l’istanza e, constatata l’assenza dei presupposti per la pronuncia di cui all’art. 633 c.p.c., ha dichiarato l’inammissibilità del procedimento instaurato al fine di ottenere l’esecuzione…

IMPUGNAZIONI

Sulla specificità del motivo d’appello nel processo tributario

Cass., Sez. VI-5, 11 gennaio 2016, n. 227 Scarica la sentenza Impugnazioni civili – Appello in materia tributaria – condizioni di ammissibilità – motivo specifico (C.p.c. artt. 342; D.lgs. 546/1992: art. 53)  [1] Il motivo specifico d’appello ex art. 53, d.lgs. 546/1992, può essere ricavato anche per implicito dall’atto di impugnazione nel suo complesso, purché sia chiara la richiesta rivolta al giudice del gravame e le ragioni della doglianza, la quale può coincidere con quella già prospettata in primo grado.  CASO[1] La competente Commissione Tributaria Provinciale rigettava l’impugnazione del contribuente avverso alcuni avvisi di accertamento notificatigli dall’Agenzia delle Entrate. Il contribuente proponeva quindi appello contro le sentenze di primo grado; eppure, gli appelli venivano dichiarati inammissibili dalla Commissione Tributaria Regionale…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

«Piccola Rassegna» di giurisprudenza sul processo di cognizione

La cadenza settimanale del Notiziario consente di dare visibilità a molti provvedimenti, ma ovviamente non a tutti e non a tutti quelli che si vorrebbero segnalare. Da qui l’idea di raccogliere in questo Focus i provvedimenti pubblicati nei primi mesi del 2016 che non hanno trovato spazio nei numeri precedenti – o di prossima uscita – ma ritenuti di particolare interesse per l’area «Processi di cognizione».  Cass. pen., ord., 20 gennaio 2016, n. 2259Giusto processo – art. 6 CEDU – Violazione – Rilevabilità d’ufficio – Rimessione alle Sezioni unite La Cassazione penale, rilevando il contrasto di giurisprudenza, ha rimesso alle Sezioni unite la seguente questione: se l’inosservanza della CEDU da parte del giudice sia rilevabile d’ufficio dal giudice ad quem…

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