4 Febbraio 2020

DIRITTO BANCARIO

L’ammissione al passivo fallimentare del credito della banca da conto corrente e il problema della data certa

In caso di procedure concorsuali, fra i creditori che cercano soddisfazione rientrano tipicamente le banche. Gli istituti di credito possono vantare crediti da finanziamento non onorati (mutui e leasing) oppure crediti da esposizioni debitorie in conto corrente. Quale che sia l’origine del credito, in caso di dichiarazione di fallimento del debitore è necessario per la banca presentare domanda di ammissione al passivo, pena la perdita definitiva del proprio credito. Il creditore deve presentare domanda di ammissione al passivo e, a questo riguardo, l’art. 93 comma 6 legge fallimentare stabilisce che “al ricorso sono allegati i documenti dimostrativi del diritto del creditore”. Nel caso di chiusura di un conto corrente in rosso, quali sono allora i documenti che la banca creditrice…

IMPUGNAZIONI

Sulla revocazione per dolo processuale ex art. 395, n. 1, c.p.c.

Cass., ord., 20 gennaio 2020, n. 1102 Pres. Campanile – Rel. Lamorgese [1] Impugnazioni civili – Revocazione straordinaria ai sensi dell’art. 395, n. 1, c.p.c. – Termine – Decorso dalla scoperta della fattispecie di dolo affettante la sentenza – Circostanze determinanti la scoperta del vizio – Accertamento insindacabile in cassazione (C.p.c. artt. 326, 395) [1] La scoperta del dolo di una parte in danno dell’altro, quale evento idoneo ad innescare il decorso del termine per proporre la revocazione straordinaria ai sensi dell’art. 395, n. 1, c.p.c., costituisce oggetto di un accertamento di fatto che è riservato ai giudici di merito, il cui convincimento non è censurabile per cassazione. [2] Impugnazioni civili – Revocazione straordinaria ai sensi dell’art. 395, n. 1,…

ESECUZIONE FORZATA

Nella conversione del pignoramento si tiene conto dei creditori intervenuti anche successivamente all’istanza del debitore, ma prima dell’udienza fissata per l’ammissione del debitore alla conversione

Cassazione civile, sesta sez., ordinanza del 13 gennaio 2020, n. 411; Pres. Frasca; Rel. D’Arrigo Nella determinazione delle somme dovute per la conversione del pignoramento, si deve tenere conto anche dei creditori intervenuti successivamente all’istanza, fino all’udienza in cui il giudice provvede (ovvero si riserva di provvedere) sulla stessa con l’ordinanza di cui dell’art. 495, comma 3, c.p.c. Caso In data 26 settembre 2014 il debitore esecutato C.F. faceva richiesta di conversione del pignoramento ai sensi dell’art. 495 c.p.c. Il Giudice dell’esecuzione fissava l’udienza del 27 novembre 2014 per provvedere sull’istanza. Nel frattempo, in data 31 ottobre 2014, Italfondiario s.p.a. interveniva nel processo esecutivo. Il Giudice dell’esecuzione, provvedendo ex art. 495, co. 3, c.p.c., determinava le somme dovute per la…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Preliminare di compravendita e pericolo di evizione

Cass. civ., sez. II, 29 novembre 2019, n. 31314 – Pres. San Giorgio – Rel. Carbone Parole chiave: Contratto preliminare – Trascrizione di domanda giudiziale – Pericolo di evizione – Sussistenza – Rifiuto del promissario acquirente di stipulare il contratto definitivo – Legittimità  Massima: Nel preliminare di compravendita, in applicazione analogica dell’art. 1481 c.c., il promissario acquirente può rifiutarsi di addivenire alla stipula del definitivo qualora sussista un pericolo concreto e attuale di evizione del bene promesso, anche se tale pericolo non sia stato determinato da colpa del promittente venditore. Disposizioni applicate: cod. civ., artt. 1351, 1460, 1481. Caso Il 25 novembre 2005 veniva concluso un contratto preliminare di compravendita avente per oggetto un’unità abitativa facente parte di un complesso…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Azione possessoria del condominio per immissione di fumi e odori nei confronti del conduttore di un immobile

Tribunale Civile di Milano, Sez. 4^, 20.11.2019 n.5424, estensore dott.ssa M. Andretta Condominio – attribuzioni dell’amministratore – manutenzione nel possesso – parti comuni –art.1130, n. e 4;  1170 c.c.; 669 ter e 703 cpc. “Sussiste la legittimazione in giudizio del ricorrente all’esercizio dell’azione possessoria in esame, TRATTANDOSI DI AZIONE VOLTA ALLA CONSERVAZIONE DI UN BENE COMUNE ED AL RISPETTO DEL REGOLAMENTO CONDOMINIALE e, dunque, rientrante nelle attribuzioni dell’amministratore condominiale (art.1130, nn.1 e 4 c.c.).” Caso A causa dell’apertura di un esercizio commerciale presso uno stabile condominiale da parte di un conduttore per lo svolgimento di attività di ristorazione senza somministrazione, con preparazione di cibi da asporto, veniva a crearsi una situazione di generale intollerabilità di utilizzo del cortile comune da…

DIRITTO SUCCESSORIO E DONAZIONI

Il legato in sostituzione di legittima avente ad oggetto l’usufrutto universale

Cass. civ. Sez. II, Sentenza, 19 novembre 2019, n. 30082 Presidente – CAMPANILE, Relatore GIANNACCARI Legittimari – Legato – Legato in sostituzione di legittima – Testamento (C.c., artt. 551, 536 ss.) Al fine della configurabilità del legato in sostituzione di legittima, occorre che dal complessivo contenuto delle disposizioni testamentarie risulti l’inequivoca volontà del “de cuius” di tacitare il legittimario con l’attribuzione di determinati beni, precludendogli la possibilità di mantenere il legato e di attaccare le altre disposizioni per far valere la riserva, laddove, in difetto di tale volontà, il legato deve ritenersi “in conto” di legittima. (In applicazione dell’enunciato principio, la S.C. ha condiviso la decisione della corte territoriale, che aveva individuato nella scheda testamentaria due simultanee istituzioni: un legato…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

I requisiti della società di fatto e la prova per dimostrarne l’esistenza secondo la giurisprudenza di merito

Corte d’Appello di Firenze, Sez. II, Sentenza del 19 gennaio 2017 Parole chiave: società di fatto – contratto sociale – scopo comune – affectio societatis Massima: “La società di fatto può sorgere in base ad una intesa verbale oppure ad un semplice comportamento concludente il quale sia idoneo a dimostrare l’intento delle parti di stipulare un accordo per l’esercizio collettivo di un’attività imprenditoriale. Essa, inoltre, come ogni altra società, è dotata di soggettività giuridica, da ciò consegue che alla medesima sono riconducibili posizioni giuridiche attive e passive, crediti e debiti, diritti ed obblighi. Tuttavia, non essendo prevista per questo tipo di società l’iscrizione – avente natura costitutiva – nel registro delle imprese, ad essa non è attribuibile il carattere della…

CRISI DI IMPRESA

Estendibilità del fallimento alla holding personale di fatto

Tribunale di Vicenza, 21.1.2020 – Est. G. Limitone – Pres. G. Campo Parole chiave: fallimento – eterodirezione – holding – estensione del fallimento Massima: Non può dirsi integrato un fenomeno di holding quando non vi sia prova del completo assoggettamento alla volontà dell’holder da parte degli organi sociali (amministratori ed assemblea) delle controllate di fatto, le quali, nel caso che occupa, non sembrano essere dei semplici prestanome o comunque dei meri figuranti, come dovrebbe essere nel caso della holding. Disposizioni applicate: 1 L. Fall. – 146 L.F. – 2497 c.c. Il Tribunale di Vicenza attraverso il decreto 16.1.2020 (pubbl. il 21.1.2020), affronta nuovamente la delicata ed annosa questione della fallibilità per estensione della società di fatto capogruppo, così come individuata…

DIRITTO BANCARIO

Conto corrente bancario e decesso del correntista

 L’apertura della successione comporta l’estinzione del conto corrente bancario o la successione degli eredi nel rapporto contrattuale? Un primo orientamento propende per ritenere che il rapporto di conto corrente bancario prosegua anche dopo la morte del correntista, succedendovi gli eredi (che, ovviamente, abbiano accettato l’eredità, sic et simpliciter o con beneficio di inventario) (ABF Roma n. 7619/2018). Un secondo indirizzo, qualificato il contratto di conto corrente bancario come un contratto innominato misto – costituito da concorrenti elementi di diversi negozi tipici, con prevalenza delle prestazioni tipiche del contratto di mandato –, sostiene l’applicabilità dell’art. 1722, 1° comma, n. 4) c.c., che prevede l’estinzione del mandato in seguito alla morte del mandante (ABF Milano n. 14866/2019, n. 9469/2019, n. 1931/2014). Anche…

DIRITTO DEL LAVORO

Risarcimento del lavoratore in somministrazione in caso di licenziamento illegittimo

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 11 novembre 2019, n. 29105 Licenziamento – Somministrazione di lavoro – Illegittimità licenziamento – Ripristino status quo ante Massima Il lavoratore in somministrazione va risarcito in base alla retribuzione percepita presso l’utilizzatore se il licenziamento intimatogli è illegittimo. È escluso che il calcolo del risarcimento possa venir effettuato sulla base dell’applicazione dell’indennità di disponibilità poiché il ristoro deve ripristinare lo status quo ante rappresentato dallo svolgimento dell’effettiva attività. Commento Con la pronuncia in commento la Corte di Cassazione è intervenuta su un tema da tempo oggetto di dibattito, ovvero il criterio utile a parametrare e calcolare l’indennità risarcitoria di cui all’art. 18 L. 300/1970 nei casi in cui il licenziamento irrogato a seguito della procedura prevista…

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