21 Gennaio 2020

ESECUZIONE FORZATA

La tutela dell’abitazione del debitore: l’evoluzione normativa dal Codice della crisi e dell’insolvenza al processo esecutivo immobiliare – I parte

Uno sguardo all’attuale normativa concorsuale La tutela della casa di abitazione del debitore, nel corso degli anni, anche alla luce della persistente crisi economica, ha indotto il legislatore ad introdurre nell’ordinamento dei contributi normativi atti a salvaguardare il soggetto che, considerato più debole dall’ordinamento, subisce l’espropriazione della propria abitazione. Con l’avvento della L. 3/2012 e con le modifiche alla legge fallimentare intervenute nel 2006, è stata regolamentata la vendita dell’abitazione del debitore soggetto a procedure concorsuali nel rispetto e nei limiti della tutela degli interessi dei creditori. L’art. 47 c. 2 lf dispone che “la casa di proprietà del fallito, nei limiti in cui è necessaria all’abitazione di lui e della sua famiglia, non può essere distratta da tale uso…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Alcuni chiarimenti sul rilievo in giudizio dell’eccezione di prescrizione estintiva

Cass., sez. III, 12 dicembre 2019, n. 32485, Pres. Amendola – Est. Guizzi [1] Prescrizione estintiva – Dies a quo – Rilievo d’ufficio – Condizioni (art. 101, 112 c.p.c.). La riserva alla parte del potere di sollevare l’eccezione di prescrizione estintiva implica che ad essa sia fatto onere soltanto di allegare l’inerzia del titolare del diritto fatto valere in giudizio e di manifestare la volontà di profittare dell’effetto estintivo, non anche di indicare direttamente o indirettamente le norme applicabili al caso di specie, l’identificazione delle quali spetta al potere-dovere del giudice, al cui rilievo officioso – sebbene previa attivazione del contraddittorio sulla relativa questione – spetta l’individuazione di una norma di previsione di un termine diverso. CASO [1] Alcuni soggetti,…

ESECUZIONE FORZATA

Il regime di impugnazione del provvedimento che dichiara l’inammissibilità del ricorso per consulenza tecnica preventiva ex art. 696 bis c.p.c., condannando la parte ricorrente alle spese

Cassazione civile sez. III – 26/09/2019, n. 23976; Pres. Amendola; Rel. Scrima Consulenza tecnica preventiva – Inammissibilità del ricorso – Condanna alle spese – Ricorso per cassazione – Inammissibile – Reclamo al collegio ex art. 669 terdecies  c.p.c. – Ammissibilità (Cost. art. 111, comma 7; c.p.c. artt. 696, 696 bis, 669 septies, 669 terdecies, 669 quaterdecies). In materia di procedimento di consulenza tecnica preventiva ex art. 696 bis c.p.c., il mancato accoglimento dell’istanza è reclamabile anche in relazione alla sola statuizione sulle spese processuali, ma non è impugnabile con ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111, comma 7, Cost., trattandosi di provvedimento privo, anche con riferimento alle disposizioni sulle spese, dei caratteri della definitività e della decisorietà. CASO R.F. e…

RESPONSABILITÀ CIVILE

Paziente danneggiata da dosi eccessive di irradiazione della terapia radiante e risarcimento del danno da mancato consenso informato

Cass. civ., Sez. III, 11 novembre 2019, n. 28985, sent. – Pres. Travaglino – Rel. Olivieri Responsabilità civile – Violazione dell’obbligo di informazione da parte del medico – Conseguenze dannose – Lesione dei diritti della salute e all’autodeterminazione – Configurabilità – Condizioni. [1] La violazione, da parte del medico, del dovere di informare il paziente può causare due diversi tipi di danni: un danno alla salute, quando sia ragionevole ritenere che il paziente, se correttamente informato, avrebbe rifiutato di sottoporsi all’intervento (per non subirne le conseguenze invalidanti); un danno da lesione del diritto all’autodeterminazione, se, a causa del deficit informativo, il paziente abbia subìto un pregiudizio, patrimoniale oppure non patrimoniale diverso dalla lesione del diritto alla salute. CASO [1] Una…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Questioni applicative in materia di supercondominio

Corte d’Appello di Milano, sezione III civile, sentenza n. 5857 del 31 dicembre 2018 Condominio – impugnazione delibere assembleari per errata ripartizione spese condominiali – sussistenza fattispecie del supercondominio – costituzione ipso iure et facto – verifica esclusione risultante dal titolo, dal regolamento contrattuale o da valida delibera assembleare – criterio di ripartizione spese supercondominiali (millesimi supercondominiali) – invalidità delibere assembleari. Riferimenti normativi: art. 1117 c.c. – art. 1117 bis c.c. – art. 1123 c.c. – art. 1136 c.c. –artt. 61-67-69 disp. att. c.c. “… Costituisce principio ormai consolidato che, “al pari del condominio negli edifici, regolato dagli art. 1117 e segg. c.c., anche il c.d. supercondominio viene in essere ipso iure et facto, se il titolo non dispone altrimenti,…

DIRITTO SUCCESSORIO E DONAZIONI

Intestazione di partecipazioni societarie, donazione indiretta ed oneri formali: il pericolo del limitarsi alla lettura delle sole massime giurisprudenziali

Cassazione, ordinanza 5 agosto 2019, n. 20888, sez. I civile DONAZIONE – INDIRETTA – IN GENERE Donazione di denaro finalizzata all’acquisto di partecipazioni societarie – Oneri di forma – Donazione indiretta – Configurabilità – Conseguenze. Non ricorre il vizio del negozio di donazione per difetto della forma pubblica quando intervenga la cessione di una quota societaria mediante un’apparente vendita, ma in realtà a titolo gratuito, potendo piuttosto ricorrere un’ipotesi di donazione indiretta, che però non esige requisiti formali; nella donazione indiretta, infatti, la liberalità si opera, anziché attraverso il negozio tipico di donazione, mediante il compimento di un atto che, pur conservando la forma e la causa ad esso propria, realizza in via mediata l’effetto dell’arricchimento del destinatario, sicché l’intenzione…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

Azione di responsabilità: spetta agli amministratori l’onere di dimostrare la non imputabilità del fatto dannoso

Tribunale di Bologna, sezione specializzata in materia di imprese, Sentenza n. 2152 del 2018 Parole chiave: azione di responsabilità – onere della prova – diligenza – amministratore – sindaci – danno Massima: “In tema di azione di responsabilità degli amministratori di una società, grava sull’attore l’onere di dimostrare la sussistenza delle violazioni agli obblighi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo, oltre agli elementi costitutivi della domanda risarcitoria quali il nesso di causalità e il danno verificatosi; mentre incombe sugli amministratori l’onere di dimostrare la non imputabilità del fatto dannoso, fornendo la prova positiva, con riferimento agli addebiti contestati, dell’osservanza dei doveri e dell’adempimento degli obblighi a loro imposti”. Disposizioni applicate: artt. 2393, 2394, 2407, 2476, 2485, 2486 c.c.; art. 146…

CRISI DI IMPRESA

Falcidiabile l’Iva anche nelle procedure di sovraindebitamento

Sentenza Corte Costituzionale, 22 ottobre 2019, n. 245/19, depositata il 29 novembre 2019 Parole chiave Crisi da sovraindebitamento– ammissibilità della riduzione dell’Iva – questione di legittimità costituzionale Massima L’art. 7, comma 1, Legge n. 3/2012, che vieta la falcidia dell’Iva, consentendone unicamente la dilazione del pagamento, contrasta con il principio di uguaglianza di cui all’art.3 Cost. Disposizioni applicate art. 7, comma 1, Legge n. 3/2012, art. 3 Cost. La sentenza in commento è stata pronunciata dalla Corte Costituzionale nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 7 comma 1, terzo periodo, Legge 27 gennaio 2012, n. 3, promossa dal Tribunale di Udine con riferimento agli art. 3 e 97 Cost., in un giudizio avente ad oggetto un ricorso per l’omologa di un…

DIRITTO BANCARIO

Mancata produzione dei decreti ministeriali di rilevazione del tasso soglia usura: inammissibile la CTU

Il CTU « non può avvalersi, per la formazione del suo parere, di documenti non prodotti dalle parti nei tempi e modi permessi dalla scansione processuale, pena l’inutilizzabilità, per il giudice, delle conclusioni del consulente fondate sugli stessi » (nei termini Cass. n. 18770/2016 e Cass. n. 27776/2019; con espresso riferimento alle conseguenze della mancata produzione dei decreti trimestrali di rilevazione del tasso soglia usura, ex multis Cass., Sez. Un., n. 9441/2009; Cass. n. 2543/2019). La mancata produzione dei decreti trimestrali di rilevazione del tasso soglia usura determina la sostanziale indecidibilità della causa in riferimento alla asserita usurarietà dei tassi di interesse; diversamente opinando, l’elaborato contabile assume una inammissibile natura esplorativa. Di questo tenore sono le conclusioni della giurisprudenza di…

DIRITTO DEL LAVORO

Mansioni e scelte imprenditoriali

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 14 novembre 2019, n. 29626 Difformità mansioni – Riconversione e ristrutturazione aziendale – Livello retributivo – Art. 2103 c.c. Massima L’art. 2103 c.c. sulla disciplina delle mansioni e sul divieto di declassamento va interpretato alla stregua del bilanciamento del diritto del datore di lavoro a perseguire un’organizzazione aziendale produttiva ed efficiente e quello del lavoratore al mantenimento del posto, con la conseguenza che, nei casi di sopravvenute e legittime scelte imprenditoriali, comportanti, tra l’altro, interventi di ristrutturazione aziendale, l’adibizione del lavoratore a mansioni diverse, anche inferiori, a quelle precedentemente svolte senza modifica del livello retributivo, non si pone in contrasto con il dettato del codice civile. Commento Nel caso de quo, il Giudice di prime cure,…

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