5 Gennaio 2020

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

L’efficacia del decreto ingiuntivo non opposto ai fini dell’ammissione al passivo del fallimento

Abstract: Il presente focus intende sintetizzare e analizzare il dibattito sorto in merito all’efficacia del decreto ingiuntivo non opposto nella procedura concorsuale: all’orientamento tradizionale della giurisprudenza fondato sull’art 647 c.p.c., la dottrina ha recentemente contrapposto una diversa soluzione fondata sull’interpretazione sistematica dell’art 645 c.p.c. Dibattuto in dottrina e giurisprudenza è il tema dell’efficacia del decreto ingiuntivo non opposto. Sul punto si sono contrapposti i distinti orientamenti della giurisprudenza e della dottrina. Quanto all’orientamento pretorio, la giurisprudenza di legittimità afferma che, nel caso di mancata opposizione a decreto ingiuntivo, lo stesso acquisti efficacia ai fini dell’opponibilità al fallimento (in modo da costituire titolo inoppugnabile per l’ammissione al passivo) solo nel momento in cui il giudice, dopo averne controllato la ritualità della…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

Applicabile il termine ex art. 392 c.p.c. alla riassunzione della causa restituita al giudice di primo grado dopo la cassazione dell’erroneo diniego di giurisdizione in cui il giudice sia incorso

Cass., sent., 14 novembre 2019, n. 29623 Pres. Napoletano – Rel. Bellè Impugnazioni civili – Erroneo diniego di giurisdizione da parte del giudice di primo grado – Rilievo del vizio in cassazione – Rimessione della causa al primo giudice – Riassunzione della causa – Termine applicabile (C.p.c. artt. 50, 353, 367, 383, 392; L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 59) [1] La riassunzione del processo di primo grado conseguente all’affermazione della competenza giurisdizionale dell’A.G.O., denegata nei gradi di merito e fatta dalla Corte di Cassazione in seguito a ricorso ordinario per motivo attinente alla giurisdizione, va effettuata nel termine previsto in via generale dall’art. 392 c.p.c., secondo la misura di esso ratione temporis stabilita, e non nel termine di…

ESECUZIONE FORZATA

Processo esecutivo e ne bis in idem: la Cassazione chiarisce quando un’esecuzione forzata può dirsi conclusa e quando è, invece, possibile procedere nuovamente in executivis

Cass. civ. sez. III, 13 novembre 2019, n. 29347, Pres. De Stefano, Rel. Tatangelo Esecuzione forzata – Ne bis in idem – Obbligo di fare – Irretrattabilità dei risultati processo esecutivo MASSIMA Il processo esecutivo definito può dar luogo alla cd. irretrattabilità dei suoi risultati (e, di conseguenza, all’applicazione del cd. principio del ne bis in idem) esclusivamente laddove esso si sia concluso con l’attuazione concreta dell’obbligo posto in esecuzione, secondo la conformazione ad esso data in sede esecutiva; quindi: trattandosi di espropriazione, con l’attribuzione al creditore del ricavato della vendita a totale soddisfazione del suo credito; trattandosi di obblighi di fare, con l’attuazione materiale dell’obbligo contenuto nel titolo, secondo le modalità concrete disposte dal giudice dell’esecuzione; trattandosi di obblighi…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Inadempimento del preliminare che non fissa il termine per la stipula del contratto definitivo

Cass. civ., sez. II, 23 agosto 2019, n. 21647 – Pres. Manna – Rel. Gorjan  Parole chiave: Contratto preliminare – Mancata fissazione del termine per la stipula del contratto definitivo – Inadempimento – Necessità di ricorrere al giudice per la fissazione del termine di adempimento – Insussistenza [1] Massima: Se il contratto preliminare non stabilisce il termine per la stipula del contratto definitivo, per accertare l’inadempimento di una parte non è sempre necessario chiedere al giudice di fissare il termine ai sensi dell’art. 1183, comma 2, c.c., dovendosi valutare se il tempo trascorso tra la conclusione del preliminare e la richiesta di adempimento è oggettivamente congruo in relazione al caso specifico. Disposizioni applicate: cod. civ., artt. 1183, 1351, 1454, 2932….

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Destinazione d’uso: una fattispecie insidiosa per i proprietari privati

Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 27 giugno 2019 n. 4423 Proprietà e condominio – edilizia e urbanistica – piano c.d. “pilotis”, sito presso il condominio, adibito a parcheggio pubblico – frazionamento del piano – mutamento della destinazione d’uso: trasformazione edilizia (da pubblica a privata) dell’area – obbligo del permesso di costruire – conseguente ordine di demolizione/rimozione delle opere abusive. Riferimenti normativi: art. 10 e art. 46 D.P.R. 06/06/2001 n. 380 (Testo Unico dell’edilizia) “… va ricordato che secondo la giurisprudenza – per tutte, C.d.S. sez. VI 7 maggio 2018 n. 2707 – costituisce intervento soggetto a permesso di costruire la semplice realizzazione di un parcheggio su un terreno in precedenza libero, perché esso comporta un aumento del carico urbanistico….

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Negata l’adozione alla zia residente all’estero che non ha un rapporto significativo con la nipote

Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza n. 31672 del 4 dicembre 2019    Dichiarazione di adottabilità – adozione o affidamento ai parenti entro il quarto grado (L. n. 184 del 1983, artt. 1, 4, 8, 12 e 15) Lo stato di abbandono dei minori non può essere escluso in conseguenza della disponibilità, manifestata da parenti entro il quarto grado, di prendersi cura di loro, quando non sussistano rapporti significativi pregressi tra parenti e i bambini. Non è sufficiente il mero intervento in giudizio da parte degli zii e il loro concreto interesse manifestato nel voler accudire il nipote. Sono rilevanti anche la mancanza di coesione familiare e la solidità dei rapporti con i genitori del bambino. Caso La Corte di…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La postergazione dei finanziamenti dei soci ex art. 2467 c.c. si applica anche alle S.p.A.

Tribunale di Bologna, Sezione specializzata in materia di imprese, Sentenza n. 265 del 31 gennaio 2019 Parole chiave: finanziamento del socio – postergazione – società per azioni – Massima: “Il disposto dell’art. 2467 c.c. che prevede nelle S.r.l. la postergazione del rimborso del finanziamento del socio prestato in situazioni che avrebbero richiesto un conferimento è estensibile anche ad altri tipi di società di capitali, quali le S.p.A., perché la “ratio” della norma consiste nel contrastare i fenomeni di sottocapitalizzazione nominale delle società “chiuse”. Tale disciplina deve quindi trovare applicazione anche al finanziamento del socio di una S.p.A., qualora le condizioni della società siano a quest’ultimo note, per lo specifico assetto dell’ente (qualora sia di modeste dimensioni o caratterizzato da una…

CRISI DI IMPRESA

Contenuto della domanda di ammissione a passivo fallimentare – Ipotesi di declaratoria di nullità

Cass. civ. Sez. I, Sent. 4 settembre 2019, n. 22080, Pres. Genovese – Relatore Dolmetta Parole chiave: Domanda di ammissione a passivo fallimentare – mancata ammissione del credito per sua inammissibilità – sufficienza dell’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto. Massima: nella valutazione del grado di incertezza della domanda di insinuazione al passivo fallimentare non può prescindersi dalla natura del relativo oggetto e dalla relazione in cui, con esso, si trovi eventualmente la controparte.  Riferimenti normativi: artt. 93, 96 e 99 Legge Fallimentare. Caso: Una domanda di ammissione allo stato passivo di una Amministrazione Straordinaria non ha trovato accoglimento, ai sensi dell’art. 93, comma 3, numero 3 in quanto “non contiene alcuna esposizione dei fatti e degli elementi di…

DIRITTO BANCARIO

La CTU contabile nel contenzioso bancario

 Nel contenzioso bancario un ruolo essenziale è svolto dalla consulenza tecnica d’ufficio. Come risaputo, anche nell’ambito di un giudizio avente ad oggetto un contratto bancario, le prove (ad es. il contratto di finanziamento, gli estratti conto, i Decreti trimestrali ministeriali di rilevazione del tasso soglia usura) devono essere articolate e fornite dalle parti: la consulenza tecnica d’ufficio è solo uno strumento di migliore valutazione del materiale probatorio già acquisito al processo. Al riguardo, la recente Cass. n. 27776/2019 ha operato una snella ricapitolazione dei principi di diritto che disciplinano le consulenze tecniche d’ufficio, sintetizzabile come segue: – la consulenza tecnica d’ufficio ha la funzione di offrire al giudice l’ausilio delle specifiche conoscenze tecnico scientifiche che si rendono necessarie al fine…

DIRITTO DEL LAVORO

Onere della prova nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 1° ottobre 2019, n. 24491 Licenziamento – giustificato motivo oggettivo – utile ricollocazione del dipendente – anche con mansioni inferiori – onere della prova gravante sul datore Massima Grava sul datore di lavoro, in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo per la soppressione del posto di lavoro cui era addetto il lavoratore, l’onere di provare in giudizio che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa per l’espletamento di mansioni equivalenti, ma anche, in attuazione del principio di correttezza e buona fede, di aver prospettato al dipendente, senza ottenerne il consenso, la possibilità di un reimpiego in mansioni inferiori rientranti nel suo bagaglio professionale; ciò in quanto la soppressione…

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