28 Febbraio 2023

RESPONSABILITÀ CIVILE

Trattamento sanitario obbligatorio: è ammesso il risarcimento del danno in caso di mancata prestazione del consenso informato?

Cass. civ., ord., 11.01.2023, n. 509 – Pres. Travaglino – Rel. Rossetti Trattamento sanitario obbligatorio (TSO) – Consenso informato – Violazione del diritto alla libertà di autodeterminazione e del diritto alla salute – Omissione del medico dell’obbligo informativo – Risarcimento del danno – Onere della prova (art. 32 Cost., art. 2 Cost., art. 34 e 35 L. n. 833/78) [1] Il Trattamento Sanitario Obbligatorio è un evento terapeutico straordinario, finalizzato alla tutela della salute mentale del paziente, che può essere legittimamente disposto solo dopo aver esperito ogni iniziativa concretamente possibile, se pur compatibilmente con le condizioni cliniche, di volta in volta accertate e certificate, in cui versa il paziente – ed ove queste lo consentano – per ottenere il consenso…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Perizia stragiudiziale e testimonianza dell’esperto sulle circostanze di fatto accertate nella sua relazione

Cass., ord., 1o febbraio 2023, n. 2980 Pres. Rubino – Rel. Guizzi Prove civili – Perizia stragiudiziale – Testimonianza dell’esperto chiamato a confermare le circostanze di fatto accertate nella perizia – Ammissibilità (C.p.c. artt. 116, 156, 246, 360; c.c. art. 2729)  [1] È affetta da nullità la decisione del giudice di merito che abbia escluso l’esame testimoniale degli autori di perizie stragiudiziali, allorché motivata sul rilievo che siffatta prova risulti finalizzata a confermare atti di parte, essendo facoltà di ciascuna di esse di dedurre prova testimoniale avente ad oggetto le circostanze di fatto accertate dal perito. CASO [1] Il marito di una paziente sottoposta a intervento chirurgico che aveva cagionato alla stessa gravissime lesioni, tali, in particolare, da averne determinato…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Il termine per l’opposizione ex art. 617 c.p.c. decorre sempre dalla conoscenza legale o di fatto dell’atto esecutivo

Cassazione civile, Sez. III, sent. 15 febbraio 2023, n. 4797, Pres. De Stefano, Est. Rossi Espropriazione immobiliare – provvedimento di assegnazione – opposizione agli atti esecutivi (Cod. Proc. Civ. artt. 555 ss., 586, 617) Massima: “In tema di espropriazione immobiliare, il termine per proporre opposizione agli atti esecutivi avverso il decreto di trasferimento dell’immobile pignorato decorre dal giorno in cui il soggetto interessato abbia acquisito conoscenza, legale o di fatto, di tale decreto oppure di un atto o provvedimento che ne presuppone necessariamente l’emanazione; l’opposizione va comunque proposta entro il limite massimo dell’esaurimento della fase satisfattiva della espropriazione forzata, costituito dalla definitiva approvazione del progetto di distribuzione ”.   CASO Il liquidatore giudiziale nominato in una procedura di composizione della…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Animali in condominio: in quanto diritto disponibile del singolo condomino, ogni decisione va assunta all’unanimità

 Tribunale di Lecce, sentenza, 15 settembre 2022, n. 2549 Condominio – regolamento contrattuale e regolamento assembleare – differenza degli ambiti di applicazione e ricadute giuridiche – disposizioni che incidono sui diritti dei comproprietari contro potestà di gestione delle cose comuni – animali domestici – portata della riforma e limiti del regolamento assembleare – attribuzioni dell’assemblea – modifica del regolamento per le parti comuni con maggioranza dei comunisti – legittimità – non sussiste – mancanza di consenso (abdicativo) dell’interessato – consenso unanime dei condòmini – necessario.  Riferimenti normativi: art. 1137 c.c. – art. 1138 c.c. – art. 669-octies c.p.c. “… In tema di condominio, il regolamento avente ad oggetto l’ordinaria amministrazione e il miglior godimento della cosa comune non ha natura…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Clausola statuaria simul stabunt simul cadent per i membri del CdA: quando il suo esercizio è abusivo?

Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di Impresa, Sentenza n. 8088 del 9 dicembre 2020 Parole chiave: simul stabunt simul cadent – decadenza – abusività – strumentalità – consiglio di amministrazione – dimissioni – revoca – giusta causa – preavviso – equilibrio – risarcimento – Massima: “Il carattere abusivo o strumentale dell’esercizio della clausola simul stabunt simul cadent si configura ogni qual volta le dimissioni di quell’amministratore o di quegli amministratori capaci di provocare la decadenza di tutto l’organo di gestione siano dettate unicamente o prevalentemente dallo scopo di eliminare amministratori sgraditi, in assenza di giusta causa, quindi eludendo l’obbligo di corresponsione degli emolumenti residui (ed in generale di risarcimento del danno) che spetterebbero loro se fossero cessati dalla…

CRISI DI IMPRESA

Responsabilità degli amministratori per mancata corretta tenuta delle scritture aziendali e liquidazione del danno

Cass. Civ. Sez. I, Ord. (data ud. 27.04.2022) 12.05.2022, n. 15245 Parole chiave: responsabilità degli amministratori, mancanza delle scritture contabili, sommarietà di redazione delle scritture contabili, non intellegibilità delle scritture contabili, nesso di causalità, onere della prova, quantificazione del danno, prova del danno, liquidazione equitativa, fallimento. Massima: “Nell’ambito delle azioni di responsabilità grava sempre su chi agisce in giudizio l’onere di fornire la prova del danno e del nesso di causalità materiale tra questo e le condotte che si assumono tenute in violazione di doveri inerenti alle funzioni gestorie svolte dagli amministratori. La mancanza di scritture contabili, ovvero la sommarietà di redazione di esse o la loro non intelleggibilità non è in sé sufficiente a giustificare la condanna dell’amministratore in…

DIRITTO BANCARIO

Illegittima segnalazione alla Centrale dei rischi, art. 700 c.p.c. e periculum in mora

In tema di illegittime segnalazioni alla Centrale dei rischi, avverso le quali è promossa la tutela cautelare d’urgenza, la “irreparabilità” del pregiudizio di cui all’art. 700 c.p.c. si riferisce a situazioni giuridiche la cui lesione non consente una restitutio in integrum; Stabilito che il fumus boni iuris coincide con la dimostrazione della erronea valutazione compiuta dalla banca segnalante (insussistenza dello stato di insolvenza da cui scaturisce l’appostazione ‘a sofferenza’), riguardo al periculum in mora la giurisprudenza ha disposto la cancellazione ex art. 700 c.p.c. della illegittima segnalazione alla Centrale dei rischi a) qualora tale segnalazione possa determinare la revoca di altri affidamenti da parte di altri istituti di credito, allarmati da una situazione di insolvenza in realtà inesistente, così determinando…

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