23 Giugno 2020

RESPONSABILITÀ CIVILE

Responsabilità per danno ambientale

La responsabilità per danno ambientale è stata introdotta per la prima volta nell’ordinamento italiano con la Legge 8 luglio 1986, n. 349, istitutiva del Ministero dell’ambiente. L’illecito ambientale veniva definito all’art. 18, co. 1, come «qualunque fatto doloso o colposo in violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge che comprometta l’ambiente, ad esso arrecando danno, alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o in parte». La disciplina del 1986, predisposta con funzione deterrente e sanzionatoria in quanto imputava la responsabilità in base ad un criterio soggettivo, si mostrò, tuttavia, insufficiente a tutelare il bene ambiente. I numerosi interventi a livello internazionale ed europeo, tra cui il Libro Verde sul risarcimento dei danni all’ambiente del 1993,…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

La Cassazione ribadisce l’ammissibilità della prova testimoniale in funzione chiarificatrice del contenuto degli accordi contrattuali

Cass., Sez. II, ord., 27 maggio 2020, n. 9952Pres. Campanile – Rel. San Giorgio Prova civile – Prova diretta a precisare il contenuto negoziale di un documento – Limiti di ammissibilità della prova testimoniale – Insussistenza (C.c. artt. 1362, 2721, 2722, 2725) [1] I limiti legali di ammissibilità della prova orale non operano allorché la stessa sia diretta non già a contestare il contenuto di un documento ma a renderne esplicito il significato. CASO [1] Il provvedimento in epigrafe rappresenta l’attuale, anche se non definitivo (visto il disposto rinvio della causa al giudice di merito), punto d’arrivo del giudizio instaurato dai promissari acquirenti di un appartamento contro i promittenti venditori e il mediatore al fine di sentirne pronunciare la condanna,…

ESECUZIONE FORZATA

Il debitore esecutato è litisconsorte necessario nel procedimento di accertamento dell’obbligo del terzo ex art. 549 c.p.c.

Cassazione civile, sesta sez., ordinanza interlocutoria, 20 maggio 2020, n. 9267; Pres. Frasca; Rel. D’Arrigo. Nel giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo pignorato regolato dall’art. 549 c.p.c. così come modificato dal D.L. 27 giugno 2015, n. 83, art. 13, comma 1, lett. m-ter), convertito con modifiche dalla legge di conversione L. 6 agosto 2015, n. 132, il contraddittorio deve essere assicurato anche nei confronti del debitore esecutato, il quale è litisconsorte necessario anche nell’eventuale opposizione ex art. 617 c.p.c., proposta ai sensi della seconda parte dello stesso art. 549 c.p.c., e nel successivo ricorso straordinario per cassazione. CASO Il creditore F.A.A. procedeva ad esecuzione forzata nei confronti del debitore M.A., che doveva al primo circa € 40.000,00 per canoni di…

RESPONSABILITÀ CIVILE

Danno da fumo attivo: nessun risarcimento al fumatore incallito

Cass. civ., sez. III, sent. 21 gennaio 2020, n. 1165– Pres. Travaglino – Rel. Guizzi Responsabilità civile – Nesso di causalità – Concorso del fatto colposo del danneggiato. (art. 1227 c.c.; 2043 c.c.; 2050 c.c.) [1] In tema di responsabilità civile, in relazione alla fattispecie dei c.d. “danni da fumo attivo”, nella valutazione della sussistenza del nesso causale, necessario ai fini della esistenza della responsabilità risarcitoria tanto ex art. 2043 c.c., quanto ex art. 2050 c.c., a carico del produttore di sigarette, in applicazione del principio della “causa prossima di rilievo”, costituito in tali casi da un atto di volizione libero, consapevole ed autonomo di soggetto dotato di capacità di agire, quale, appunto, la scelta di fumare nonostante la notoria…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

Difetto relativo cappotto termico: vizio e difetto grave dell’opera

Corte di Cassazione, sezione II, ordinanza 4.09.2019 n. 22093, Presidente F. Manna, relatore dott. Antonio Scarpa “La gravità di un difetto, agli effetti dell’art. 1669 c.c., è correlata alle conseguenze che da esso siano derivate o possano derivare, e non dipende, pertanto, dalla sua isolata consistenza obiettiva, né è perciò esclusa ex se dalla modesta entità, in rapporto all’intera costruzione, del singolo elemento che ne sia affetto. Questa Corte ha così costantemente spiegato che configurano gravi difetti dell’edificio, a norma dell’art. 1669 c.c., anche le carenze costruttive dell’opera che pregiudicano o menomano in modo grave il normale godimento e/o la funzionalità e/o l’abitabilità della medesima, come allorché la realizzazione è avvenuta con materiali inidonei e/o non a regola d’arte ed…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Figli dichiarati adottabili se i genitori non sono in grado offrire loro un progetto di vita

Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza 12 giugno 2020, n. 11342 Stato di abbandono e dichiarazione di adottabilità dei minori Artt. 1, 8 legge n. 184/1993 Il diritto dei minori a crescere nella loro famiglia di origine, non esclude la pronuncia di dichiarazione di adottabilità quando, nonostante l’impegno del genitore per superare le proprie difficoltà personali e genitoriali, non sia in grado di predisporre un progetto di vita per i figli e non sia possibile prevedere il recupero delle capacità genitoriali in tempi compatitili con l’esigenza dei minori. CASO Due minori sono dichiarati adottabili dal tribunale minorile e la Corte d’Appello di L’Aquila respinge gli appelli dei genitori. La decisione viene presa sul presupposto dell’assoluta carenza di una progettualità…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

In assenza di nomina di un custode il diritto di voto relativo alla quota pignorata di una S.r.l. rimane in capo al socio debitore

Tribunale di Bologna, Sezione Specializzata in materia di Impresa, sentenza n. 32 del 7 gennaio 2020 Parole chiave: pignoramento quota – sequestro quota – custodia – diritto di voto – società a responsabilità limitata – Massima: “L’unica norma che può offrire una soluzione equilibrata alla lacuna normativa di cui all’art. 2471 c.c., in merito al diritto di voto relativo ad una quota di S.r.l. pignorata, è l’art. 559 c.p.c., che consente di contemperare l’interesse del debitore e quello del creditore. Il primo, titolare dei diritti sul bene pignorato, diviene, in seguito al pignoramento, e in virtù della legge, custode del bene, mentre al creditore è consentito di prospettare al giudice la inopportunità di tale custodia, ed ottenere di conseguenza la…

CRISI DI IMPRESA

Procedimento prefallimentare: il custode dei beni della società soggetti a sequestro disposto in sede civile non è litisconsorte necessario nel procedimento volto alla dichiarazione di fallimento

Cassazione, ord. 11 giugno 2020, n. 11254 Parole chiave Fallimento – procedura prefallimentare – sequestro – litisconsorzio – custode giudiziario – cessione di ramo d’azienda – stato di insolvenza Massima L’assoggettabilità a fallimento delle società costituite secondo le norme del codice civile e che esercitano un’attività commerciale presuppone lo stato di insolvenza e non è subordinata all’effettivo esercizio di tale attività. Quale conseguenza, il Custode giudiziario dei beni della società sottoposti a sequestro non è litisconsorte necessario del procedimento prefallimentare, anche nel caso in cui gli siano affidati i compiti di amministratore. Riferimenti normativi Art. 102 c.p.c. – art. 99 c.p.c. – art. 2908 c.c. – 24 Cost. -art. 5 L.F. – art. 676 c.p.c. – art. 608 c.p.c. –…

DIRITTO BANCARIO

Illegittima segnalazione alla Centrale dei rischi: danno patrimoniale e perdita di chance

Il soggetto che assume l’illegittimità della segnalazione “a sofferenza” del proprio nominativo alla Centrale dei rischi deve fornire la prova di avere subìto, in conseguenza di ciò, un concreto pregiudizio. Nel danno patrimoniale è lamentata la lesione di un diritto soggettivo riveniente dalla illegittima segnalazione: ad es., impossibilità di accedere a delle nuove linee di credito – pregiudizio talora ricondotto nell’alveo dell’art. art. 41 Cost. (diritto di iniziativa economica privata) – e/o revoca delle concessioni dei crediti esistenti. Il considerando 4 del Regolamento UE 2016/679 contempla all’interno dei diritti fondamentali della persona la libertà d’impresa, con diritto al risarcimento del danno in caso di sua violazione. Nel momento in cui si ritiene sussistere una responsabilità della banca, il soggetto erroneamente…

COMPETENZE E ORGANIZZAZIONE DELLO STUDIO

Nemici-amici: studi controparti, fronte comune per una comunicazione efficace

In genere gli studi legali sono avvezzi a guardarsi a distanza come controparti di un’operazione. Ma entrando nel campo della comunicazione, se questo pensiero venisse stravolto e si considerasse la controparte come un alleato, al fine di pianificare una strategia mediatica più efficace e completa, il risultato potrebbe essere sorprendente. Quando si conclude un’operazione, nel momento in cui le parti appongono l’ultima firma che definisce il termine della consulenza legale o fiscale, proprio in quel momento scatta la corsa degli advisor a conquistare la miglior posizione nelle riprese mediatiche. Tutti fanno pressione per essere citati nel titolo ed essere menzionati per primi, oltre a richiedere di allegare, e fare in modo che sia pubblicata, la propria foto. Ma non sempre…

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