3 Ottobre 2023

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Esulano dall’ambito del sindacato giudiziale sulle deliberazioni condominiali le censure inerenti la convenienza o alla gravosità della somma che il condominio si obblighi a versare a terzi a titolo di canone per il godimento di beni condotti in locazione

Corte Suprema di Cassazione, Sez. II, Civile, Ordinanza n. 15320 del 13 maggio 2022, Pres. Dott. Rosa Maria Di Virgilio, Rel. Dott. Antonio Scarpa. “Il sindacato dell’autorità giudiziaria sulla contrarietà alla legge o al regolamento delle deliberazioni prese dall’assemblea dei condomini, ai sensi dell’art. 1137 c.c., nella specie in ordine alla ripartizione delle spese inerenti ad una locazione immobiliare stipulata nel comune interesse dal condominio in veste di conduttore ed avente ad oggetto il godimento di un immobile di proprietà di terzi, non può riguardare la convenienza economica dell’importo del canone pattuito o la legittimità dell’accollo in capo al condominio conduttore degli esborsi sostenuti per il mantenimento della cosa in buono stato locativo o per l’esecuzione di miglioramenti o addizioni…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Il rilievo officioso della nullità del contratto va provocato con il contraddittorio

Cass., sez. III, 5 settembre 2023, n. 25849 Pres. Cirillo – Rel. Giaime Guizzi Obbligazioni e contratti – Nullità – Prova in generale in materia civile – Onere della prova (C.p.c, artt. 101, 112, 115, 116, 166, 167, 360, comma 1, n. 3; C.c. 1421) [1] Il rilievo officioso della nullità del contratto implica non solo l’indicazione della stessa alle parti, ma pure lo svolgimento del contraddittorio tra di loro, destinato al compimento non della sola attività assertiva, ma anche della corrispondente attività probatoria. CASO S.p.a. cessionaria del credito vantato da Civitas S.r.l. per prestazioni sanitarie terapeutiche riabilitative erogate, in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario nazionale, otteneva decreto ingiuntivo nei confronti dell’ASL. Quest’ultima proponeva opposizione ex art. 645…

ESECUZIONE FORZATA

Il compenso del sindaco di società di capitali è pignorabile nelle forme dell’espropriazione mobiliare presso terzi

Cass. civ., sez. III, 12 gennaio 2023, n. 756 – Pres. Rubino – Rel. Rossetti Sindaco di società di capitali – Professionista facente parte di un’associazione professionale – Pignorabilità dei compensi nelle forme dell’espropriazione mobiliare presso terzi – Ammissibilità – Trasferimento all’associazione della legittimazione all’incasso dei crediti del professionista – Irrilevanza I compensi dovuti a un professionista facente parte di un’associazione professionale possono essere pignorati nei confronti dei suoi clienti nelle forme del pignoramento presso terzi, a nulla rilevando che egli abbia delegato altri all’incasso, oppure che egli si sia obbligato, nei confronti dell’associazione medesima, a riversare in un fondo comune i proventi della propria attività professionale, salvo che non vi sia stata una formale cessione dei suddetti crediti. CASO…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Nullità parziale della clausola claims made e conservazione del contratto: la Cassazione si pronuncia sull’art. 1419, comma 2 c.c.

Cass. civ. Sez. Terza Sent., 11/04/2023, n. 9616, Pres. Travaglino, Est. Graziosi. Clausole contrattuali affette da nullità – Inserzione automatica di norme imperative ex art. 1419, comma 2, c.c. [1] Il giudice che dichiara la nullità di una clausola del contratto ai sensi dell’art. 1419, comma 2, c.c. deve indicare la norma imperativa con la quale sostituire la predetta clausola dichiarata nulla. (Fattispecie in tema di clausola “claims made” apposta ad un contratto di assicurazione per la responsabilità civile). Disposizioni applicate Art. 1419, comma 2 c.c. CASO L’attore agiva in giudizio per sentir accertare la responsabilità del commercialista incaricato per grave inadempimento: il professionista aveva infatti applicato un regime fiscale più favorevole alla società attrice, in assenza però dei presupposti…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Il denaro ricevuto in dono in occasione delle nozze non deve essere restituito dall’ex coniuge

Cassazione civile sez. II ordinanza del 19/07/2023, n. 21100 Scioglimento della comunione-divisione- restituzioni Artt. 1110 e ss c.c.- Art. 143 c.c. Il denaro donato agli sposi in occasione del matrimonio si presume utilizzato in vista della cerimonia nuziale e per le future esigenze della vita familiare in forza dell’obbligo di contribuzione ex art. 143 c.c. Dette somme non possono essere ripetute una volta sciolta la comunione tra i coniugi. Possono essere divisi e assegnati in proprietà i beni mobili ricevuti in dono. CASO Una donna intenta una causa all’ex marito da cui si è separata giudizialmente, per ottenere la dichiarazione di scioglimento della comunione sui beni e sul denaro che la coppia aveva ricevuto in occasione del matrimonio da parenti…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La sostituzione fraudolenta di beni immobili con partecipazioni societarie legittima l’azione in revocatoria da parte del creditore

Cassazione civile, sez. III, 14 Luglio 2023, n. 20232. Parole chiave: Società – Revocatoria ordinaria – Eventus damni – Sostituzione di beni immobili con partecipazioni societarie –Variazione qualitativa del patrimonio del creditore – Creditore – Debitore Massima: “In tema di azione revocatoria, il requisito oggettivo dell’”eventus damni”, il quale ricorre non solo nel caso in cui l’atto dispositivo comprometta totalmente la consistenza patrimoniale del debitore, ma anche quando determini una variazione soltanto qualitativa del patrimonio che comporti una maggiore incertezza o difficoltà nel soddisfacimento del credito, è configurabile in caso di sostituzione di beni immobili con partecipazioni societarie, le quali sono soggette a maggiori mutamenti di valore.” Disposizioni applicate: art. 2332 c.c., art. 2901 c.c. Nel caso di specie, la…

CRISI DI IMPRESA

Dichiarazione di fallimento di società fusa per incorporazione

Cassaz., 2 marzo 2023, n. 6324, Pres. M. Cristiano – Rel. L. Abete Parole chiave: Fallimento – Dichiarazione – Soggetti – Imprese – Società – Dichiarazione di fallimento della società fusa per incorporazione – Oltre l’anno previsto dall’art. 10 l.fall. – Conseguenze Massima: “La fusione per incorporazione estingue la società incorporata, sicché è giuridicamente inesistente la sentenza che dichiari il fallimento di quest’ultima oltre l’anno previsto dall’art. 10 l. fall. e tale vizio radicale, impedendo il passaggio in giudicato del provvedimento, può essere fatto valere, oltre che con l’impugnazione ordinaria, anche con un’autonoma “actio nullitatis””. Disposizioni applicate Artt. 2504, 2504-bis c.c.; Artt. 10, 11, l. fall.; Art. 33 CCII La pronuncia in commento rappresenta l’epilogo di un lungo e intricato…

DIRITTO BANCARIO

Normativa antitrust, fideiussione schema ABI e fatto notorio

Si segnala la sentenza della Corte d’Appello di  Torino 11 agosto 2023 n. 786, che prospetta profili di interesse relativamente alle conseguenze della mancata produzione in giudizio dello schema di fideiussione approvato dall’ABI e del provvedimento n. 55/2005 della Banca d’Italia. Come noto, è abbastanza diffuso il convincimento giurisprudenziale che occorra produrre in giudizio, oltre al contratto di fideiussione omnibus, anche il provvedimento – amministrativo – di Banca d’Italia n. 55/2005 ed il modulo di fideiussione omnibus predisposto dall’ABI nel 2003, per verificare l’effettiva corrispondenza delle clausole presenti nella garanzia contestata rispetto a quelle oggetto di censura da parte di Banca d’Italia. L’omessa produzione da parte dell’attore dei predetti documenti implica abitualmente il rigetto della domanda, trattandosi di provvedimenti ed…

PROCESSO CIVILE TELEMATICO

La redazione degli atti processuali dopo il DM 110 del 2023

Con decreto del ministero della Giustizia del 7 agosto 2023, n. 110, si è data attuazione alla previsione del comma quinto dell’art. 46 disp. att. c.p.c. nella parte in cui si demandava per l’appunto a questa tipologia di provvedimento normativo il compito di stabilire “i limiti degli atti processuali, tenendo conto della tipologia, del valore, della complessità della controversia, del numero delle parti e della natura degli interessi coinvolti. Nella determinazione dei limiti non si tiene conto dell’intestazione e delle altre indicazioni formali dell’atto, fra le quali si intendono compresi un indice e una breve sintesi del contenuto dell’atto stesso” (V comma, secondo periodo). La disposizione in questione costituisce diretta applicazione dei principi di chiarezza e sinteticità codificati all’art. 121…

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