5 Luglio 2022

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Il caso Champanillo –  Protezione delle dop ad ampio raggio: l’inclusione dei servizi connessi

In data 9 settembre 2021 la Corte di Giustizia UE ha deciso sulla domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Audiencia Provincial de Barcelona (Corte Provinciale di Barcellona) sull’interpretazione dell’art. 103, paragrafo 2, lettera b)[1] del regolamento n. 1308/2013. La domanda trae origine dalla controversia insorta tra il Comitè Interprofessionnel du Vin de Champagne (CIVC) e una società spagnola che utilizzava il nome “Champanillo” in una catena di locali dediti alla somministrazione di cibo e bevande. Come immaginabile la questione poneva problemi in relazione al nome dei locali, ritenuto evocativo del noto prodotto Champagne. È quindi intervenuto il CIVC[2] che tra le altre ha come finalità la gestione degli interessi comuni dei produttori del vino Champagne attraverso diverse azioni tra le quali,…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

L’idoneità della mancata presentazione della parte all’interrogatorio formale a sconfessare le risultanze della quietanza prodotta in giudizio

Cass., sez. VI, 15 giugno 2022, n. 19283, Pres. Amendola – Est. Cirillo [1] Interrogatorio formale – Mancata presentazione della parte – Conseguenze (art. 232 c.p.c.) Massima: “Potendo il giudice, con libera valutazione, ritenere ammessi i fatti di cui all’interrogatorio formale ove la parte chiamata a renderlo non si sia presentata (art. 232 c.p.c.), la mancata risposta può avere una valenza eguale e contraria rispetto alla confessione stragiudiziale, di regola revocabile solo per errore di fatto o violenza”.  CASO [1] La vicenda infine giunta all’attenzione dei giudici di legittimità trae origine da un giudizio in cui l’attore aveva chiesto la condanna di parte convenuta al pagamento di una somma di denaro a titolo di saldo del corrispettivo dovuto per l’occupazione…

ESECUZIONE FORZATA

Inosservanza del termine per la pubblicazione dell’avviso di vendita e del termine per l’anticipazione delle spese di pubblicità tra estinzione e improcedibilità dell’esecuzione forzata

Cass. civ., sez. III, 14 marzo 2022, n. 8113 – Pres. Vivaldi – Rel. Fanticini Espropriazione immobiliare – Vendita forzata – Pubblicità sul Portale delle Vendite Pubbliche – Mancata esecuzione – Mancata anticipazione delle spese – Differenza – Conseguenze Massima: “Il mancato rispetto del termine perentorio per la pubblicazione dell’avviso di vendita sul Portale delle Vendite Pubbliche per colpevole inerzia del creditore determina l’estinzione (tipica) dell’esecuzione forzata ex art. 631-bis c.p.c., mentre il mancato rispetto di quello ordinatorio per l’anticipazione delle spese di pubblicità (incluso il contributo per la pubblicazione sul Portale delle Vendite Pubbliche prescritto dall’art. 18-bis d.P.R. 115/2002) comporta l’impossibilità per la parte di compiere l’atto indispensabile per la prosecuzione del processo esecutivo e la conseguente pronuncia di…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Bonus edilizi e blocco delle cessioni dei crediti: può l’appaltatore recedere dal contratto o risolverlo?

Sintesi La normativa sui bonus edilizi è di carattere fiscale. Essa presuppone però la conclusione di un contratto di appalto. Le banche hanno dichiarato di non essere più disponibili ad acquistare (e dunque monetizzare) i crediti fiscali delle imprese di costruzioni. Parecchi costruttori si trovano pertanto nell’impossibilità di eseguire i lavori, per mancanza dei mezzi finanziari. Vi sono due sole vie di uscita: o i committenti trovano i danari e pagano direttamente gli appaltatori oppure le banche fanno dei prestiti-ponte ai costruttori. Se un appaltatore non riesce a cedere il credito o – comunque – non riesce a reperire liquidità, può recedere dal contratto di appalto? In alternativa, il costruttore può invocare la risoluzione del contratto a causa della condotta…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Uso (abuso) della facciata condominiale, alterazione della sicurezza, del decoro architettonico e del peso proporzionale di proprietà

Corte di Cassazione, seconda sezione civile, sentenza 20 febbraio 2020, n. 4439 Comunione e condominio – parti comuni dell’edificio – facciata – uso della cosa comune senza le concessioni o autorizzazioni – risarcimento del danno per il condominio – esclusione – innovazioni – maggioranze – uso della cosa comune – modificazioni del condomino per il miglior godimento della cosa comune – legittimità – sussiste -tabelle millesimali – presupposto della revisione – non sussiste. Riferimenti normativi: art. 1102 c.c. – art. 1120 c.c. – art. 1122 c.c. – art. 69 disp. att. c.c. Massima: “… qualora uno dei condòmini, senza violare i limiti di cui all’art. 1102 c.c., faccia uso della cosa comune (nella specie mediante la costruzione di un comignolo…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Per ricevere il mantenimento anche il figlio maggiorenne con disabilità non grave deve dimostrare di aver cercato un lavoro

Cassazione civile sez. I, sentenza dell’8 giugno 2022 n. 18451 Mantenimento figli maggiorenni non autosufficienti (art. 337 septies c.c.) Massima: “In tema di assegno di mantenimento di figli maggiorenni non autosufficienti, la disabilità non grave perché non rientrante nelle fattispecie di cui alla legge n. 104 del 1992, non esonera il figlio richiedente dall’onere di provare di avere diligentemente cercato una occupazione a lui confacente in grado di renderlo in tutto o in parte economicamente autosufficiente”. CASO Un padre agisce in giudizio per far dichiarare la cessazione del proprio obbligo di mantenimento nei confronti dei due figli gemelli dell’età di trentasette anni. I gemelli erano affetti da una patologia invalidante, con riduzione della capacità lavorativa ed invalidità pari al 34%,…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La riserva non distribuibile ex art. 2426 n. 4 c.c. non può essere utilizzata a copertura delle perdite se dal bilancio risultano iscritte altre riserve che possono far fronte a tali perdite

Cass. civ., Sez. I, sentenza del 5 maggio 2022, n. 14210. Parole chiave: Bilancio – riserva non distribuibile – valore partecipazioni in imprese controllate o collegate. Massima: “La riserva non distribuibile ex art. 2426 n. 4 c.c. è una riserva che deve essere intaccata solo dopo che altre riserve prive del vincolo di non distribuibilità siano state già erose dalle perdite. Laddove, dunque, bilancio recasse iscritte nel netto numerose altre riserve, tali riserve devono essere prioritariamente utilizzate a copertura delle perdite.” Disposizioni applicate: 2426, 2446, 2447 c.c. I soci di Alfa costruttori S.p.A., con delibera di approvazione del bilancio dell’anno X, hanno destinato l’utile netto conseguito in tale esercizio a riserva non distribuibile ai sensi dell’art. 2426, comma 1, n….

CRISI DI IMPRESA

La misura della meritevolezza

Tribunale di Avellino, 16 aprile 2022  Parole chiave: Gestione della crisi da sovraindebitamento – Liquidazione del debitore incapiente ex art. 14quaterdecies L 3/12 – Requisiti economici – Meritevolezza – Atti in frode Massima: “La prova della meritevolezza deve essere fornita dal debitore incapiente, sicché è suo onere fornire una chiara rappresentazione cronologica delle proprie scelte negoziali, attraverso un completo corredo documentale, onde consentire prima all’OCC di esprimere  un giudizio logicamente argomentato sulle “cause dell’indebitamento e dell’insolvenza”, “diligenza impiegata dal debitore nell’assumere le obbligazioni”, “ragioni dell’incapacità del debitore di adempiere le obbligazioni assunte”, e quindi al tribunale di vagliare la congruità e ragionevolezza delle conclusioni rassegnate dall’organismo“. Disposizioni applicate: art. 14quaterdecies L 3/12 – D.L. 137/2020 – L 176/2020 Si trova,…

DIRITTO BANCARIO

Cartolarizzazione dei crediti: legittimazione passiva della banca cedente

Con decisioni n. 21843/2019 e, più di recente, n. 13735/2022, la Cassazione ha operato dei significativi chiarimenti riguardo alla questione della legittimazione passiva della società cedente. Il ragionamento della Suprema Corte prende le mosse dal rilievo che la cessione non può mai pregiudicare la posizione del debitore ceduto; tale ‘regola’, sembrerebbe confortare la conclusione che costui, così come può opporre al cessionario le eccezioni relative alla validità o esatto adempimento del negozio da cui deriva il credito ceduto, possa far valere verso il cessionario le pretese creditorie derivanti dalla (in)validità e dall'(in)esatto adempimento di quel titolo negoziale. Vale a dire, che, in presenza di una cessione effettuata ai sensi degli artt. da 1 a 4 della I. n. 130 del…

PRIVACY

Il deposito telematico nella crisi d’impresa: effetti processuali del recepimento della direttiva “insolvency”

Il 1° luglio 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 17 giugno ’22, n. 83, con il quale vengono apportate modifiche al codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al decreto legislativo n. 14 del 2019 (CCI), in attuazione della direttiva UE n. 2019/1023, riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l’esdebitazione, le interdizioni e le misure volte ad aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione. La novella legislativa, oltre a riformare profondamente il codice della crisi d’impresa, porta novità anche in tema di deposito telematico, stante che, dalla data della entrata in vigore della stessa (prevista per il 15 luglio prossimo, come da espressa disposizione dell’art. 389, comma 1, del CCI) diventerà applicabile l’art….

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