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Nel caso in cui sia messa in discussione la comproprietà di parti comuni di un condominio la legittimazione passiva spetta a tutti i singoli partecipanti

Cassazione civile, sez. 6^- 2, ordinanza 21 febbraio 2020 n. 4697. Presidente P. D’Ascola – Estensore A. Scarpa Massima: “La domanda di accertamento negativo della qualità di condòmino, in quanto inerente all’inesistenza del rapporto di condominialità ex art. 1117 c.c., non va proposta nei confronti dell’amministratore del condominio ma impone, piuttosto, la partecipazione, quali legittimati passivi, di tutti i condòmini in una situazione di litisconsorzio necessario, postulando la definizione della vertenza una decisione implicante una statuizione in ordine a titoli di proprietà configgenti fra loro, suscettibile di assumere valenza solo se, ed in quanto, data nei confronti di tutti i soggetti, asseriti partecipi del preteso condominio in discussione. (In applicazione dell’enunciato principio, la S.C. ha confermato la sentenza di appello…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni legittima il recesso del socio ex art. 2437 c. 2 lett b) c.c. indipendentemente dalla sua rilevanza sostanziale

Cassazione civile, Sezione I, Sentenza n. 20546 del 27 giugno 2022. Parole chiave: recesso del socio – vincoli di circolazione delle azioni – rimozione – modifica – statuto –  rilevanza sostanziale – legittimazione – Massima: “Al fine di accertare la legittimità del recesso a norma dell’art. 2437 c. 2 lett b) c.c., è sufficiente verificare se la modifica statutaria abbia rimosso un vincolo alla circolazione delle azioni prima esistente, indipendentemente dal fatto se tale modifica abbia o meno una rilevanza sostanziale rispetto alla precedente disciplina”. Disposizioni applicate: art 2437, comma 2, lett b) c.c. L’ex socio della società Alfa S.p.A. ha convenuto in giudizio quest’ultima società, al fine di far accertare e dichiarare che la modifica della clausola di cui…

CRISI DI IMPRESA

Nullità per indeterminatezza dell’oggetto dell’atto di costituzione di ipoteca

Decreto del 20.07.2022 (pubbl. 23.07.2022) – Tribunale di Venezia, Sezione Prima Parole chiave: credito privilegiato; procedure concorsuali, ammissione al passivo; ipoteca. Massima: “Si esclude che per il solo fatto che sia assistito da ipoteca volontaria un credito possa essere ammesso allo stato passivo tra i crediti privilegiati allorquando l’atto di costituzione di ipoteca sia indeterminato o indeterminabile tale per cui manchino l’indicazione dei soggetti, della fonte e delle prestazioni che individuano il credito oggetto della garanzia ipotecaria”. Riferimenti normativi: art. 1418 co 2 cc; art. 2808 cc; art. 2852 cc; art. 2901 cc; art. 66 L. Fall; CASO L’opponente ha impugnato il decreto con il quale il giudice delegato, rendendo esecutivo lo stato passivo della società fallita, ha escluso dal…

DIRITTO BANCARIO

Art. 1283 c.c.: la domanda giudiziale di interessi anatocistici

Nell’anatocismo gli interessi maturati, scaduti e non pagati su un capitale dato a prestito si sommano al capitale stesso, che conseguentemente si accresce costituendo la base di calcolo di nuovi interessi, con un rapido e non lieve incremento della somma dovuta. La “giustificazione” dell’anatocismo è abitualmente ricondotta alla regola della fruttuosità del denaro: la mancata disponibilità, da parte del creditore, degli interessi scaduti è compensata dalla capitalizzazione che replica la fruttuosità del capitale liquido ed esigibile. L’anatocismo è disciplinato dall’art. 1283 c.c. – norma imperativa – che consente che gli interessi primari scaduti possano produrre nuovi interessi in determinate condizioni, ossia « dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti…

COMPETENZE E ORGANIZZAZIONE DELLO STUDIO

Marketing: valore aggiunto e sostenibilità

Le resistenze al cambiamento fanno riflettere: d’altra parte siamo figli di un’epoca che ha creduto e alimentato un sistema economico basato sul consumo, sulla crescita sfrenata e sullo sfruttamento senza regole delle risorse. In questo contesto vendere e quindi prima ancora creare le condizioni per farlo erano attività essenziali: marketing e comunicazione giocavano un ruolo fondamentale godendo e scontando per primi -gioie e dolori- del successo o dell’insuccesso di questa o quella trovata, di questa o quella campagna. Il concetto di “valore aggiunto” sembra essere sempre stato nella sua essenza più profonda in antitesi piena con il marketing, a cui si è imputata per anni la capacità di arrivare a creare esigenze e bisogni laddove un prodotto o un servizio…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Funzione di origine e decettività sopravvenuta del marchio

Come noto, una delle funzioni del marchio registrato è quella di consentire al pubblico di collegare i prodotti forniti o i servizi prestati all’impresa che ne è titolare. Si parla, al riguardo, di funzione di indicazione di origine o provenienza imprenditoriale del marchio. In seguito a vari interventi legislativi, ormai non troppo recenti, tale funzione di indicazione di origine è stata ridimensionata.  Infatti, sono ora consentite delle deroghe al principio, in passato imposto dalla legge, secondo cui il marchio era inscindibilmente legato all’impresa che lo ha registrato. Per esempio, al titolare del marchio è attribuita oggi la facoltà di cederlo separatamente dall’azienda, od anche di concedere una licenza d’uso non esclusiva. In caso di cessione del marchio il titolare si…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La Cassazione ribadisce il proprio insegnamento in tema di giurisdizione sulle controversie relative al trasporto aereo di persone

Cass., Sez. III, ord., 13 settembre 2022, n. 26869 Pres. Amendola – Rel. Guizzi Contratto di trasporto aereo concluso via internet – Controversie in tema di inadempimento del contratto – Giurisdizione (Reg CE n. 261/2004 art. 7; Reg. UE n. 1215/2012 art. 7; Convenzione di Montreal 28 maggio 1999 art. 33) Massima: “Al giudice italiano spetta la cognizione sulla domanda di risarcimento danni per inadempimento contrattuale nel caso di acquisto di biglietti aerei tramite l’accesso a Internet, allorché il vettore abbia nel territorio un’organizzazione propria o il passeggero sia residente in Italia”. CASO [1] Alcuni viaggiatori di un volo della compagnia Aeroflot Russian Airlines hanno proposto domanda innanzi al Giudice di Pace di Roma per il risarcimento dei danni loro…

ESECUZIONE FORZATA

Non è nullo l’atto di precetto che si limiti a intimare al debitore il pagamento del dovuto senza esplicitazione del procedimento logico-giuridico e del calcolo matematico seguiti per determinarlo

Cassazione civile, Sez. III, Ordinanza, 18 marzo 2022, n. 8906. Pres. De Franco, Estensore Tatangelo ESECUZIONE FORZATA – Precetto – In genere – Intimazione di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo – Requisiti formali – Indicazione del procedimento logico giuridico e del calcolo matematico seguiti – Necessità – Esclusione CASO Tizio, Caio e Sempronio proponevano opposizione ex art. 615 c.p.c., comma 1, avverso l’atto di precetto di pagamento dell’importo di circa centomila euro, oltre accessori, loro intimato da un istituto di credito bancario e da Alpha S.p.A. Il titolo esecutivo era costituito da un contratto di mutuo fondiario stipulato per atto pubblico. L’opposizione si basava su due ordini di ragioni: innanzitutto l’insussistenza del diritto della banca intimante di procedere a…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

L’onere della prova del difetto di conformità nella vendita di beni di consumo

Cass. civ., sez. II, ord. 4 luglio 2022, n. 21084 – Pres. Bellini, Rel. Trapunzano Parole chiave: Contratti dei consumatori – vendita di beni di consumo – difetto di conformità – onere della prova – presunzione. Massima: “In tema di vendita di beni di consumo, la presunzione di cui all’art. 132, comma 3°, cod. cons. (vecchio testo) dev’essere interpretata nel senso che il consumatore viene esonerato dall’onere di provare che i difetti di conformità che si manifestano entro l’arco temporale coperto dalla presunzione fossero presenti al momento della consegna, ma è comunque tenuto a dimostrare l’esistenza attuale del difetto e il suo manifestarsi entro il termine di durata della responsabilità del venditore”. [Massima non ufficiale]. Disposizioni applicate: Artt. 132, comma…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

È nulla la clausola del regolamento di condominio che preveda un termine per l’impugnazione della delibera inferiore a quello stabilito dalle norme di legge

Corte di Cassazione, Sez. VI-2, Civile, Ordinanza n.19714 del 21 settembre 2020, Presidente Dott. L.G. Lombardo, Relatore Dott. S. Oliva Massima: “È nulla la clausola del regolamento di condominio che stabilisce un termine di decadenza di quindici giorni per chiedere all’autorità giudiziaria l’annullamento delle delibere dell’assemblea, atteso che l’ultimo comma dell’art. 1138 c.c. vieta che con norme regolamentari siano modificate le disposizioni relative alle impugnazioni delle deliberazioni condominiali di cui all’art. 1137 c.c.”. CASO Tizio presentava ricorso avverso alla decisione resa dalla Corte d’Appello di Milano, la quale, pronunciandosi sull’appello promosso dallo stesso, aveva confermato la decisione resa dal Tribunale di Milano[1] rimarcando che l’attore fosse ormai decaduto dal diritto di impugnazione della delibera assembleare ex art.1137 c.c. approvata dal…

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