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DIRITTO E REATI SOCIETARI

La postergazione dei finanziamenti dei soci ex art. 2467 c.c. si applica anche alle S.p.A.

Tribunale di Bologna, Sezione specializzata in materia di imprese, Sentenza n. 265 del 31 gennaio 2019 Parole chiave: finanziamento del socio – postergazione – società per azioni – Massima: “Il disposto dell’art. 2467 c.c. che prevede nelle S.r.l. la postergazione del rimborso del finanziamento del socio prestato in situazioni che avrebbero richiesto un conferimento è estensibile anche ad altri tipi di società di capitali, quali le S.p.A., perché la “ratio” della norma consiste nel contrastare i fenomeni di sottocapitalizzazione nominale delle società “chiuse”. Tale disciplina deve quindi trovare applicazione anche al finanziamento del socio di una S.p.A., qualora le condizioni della società siano a quest’ultimo note, per lo specifico assetto dell’ente (qualora sia di modeste dimensioni o caratterizzato da una…

CRISI DI IMPRESA

Contenuto della domanda di ammissione a passivo fallimentare – Ipotesi di declaratoria di nullità

Cass. civ. Sez. I, Sent. 4 settembre 2019, n. 22080, Pres. Genovese – Relatore Dolmetta Parole chiave: Domanda di ammissione a passivo fallimentare – mancata ammissione del credito per sua inammissibilità – sufficienza dell’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto. Massima: nella valutazione del grado di incertezza della domanda di insinuazione al passivo fallimentare non può prescindersi dalla natura del relativo oggetto e dalla relazione in cui, con esso, si trovi eventualmente la controparte.  Riferimenti normativi: artt. 93, 96 e 99 Legge Fallimentare. Caso: Una domanda di ammissione allo stato passivo di una Amministrazione Straordinaria non ha trovato accoglimento, ai sensi dell’art. 93, comma 3, numero 3 in quanto “non contiene alcuna esposizione dei fatti e degli elementi di…

DIRITTO BANCARIO

La CTU contabile nel contenzioso bancario

 Nel contenzioso bancario un ruolo essenziale è svolto dalla consulenza tecnica d’ufficio. Come risaputo, anche nell’ambito di un giudizio avente ad oggetto un contratto bancario, le prove (ad es. il contratto di finanziamento, gli estratti conto, i Decreti trimestrali ministeriali di rilevazione del tasso soglia usura) devono essere articolate e fornite dalle parti: la consulenza tecnica d’ufficio è solo uno strumento di migliore valutazione del materiale probatorio già acquisito al processo. Al riguardo, la recente Cass. n. 27776/2019 ha operato una snella ricapitolazione dei principi di diritto che disciplinano le consulenze tecniche d’ufficio, sintetizzabile come segue: – la consulenza tecnica d’ufficio ha la funzione di offrire al giudice l’ausilio delle specifiche conoscenze tecnico scientifiche che si rendono necessarie al fine…

DIRITTO DEL LAVORO

Onere della prova nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 1° ottobre 2019, n. 24491 Licenziamento – giustificato motivo oggettivo – utile ricollocazione del dipendente – anche con mansioni inferiori – onere della prova gravante sul datore Massima Grava sul datore di lavoro, in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo per la soppressione del posto di lavoro cui era addetto il lavoratore, l’onere di provare in giudizio che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa per l’espletamento di mansioni equivalenti, ma anche, in attuazione del principio di correttezza e buona fede, di aver prospettato al dipendente, senza ottenerne il consenso, la possibilità di un reimpiego in mansioni inferiori rientranti nel suo bagaglio professionale; ciò in quanto la soppressione…

PROCESSO CIVILE TELEMATICO

Le notificazioni telematiche ultimi aggiornamenti giurisprudenziali

La materia delle notificazioni telematiche è stata interessata da pronunce contrastanti della Corte di Cassazione, soprattutto negli ultimi mesi La vicenda che appare maggiormente significativa (e si spera chiarificatrice) concerne la sentenza n. 24160 del 2019 con la quale è stato affermato che “per una valida notifica tramite PEC si deve estrarre l’indirizzo del destinatario solo dal pubblico registro ReGIndE e non dal pubblico registro INI-PEC”. Nel caso scrutinato dalla Suprema Corte ci si è trovati di fronte ad una notificazione di un ricorso per regolamento di competenza effettuata ad un indirizzo PEC intestato al Tribunale di Firenze ipotizzando (in maniera indubbiamente errata) che il magistrato contro il quale si agiva potesse essere domiciliato presso tale indirizzo. In tale contesto…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

La violazione degli obblighi informativi a carico degli intermediari finanziari

Abstract Il presente focus intende analizzare i diversi orientamenti creatisi in punto di individuazione dei rimedi giuridici conseguenti la violazione dell’obbligo di informazione a carico degli intermediari finanziari. Nel silenzio della norma, infatti, dottrina e giurisprudenza sono intervenute in modo difforme, riconoscendo a volte l’azione di annullamento per vizio del consenso, altre volte l’azione di nullità, piuttosto che l’azione di risoluzione per inadempimento o la mera richiesta risarcitoria. Gli obblighi informativi a carico degli intermediari finanziari sono disciplinati dall’art. 21 del d. lgs. 58 del 1998 (c.d. t.u.f.), che al primo comma sancisce che i soggetti abilitati debbano “comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio l’interesse dei clienti e per l’integrità dei mercati”. Successivamente sono intervenute normative…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Ha efficacia di prova piena la fattura commerciale accettata dal destinatario

Cass. civ., sez. II, 21 Ottobre 2019, n. 26801, Pres. Campanile – Rel. Tedesco Prova documentale – Scritture contabili – Fattura – Efficacia probatoria (Cod. Civ. artt. 2709, 2710 e 2720). La fattura commerciale costituisce piena prova dell’esistenza di un corrispondente contratto tra le parti, ove accettata, anche tacitamente, dal contraente destinatario della prestazione che ne costituisce oggetto. CASO Il Tribunale di Verona, su richiesta di parte ricorrente (nella specie, una società in accomandita semplice), pronunciava nei confronti del debitore (società in nome collettivo) ingiunzione di pagamento di una somma di denaro, quale corrispettivo della vendita di materiali di ricambio, in forza di fatture commerciali dalla prima prodotte. Parte ingiunta proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo pronunciato dal Tribunale, deducendo…

ESECUZIONE FORZATA

Il regime della competenza nelle opposizioni esecutive: rilevabilità d’ufficio e impugnazione del provvedimento sulla competenza

Cassazione civile, sez. VI-3, ord. 11 novembre 2019, n. 29030 – Pres. Frasca – Rel. Graziosi  L’incompetenza per valore, nelle opposizioni esecutive, deve essere eccepita dall’opposto, a pena di decadenza, con la comparsa di risposta depositata nel termine di legge (dimidiato a dieci giorni, ai sensi dell’art. 616 c.p.c.), anteriormente all’udienza di prima comparizione, oppure può essere rilevata anche d’ufficio dal giudice non oltre tale udienza, sempre a pena di inammissibilità. CASO G., creditrice di S.C., avviava una procedura esecutiva per il recupero delle spese legali. La debitrice proponeva opposizione, richiedendo contestualmente la sospensione dell’esecuzione forzata. Avverso l’ordinanza che statuiva sulla sospensione dell’esecuzione, proponeva reclamo l’opposta, ottenendo la revoca del provvedimento sospensivo impugnato. Nel frattempo, la stessa creditrice G. avviava…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Contratto d’appalto e “concorrenza delle garanzie” a tutela del committente

Cass. civ., Sez. II, 25 luglio 2019, n. 20184, ord. – Pres. Manna – Rel. Sabato (art. 1667 c.c., art. 1669 c.c.) Appalto – Difformità e vizi dell’opera – Concorrenza delle garanzie ai sensi degli artt. 1667 e 1669 c.c. – Ammissibilità – Potere del giudice di qualificare la domanda – Sussistenza – Fondamento –  Conseguenze [1] In tema di appalto sussiste la concorrenza delle garanzie previste dagli artt. 1667 e 1669 c.c., in vista del rafforzamento della tutela del committente; ne consegue che, ove a fondamento della domanda siano dedotti difetti della costruzione così gravi da incidere sugli elementi essenziali dell’opera stessa, influendo sulla sua durata e compromettendone la conservazione, il giudice è sempre tenuto, ove le circostanze lo richiedano, a…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

L’individuazione del bene ricadente in condominio come presupposto per la ripartizione delle spese ex art. 1123 c.c.

Tribunale di Termini Imerese – Sentenza 8 gennaio 2018 n.7 Condominio – ripartizione delle spese – tabelle millesimali – proprietà esclusiva – parti comuni – pertinenze – art. 1123 c.c. “Il presupposto perché si instauri un diritto di condominio su un bene comune è costituito in relazione di accessorietà strumentale e funzionale che collega i piani o le porzioni di piano di proprietà esclusiva agli impianti o ai servizi di uso comune, rendendo il godimento del bene comune strumentale al godimento del bene individuale e non suscettibile di autonoma utilità, come avviene invece nella comunione”. CASO Il proprietario di n.2 delle 22 unità abitative che costituivano un Residence ed a cui erano state attribuiti dieci ventiduesimi delle spese relative alla…

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