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IMPUGNAZIONI

La decorrenza del termine breve di impugnazione: l’ultima parola alle Sezioni Unite

Cass. civ., sez. II, 3 maggio 2018 n. 10507 – Pres. Correnti – Est. Scalisi Impugnazioni civili – Notificazione della sentenza – Termine breve – Decorrenza per il notificante – Fattispecie (Cod. proc. civ. artt. 325, 326). [1] Vanno rimessi gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione della causa alle Sezioni Unite per la risoluzione della questione se il termine per impugnare decorre, per la parte notificante, dalla data di consegna della sentenza all’ Ufficiale Giudiziario o da quella, eventualmente successiva, di perfezionamento della notifica nei confronti del destinatario. CASO [1] Il proprietario di un fondo proponeva istanza di manutenzione nel possesso, volta ad ottenere, nei confronti di un confinante, l’inibitoria di costruire e la conseguente demolizione di un…

IMPUGNAZIONI

La revocazione dei provvedimenti della Cassazione alla luce della L. 197/2016 e delle più recenti pronunce di legittimità

Profili generali La disciplina della revocazione dei provvedimenti della Corte di Cassazione presenta, sotto molteplici profili, delle peculiarità che la distinguono dalla disciplina generale di cui agli articoli 395 e ss. c.p.c. e ne giustificano una trattazione autonoma. La revocazione viene tradizionalmente configurata come un mezzo d’impugnazione a carattere eccezionale (Mandrioli-Carratta, Diritto Processuale Civile, II, Torino 2017, 629) che risponderebbe all’esigenza di porre rimedio ai casi in cui un giudizio si manifesti affetto da circostanze patologiche che ne hanno turbato il regolare corso in modo talmente radicale da deviarlo verso risultati ingiusti e da far presumere che, in assenza delle ragioni di turbativa, l’esito sarebbe stato diverso. In questi casi, eccezionalmente l’ordinamento può consentire che il bisogno di giustizia prevalga…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Domanda riconvenzionale davanti al giudice di pace: quando scatta la preclusione?

Cassazione civile, 9 maggio 2018, n. 11025 – Pres. Amendola – Rel. Pellecchia Processo innanzi al giudice di pace – domanda riconvenzionale – ammissibilità – preclusione ai sensi dell’art. 166 c.p.c. – non applicabilità (C.p.c. artt. 166, 167, 319)  [1] Nel procedimento davanti al giudice di pace, caratterizzato dal principio di concentrazione e di semplicità delle forme, non trova applicazione l’art. 166 c.p.c. in ordine al termine perentorio di venti giorni prima dell’udienza per la proposizione della domanda riconvenzionale. Ne consegue che, ai sensi dell’art. 319 c.p.c., il convenuto ha tempo per proporre la domanda riconvenzionale fino alla prima udienza. CASO [1] Il Sig. B.I. conveniva in giudizio innanzi al Giudice di Pace di Militello il Sig. D.C. e la…

DIRITTO DEL LAVORO

La perequazione delle pensioni

Corte Costituzionale, 11 maggio 2018, n. 96 Trattamento pensionistico – Perequazione – Manifestamente infondata. MASSIMA La disciplina della c.d. perequazione delle pensioni per gli anni 2012 -2014 è frutto di scelte non irragionevoli del legislatore. In particolare, le esigenze finanziarie di cui il legislatore ha tenuto conto nell’esercizio della sua discrezionalità sono state preservate attraverso un sacrificio parziale e temporaneo dell’interesse dei pensionati a tutelare il potere di acquisto dei propri trattamenti, nell’attuazione dei principi di adeguatezza e di proporzionalità dei trattamenti pensionistici. Pertanto, va dichiarata la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 24, commi 25, lettere b), c), d) ed e), e 25 -bis, del decreto -legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita,…

IMPUGNAZIONI

Revocazione ordinaria e ricorso per cassazione

In tema di impugnazioni nel processo tributario, ai sensi dell’articolo 64, comma 1, D.Lgs. 546/1992, nel testo modificato dall’articolo 9, comma 1, lett. cc), D.Lgs. 156/2015, applicabile ai ricorsi depositati a decorrere dal 1° gennaio 2016, la revocazione c.d. ordinaria è ammissibile anche se la stessa sentenza sia stata oggetto di ricorso per cassazione, in conformità, peraltro, all’articolo 398, comma 4, c.p.c., secondo cui la proposizione della revocazione non sospende il termine per proporre il ricorso per cassazione o il procedimento relativo, norma operante nel processo tributario, stante il generale rinvio al codice di procedura civile di cui all’articolo 1, comma 2, D.Lgs. 546/1992. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 327/2018, si è pronunciata in una vicenda…

DIRITTO BANCARIO

Illegittima segnalazione a sofferenza e perdita di chance

A fronte di una illegittima segnalazione alla Centrale dei rischi di Bankitalia è abitualmente invocato (anche) il risarcimento del danno patrimoniale ex art. 2043 c.c., concernente la perdita di chance subita dal soggetto illegittimamente segnalato. La perdita di chance costituisce un danno patrimoniale risarcibile qualora sussista un pregiudizio certo (anche se non nel suo ammontare) consistente nella perdita di una possibilità attuale ed esige la prova – anche presuntiva, purché fondata su circostanze specifiche e concrete – dell’esistenza di elementi oggettivi dai quali desumere, in termini di certezza o di elevata probabilità, la sua attuale esistenza (Cass. 30.9.2016 n. 19604; Cass. 12.2.2015 n. 2737; Cass. 25.8.2014 n. 18207; Cass. 10.12.2012 n. 22376; Cass. 18.5.2012 n. 7927; Cass. 13.7.2011 n. 15385;…

ESECUZIONE FORZATA

L’accettazione di eredità con beneficio d’inventario e le sue conseguenze nel processo esecutivo

Esecuzione forzata – Successione ereditaria – Erede puro e semplice – Accettazione  con beneficio d’inventario – Decadenza dal beneficio – Eccezioni – Onere della prova – Creditori del de cuius (C.c., artt. 458, 459, 470, 474, 484, 485, 487, 489, 490, 499, 505, 507, 508, 2697; c.p.c., artt. 96, 474 ss., 633, 645 ) Cass. civ., Sez. II, 26 marzo 2018, n. 7477 – Pres. Manna – Rel. Scarpa; Cass. civ., Sez. II, 12 aprile 2018, n. 9099 – Pres. Manna – Rel. Scarpa. [1] L’art. 484 c.c., che disciplina l’accettazione col beneficio d’inventario – la quale si fa mediante dichiarazione preceduta o seguita dall’inventario – delinea una fattispecie a formazione progressiva, per la cui realizzazione i due adempimenti sono…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Convalida dello sfratto per morosità e mediazione

Trib. Busto Arsizio 20 marzo 2018 Sfratto (procedimento per la convalida) – Opposizione dell’intimato – Mediazione – Obblighi del locatore – Rilascio (modalità e provvedimenti per il) – (art. 111 Cost.; art. 667 c.p.c.; art. 5-bis d.leg. 4 marzo 2010, n. 28) [1] Nel procedimento di convalida di sfratto per morosità l’onere di attivare la procedura di mediazione obbligatoria prevista spetta all’intimante. CASO [1] In un procedimento di convalida di sfratto per morosità l’intimato proponeva opposizione. Il giudice disponeva il mutamento del rito con ordinanza ex art. 667 c.p.c. Il giudizio, quindi, proseguiva nelle forme del c.d. rito locatizio. Nessuna delle parti, però, attivava la procedura di mediazione obbligatoria prevista dal d.leg. 28/2010. SOLUZIONE [1] Il Giudice riscontrava d’ufficio la…

IMPUGNAZIONI

Sulla censura in appello del vizio di omessa pronuncia

Cass., Sez. VI-2, 2 maggio 2018, n. 10406 – Pres. Manna – Est. Falaschi Impugnazioni civili – Appello – Omessa pronuncia sulla domanda – Riproposizione – Sufficienza – Esclusione – Motivo specifico di impugnazione –Necessità (Cod. proc. civ., artt. 112, 329, co. 2, 342, 343, 346)  [1] Il vizio di omessa pronuncia deve costituire oggetto di un puntuale motivo di appello, mediante il quale si segnali l’errore commesso dal giudice di primo grado, sebbene la specificazione delle ragioni poste a suo fondamento si esaurisca nell’evidenziare la mancata adozione di una decisione sulla domanda proposta.  CASO [1] Tizia domandava la divisione giudiziale di un terreno, chiedendo inoltre che fosse ordinata la demolizione di un capannone industriale ivi costruito dal fratello Caio….

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Responsabilità aggravata: l’art. 96 c.p.c., 3° comma, c.p.c. ha natura sanzionatoria

Cassazione, ordinanza, 21 febbraio 2018, n. 4136 – Pres. Amendola – Est. Graziosi Abuso del processo ­- Spese giudiziali civili – Responsabilita’ processuale aggravata – Elemento soggettivo – Mala fede o colpa grave ­-  Danno punitivo – Sanzione civile punitiva. (Cost., artt. 2, 24, 111; cod. civ., art. 1175; cod. proc. civ., art. 96) [1] La norma di cui all’art. 96 c.p.c., 3° comma, ha natura non intrinsecamente difforme dal danno punitivo ed è posta a presidio contro l’abuso dei diritti processuali e del corretto funzionamento del sistema processuale, ai sensi dell‘art. 111 c.p.c., 2° comma. Il processo, infatti, è uno strumento collettivo che non può essere utilizzato con modalità che contrastino l’obbligo di solidarietà imposto dall’art. 2 Cost., ovvero…

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