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IMPUGNAZIONI

«Raddoppio» del contributo unificato ed esperibilità del ricorso per cassazione avverso la statuizione del giudice

Cass., Sez. VI, 5 ottobre 2017, n. 23281 (ord.) [1] Spese di giustizia – Obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato – Insussistenza – Statuizione contraria del giudice – Ricorso per cassazione – Ammissibilità (D.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, art. 13, comma 1°-quater) [1] È censurabile attraverso il ricorso per cassazione la statuizione concernente la sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato previsto in caso di inammissibilità, improcedibilità o integrale infondatezza dell’impugnazione.  CASO [1] Il tribunale di Bari rigettava l’opposizione allo stato passivo del fallimento A. s.c.c.r.l. proposta da R.S. e su tale presupposto dichiarava l’opponente…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Atto processuale con estensione «p7m»: la Cassazione conferma che l’avvocato «non telematico» è fuori gioco

Cass. civ., Sez. VI – 3, ord., 25.9.2017, n. 22320 – Pres. Amendola – Rel. De Stefano [1] Notificazioni in materia civile – a mezzo posta elettronica certificata – documento informatico – estensione «p7m» – mancata apertura del relativo file – irrilevanza (c.p.c. artt. 121 e 125 – l. 21.1.1994, n. 53, art. 3-bis – provv. d.g.s.i.a. 16.4.2014, artt. 12 e 19-bis) [2] Notificazioni in materia civile – a mezzo posta elettronica certificata – documento informatico allegato all’atto del processo – originale formato su supporto analogico – firma digitale – CAdES – necessità (c.p.c., art. 125 – l. 21.1.1994, n. 53, art. 3-bis – provv. d.g.s.i.a. 16.4.2014, artt. 12, 13 e 19-bis) [3] Giudizio di cassazione – ricorso – notificazione…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La domanda cd “trasversale”

Le disposizioni di diritto processuale distinguono e disciplinano diversamente, almeno in parte, la domanda riconvenzionale (artt. 36, 167, 183) e la chiamata in causa del terzo ad istanza di parte (artt. 106, 167, 183, 269). I limiti di ammissibilità sono diversi, così come diverse sono le forme prescritte dalla legge. Quando la domanda del convenuto è rivolta, non contro l’attore o il terzo, ma contro un altro convenuto, si configura una fattispecie peculiare che rende incerta la disciplina applicabile.  Domanda riconvenzionale e chiamata in causa del terzo. La domanda riconvenzionale in senso stretto è la domanda che il convenuto propone contro l’attore nel medesimo processo già incardinato da quest’ultimo (cfr. Mandrioli-Carratta, Diritto processuale civile, I, Torino, 2016, 160 ss.). In…

AI E DIGITALIZZAZIONE DELLO STUDIO

Somministrazione di carburante con regole ad hoc nel netting

Tra le diverse modalità di certificazione degli acquisti di carburante per autotrazione, una procedura particolarmente utilizzata dalle società che impiegano importanti flotte aziendali è quella del “netting”: il sistema di rifornimento gestito mediante l’utilizzo di specifiche carte “fedeltà” rilasciate direttamente dalle compagnie petrolifere. Il netting rappresenta nella pratica un particolare contratto di somministrazione atto a semplificare il processo di acquisto di carburante per le società aderenti al sistema delle tessere magnetiche, destinato a diffondersi sempre di più grazie alle semplificazioni amministrative e contabili che ne conseguono. Rispetto alla normale “catena di acquisto” del carburante, nella quale il bene viene inizialmente ceduto al gestore dell’impianto di distribuzione dalla compagnia petrolifera e, successivamente, erogato al cliente finale dal distributore in sede di rifornimento, con il contratto di netting si instaurano di fatto due distinti rapporti…

DIRITTO DEL LAVORO

Le prestazioni erogate dall’INAIL

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 5 ottobre 2017, n. 23263 Infortunio – Indennizzo Inail – Ulteriore risarcimento da parte della Società – Sussiste MASSIMA Si deve escludere che le prestazioni eventualmente erogate dall’INAIL esauriscano di per sé e a priori il ristoro del danno patito dal lavoratore infortunato o ammalato. COMMENTO Con il ricorso de quo, la Società ricorrente chiedeva la cassazione della sentenza di appello, la quale, in riforma della pronuncia di primo grado e in parziale accoglimento delle domande proposte dal lavoratore ricorrente, aveva condannato la Società al pagamento di una somma a titolo di risarcimento del danno biologico e morale risentiti all’esito dell’infortunio occorso sul lavoro. La Corte territoriale riconosceva, infatti, che l’evento infortunistico non era ascrivibile…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La riserva legale nelle S.r.l. semplificate

La disciplina delle S.r.l. semplificate presenta ancora numerosi punti da chiarire, il più rilevante dei quali è sicuramente rappresentato dalle regole da applicare in tema di riserva legale. Come noto, attualmente, possono essere richiamate tre distinte tipologie di S.r.l.: la S.r.l. c.d. “ordinaria”, con capitale superiore a 10.000 euro; la S.r.l. c.d. “a capitale minimo” o “sottocapitalizzata”, con capitale sociale compreso tra 1 euro e 9.999 euro; la S.r.l. semplificata, con capitale sociale compreso tra 1 euro e 9.999 euro, specificatamente disciplinata dall’articolo 2463-bis civ.. Mentre per la S.r.l. ordinaria l’articolo 2430 cod. civ. prevede l’accantonamento a riserva legale di almeno 1/20 degli utili netti d’esercizio, finché la riserva non raggiunge un importo pari a 1/5 del capitale sociale, la disciplina in tema di S.r.l. a capitale minimo richiede l’accantonamento di 1/5 degli utili, fino a quando la riserva, unitamente…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La validità della notifica di più atti con una sola raccomanda

Chi vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento, ai sensi dell’articolo 2697, comma 1, cod. civ.. Tale principio trova applicazione anche nel caso in cui l’Ente Impositore abbia notificato al contribuente più avvisi con un’unica raccomandata e il resistente abbia eccepito la mancata notificazione di una parte degli avvisi: l’onere della prova spetta necessariamente al mittente. Ciò è stato confermato dall’ordinanza n. 25598 depositata in data 27 ottobre 2017 dalla Quinta Sezione della Corte di Cassazione. In particolare, nel caso in esame, la contribuente aveva proposto ricorso avanti la CTP avverso la cartella di pagamento emessa in relazione agli anni d’imposta 2001, 2002, 2003, 2004 ai fini ICI, rilevando la mancata…

DIRITTO BANCARIO

La Cassazione sugli oneri probatori del correntista-attore

Una recente ordinanza della Suprema Corte (Cass. 4 dicembre 2017 n. 28945), offre lo spunto per ripercorrere alcuni punti fermi della giurisprudenza di legittimità in tema di oneri probatori del correntista-attore: – in caso di domanda di ripetizione di indebito oggettivo l’onere della prova grava sul creditore istante, il quale è tenuto a provare i fatti costitutivi della sua pretesa, e quindi sia l’avvenuto pagamento, sia la mancanza di una causa che lo giustifichi (Cass. 13 novembre 2003, n. 17146; sull’onere di provare l’inesistenza di una causa giustificativa del pagamento, cfr. pure, ad es.: Cass. 14 maggio 2012, n. 7501; Cass. 10 novembre 2010, n. 22872; Cass. 9 febbraio, n. 2903; Cass. 17 marzo 2006, n. 5896); – spetta dunque…

ESECUZIONE FORZATA

Difetto di legittimazione nell’intervento senza titolo: sospensione soggettiva o accantonamento delle somme?

Trib. Monza,  12 dicembre 2017, G.e. dott. A. Crivelli Intervento fondato su sequestro conservativo – Mancata introduzione del giudizio di merito – Sospensione soggettiva parziale – Esclusione – Accantonamento – Legittimità (C.p.c.., artt. 499, 512, 617, 618, 669 novies) Qualora il creditore sequestrante abbia depositato ricorso per intervento non titolato ed omesso di introdurre nei termini il giudizio di merito, il giudice dell’esecuzione può rilevare il difetto di legittimazione anche ex officio, con conseguente facoltà delle parti di opporre il relativo provvedimento ai sensi dell’art. 617 c.p.c. I poteri previsti dall’art. 618, 2° co., c.p.c. in capo al giudice dell’esecuzione prevalgano sulla declaratoria di improcedibilità per difetto di legittimazione; pertanto il giudice può disporre l’accantonamento della porzione di ricavato astrattamente…

ESECUZIONE FORZATA

Le linee guida del CSM sull’espropriazione dei beni indivisi

L’11 ottobre 2017 la settima commissione del CSM ha approvato le linee guida funzionali alla diffusione di buone prassi giudiziarie nel settore delle esecuzioni immobiliari e istituito un osservatorio permanente “per l’efficienza delle procedure esecutive e l’attuazione delle buone prassi” reputando che, nell’interesse comune del creditore e del debitore, l’espropriazione debba svolgersi nell’osservanza di criteri di efficienza, efficacia e rapidità, sì da consentire la liquidazione dei beni del debitore in modo celere ma conseguendo il miglior risultato. In tale prospettiva si è volto lo sguardo anche all’espropriazione della quota.  L’11 ottobre 2017 la settima commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, con l’obiettivo di migliorare “la quantità e qualità” della risposta di giustizia e segnatamente di rendere “più efficiente e efficace”…

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