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PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

L’interpretazione della domanda giudiziale spetta al giudice di merito

Cass., sez. III civ., 8 settembre 2017, n. 20957, Pres. Matera, Est. Penta Domanda giudiziale – Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato – Difetto di ultrapetizione – Vizio logico di motivazione – Contraddittorietà della motivazione (Cod. proc. civ., artt. 99, 112, 360; Cod. civ. 1362, 1385, 1453) [1] L’interpretazione delle domande, eccezioni e deduzioni delle parti dà luogo ad un giudizio di fatto, riservato al giudice di merito: la statuizione motivata sul punto, ancorché erronea, non può essere direttamente censurata per ultrapetizione, atteso che il difetto di ultrapetizione non è logicamente verificabile prima di avere accertato la erroneità di quella motivazione; sicché, in tal caso, il dedotto errore attiene al momento logico dell’accertamento in concreto della volontà della parte,…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

L’acconto Iva 2017

Entro il prossimo 27 dicembre i contribuenti soggetti Iva dovranno effettuare l’ultimo pagamento dell’anno, l’acconto Iva 2017. I metodi alternativi per la determinazione dell’acconto sono tre: metodo storico; metodo previsionale; metodo delle operazioni effettuate. Il primo è sicuramente il più utilizzato, poiché considerato più utile e più semplice, mentre gli altri due meglio si adattano a talune situazioni. L’acconto così determinato poi potrà essere scomputato dall’imposta dovuta risultante dalla liquidazione effettuata per il mese di dicembre per i contribuenti mensili (con pagamento al 16 gennaio 2018), per il quarto trimestre 2017 per i contribuenti trimestrali speciali (con pagamento entro il 16 febbraio 2018), o dalla liquidazione annuale per l’anno 2017 per i contribuenti trimestrali su opzione (pagamento entro il 16…

DIRITTO DEL LAVORO

L’organizzazione dell’orario di lavoro

MASSIMA L’art. 17, par. 1, della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, deve essere interpretato nel senso che esso non è applicabile ad un’attività subordinata, come quella di cui al procedimento principale, consistente nell’accudire bambini nelle condizioni di un ambiente familiare, in sostituzione della persona incaricata in via principale di tale missione, qualora non sia dimostrato che l’orario di lavoro, nel suo complesso, non sia misurato o predeterminato o che possa essere stabilito dal lavoratore stesso, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.  COMMENTO La direttiva 2003/88/CE 2003/88/CE recante norme in materia di organizzazione dell’orario di lavoro ammette, come noto, ampie deroghe alla relativa disciplina quando…

PRIVACY

GDPR, quanti pasticci nella legge europea 2017: ecco cosa rischia l’Italia

L’Italia avanza lentamente e in modo scoordinato nell’armonizzazione della disciplina nazionale con il GDPR. Ancora poca chiarezza sul Responsabile del trattamento e troppo generiche le norme sul riutilizzo dei dati sanitari, in forma anonima, per scopi statistici e di ricerca. Futuro inquietante all’orizzonte Mentre altri Stati Europei hanno provveduto da tempo ad armonizzare la propria disciplina nazionale con l’arrivo piuttosto impetuoso del GDPR[1], l’Italia timidamente muove i suoi primi passi verso tale obiettivo in modo a prima vista poco coordinato e convincente. Si fa riferimento ovviamente alle novità in materia di protezione dei dati personali (e quindi modificative di alcuni articoli del Codice[2]) appena introdotte dalla legge 20 novembre 2017, n. 167 (in vigore dal 12 dicembre p.v.)[3]. Tali novità…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La revoca dell’amministratore nelle società di persone

La disciplina della revoca dell’amministratore nelle società di persone prevede tre possibili trattamenti giuridici: revoca dell’amministratore nominato nel contratto sociale, revoca dell’amministratore nominato con atto separato, revoca giudiziale. Nel primo caso, la revoca: è ammessa solo in presenza di una giusta causa (non avendo altrimenti effetto), deve essere decisa dai soci all’unanimità (salvo diversa previsione dell’atto costitutivo, che potrebbe, ad esempio, prevedere la revoca dell’amministratore anche a seguito di decisione della maggioranza dei soci). Nel caso in cui, invece, l’amministratore sia stato nominato con un atto separato, trovano applicazione le norme in materia di mandato, ragion per cui, ai sensi dell’articolo 1726 cod. civ. “la revoca non ha effetto qualora non sia fatta da tutti i mandanti, salvo che ricorra…

DIRITTO BANCARIO

La Legge n. 3/2012 sul sovraindebitamento (c.d. legge ‘salva suicidi’)

La L. 3/2012, invero poco conosciuta e utilizzata, stabilisce che, al fine di porre rimedio alle situazioni di  sovraindebitamento non soggette nè assoggettabili a procedure concorsuali (diverse da quelle regolate dalla predetta legge), è consentito al debitore concludere un accordo con i creditori nell’ambito della procedura di composizione della crisi. Per  ‘sovraindebitamento’ si intende la situazione di “perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante  difficoltà di  adempiere  le  proprie   obbligazioni,   ovvero   la   definitiva incapacità di adempierle regolarmente” (art. 6 L. 3/2012). L’art. 7 della L. 3/2012 detta le condizioni di ammissibilità del beneficio. In sostanza, il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l’ausilio degli Organismi…

CRISI DI IMPRESA

Lo stato d’insolvenza rilevato dal pubblico ministero in sede di concordato preventivo

Cass., sez. I, 7 giugno 2017, n. 14156 (ord.) – Pres. Nappi – rel. Genovese – P.M. Salvato (conf.) Domanda concordataria – Rinuncia – Insolvenza – Istanza del PM – Dichiarazione di fallimento – Legittimità (L. Fall., artt. 7, n. 2, 162, 173, 179 e 180) Qualora il pubblico ministero, a seguito della partecipazione necessaria alla procedura concordataria, ex art. 162 l. fall., rilevi la sussistenza dello stato d’insolvenza, può legittimamente richiedere al tribunale di dichiarare il fallimento, indipendentemente dalle scansioni e dalle vicende del procedimento concordatario, come la rinuncia alla proposta concordataria, anche in difetto di convergenti istanze volte alla dichiarazione dell’insolvenza del debitore, da parte dei creditori. CASO La Corte d’appello di Venezia, con sentenza del 6 luglio…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Il termine assegnato dal giudice per la presentazione dell’istanza di mediazione non determina l’improcedibilità della domanda giudiziale, se il procedimento si conclude prima dell’udienza di rinvio

Trib. Vasto, sent. 27 settembre 2016 – Giudice Pasquale Opposizione a decreto ingiuntivo – Mediazione delegata – Tardiva proposizione – Improcedibilità – Insussistenza (d.leg. 4 marzo 2010, n. 28, art. 5). [1] Il termine di quindici giorni assegnato dal giudice alle parti ex art. 5, 2° comma, d.leg. 28/2010 per l’esperimento del tentativo di mediazione obbligatorio non è perentorio; tuttavia la tardiva presentazione dell’istanza determina l’improcedibilità della domanda giudiziale, ove il procedimento di mediazione non si sia concluso prima dell’udienza di verifica fissata dal giudice ai sensi dell’art. 5, 2° comma, d.leg. 28/2010.  CASO [1] Nel corso di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale di Vasto disponeva l’esperimento del tentativo di mediazione ai sensi dell’art. 5, 2°…

IMPUGNAZIONI

Notifica PEC della sentenza e ricorso in cassazione. Un «kit di sopravvivenza»

Per la procedibilità del ricorso la Cassazione considera necessario – ma non sufficiente – il tempestivo deposito della copia, attestata conforme, del messaggio PEC di notifica telematica della sentenza impugnata e dei suoi allegati. Cass. civ., Sez. III, 9.11.2017, n. 26520 – Pres. Vivaldi – Rel. D’Arrigo [1] Cass. civ., Sez. II, 16.10.2017, n. 24347 – Pres. Matera – Rel. Penta [2] Cass. civ., Sez. III, 14.7.2017, n. 17450 – Pres. Vivaldi – Rel. Fanticini [3] [1-2-3] Giudizio di cassazione – ricorso – copia autentica della sentenza impugnata, con la relazione di notifica – deposito in cancelleria – notificazione telematica – copia priva dell’attestazione di conformità – improcedibilità (c.p.c., art. 369 – l. 21.1.1994, n. 53, artt. 3-bis, 6 e…

IMPUGNAZIONI

Specificità dei motivi d’appello ex art. 342 c.p.c.: il punto dopo sez. un. 27199/2017

L’evoluzione normativa della disciplina E’ noto che l’atto, a norma del nuovo art. 342 c.p.c. deve contenere, oltre ai requisiti previsti dagli artt. 163 c.p.c. (ad esclusione del superfluo avvertimento di cui al n. 7: così Balena, Istituzioni di diritto processuale civile, Bari, 2015, 406; Luiso, Diritto processuale civile, II, Milano, 2015, 384; in giurisprudenza Cass., S.U., 18 aprile 2013, n. 9407), non più l’esposizione sommaria dei fatti (eliminata dalla l. 7 agosto 2012, n. 134, e confluita nella nuova “motivazione” dell’appello; il requisito per altro non dava luogo a particolari difficoltà, essendo indubbio che un’eventuale assenza avrebbe determinato una mera irregolarità non sanzionata dell’atto), bensì «1) l’indicazione delle parti del provvedimento che si intende appellare e delle modifiche che…

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