26 Novembre 2019

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I vizi della cosa venduta e gli effetti della garanzia

Cass. civ. Sez. 2^, 5.4.2016 n.6596, relatore A. Scarpa. “In tema di compravendita il vizio redibitorio (art. 1490 cc) e la mancanza di qualità promesse o essenziali (art. 1497 cc), pur presupponendo l’appartenenza della cosa al genere pattuito, si differenziano in quanto il primo riguarda le imperfezioni e i difetti inerenti il processo di produzione, fabbricazione, formazione e conservazione della cosa, mentre la seconda è inerente alla natura del bene e concerne tutti glie elementi essenziali e sostanziali che influiscono, nell’ambito di un medesimo genere, sull’appartenenza ad una specie piuttosto che a un’altra; entrambe le ipotesi differiscono dalla consegna aliud pro alio, che si ha quando la cosa venduta appartenga ad un genere del tutto diverso o presenti difetti che…

IMPUGNAZIONI

È esclusa la ricorrenza dell’errore revocatorio ex art. 395, n. 4), c.p.c. quando il vizio sia frutto dell’attività valutativa del giudice

Cass., sez. V, 22 ottobre 2019, n. 26890, Pres. Virgilio – Est. Putaturo Donati Viscido di Nocera [1] Revocazione – Errore di fatto – Nozione – Fattispecie (Cod. proc. civ., art. 395). L’errore di fatto previsto dall’art. 395, n. 4, c.p.c., idoneo a costituire motivo di revocazione, consiste in una falsa percezione della realtà o in una svista materiale che abbia portato ad affermare o supporre l’esistenza di un fatto decisivo incontestabilmente escluso oppure l’inesistenza di un fatto positivamente accertato dagli atti o documenti di causa, purché non cada su un punto controverso e non attenga a un’errata valutazione delle risultanze processuali. (Nella specie, la S.C. ha escluso che costituisca vizio revocatorio l’errata lettura del contenuto di fonti convenzionali regolatrici…

ESECUZIONE FORZATA

Locazione dell’immobile pignorato inopponibile alla procedura, azione del custode per il pagamento dell’indennità di occupazione sine titulo e opponibilità del pagamento dei canoni effettuato in buona fede dall’occupante al debitore esecutato

Corte di cassazione, Sez. III, sent. 21 giugno – 14 novembre 2019, n. 29491 Pres. Amendola, Rel. Gorgoni. La locazione non autorizzata dal giudice dell’esecuzione è inopponibile alla procedura e il custode è legittimato a richiedere l’indennità per l’occupazione sine titulo o comunque la differenza tra questa, ove maggiore, e quanto già corrisposto al locatore a titolo di canoni di locazione; peraltro, è opponibile alla massa dei creditori il pagamento dei canoni locatizi eseguito in buona fede dall’occupante dell’immobile, che non può essere costretto a pagare due volte per lo stesso titolo. CASO Tizio, custode giudiziario di beni staggiti nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare, evocava in giudizio dinanzi al Tribunale di Salerno Caia, per sentir dichiarare l’inefficacia e l’inopponibilità…

OBBLIGAZIONI E CONTRATTI

Violazione degli obblighi informativi a carico dell’intermediario finanziario: risoluzione per inadempimento dell’ordine di investimento

App. Venezia Sent., 18/06/2019, n. 2550, Pres. Bazzo, Est. Valle Obblighi informativi intermediari finanziari – Adeguatezza e appropriatezza dell’operazione –  Onere della prova – Risoluzione per inadempimento – Risarcimento del danno [1] La violazione degli obblighi informativi ex art. 21 d. lgs. 58/1998 (T.U.F.), nonché artt. 27 e 31 del Regolamento Consob n. 11522/2007 da parte dell’intermediario finanziario comporta la risoluzione per inadempimento del relativo ordine di acquisto, non essendo essenziale stabilire se gli investitori, ove adeguatamente informati circa la reale rischiosità del titolo, avrebbero ugualmente dato corso all’acquisto o meno, poiché la condotta dell’intermediario integra ex se la lesione dell’interesse tutelato. Disposizioni applicate Art. 21 d. lgs. 58/1998 (T.U.F.), artt. 27 e 31 Reg. Consob n. 11522/2007, art. 1338 c.c. CASO Un…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

La divisione giudiziale del condominio e l’autonomia strutturale

Corte di Cassazione – Seconda Sez. Civile – Sentenza n. 22041/2019 Condominio – divisione – tabelle millesimali – edificio autonomo – autonomia strutturale – autonomia di gestione amministrativa – artt. 61 e 62 disp. att. c.c. – art. 69 disp. att. c.c. – art. 1117 c.c. – art. 1136 c.c. – parti comuni. “…Più che ad un concetto, il termine ‘edificio’ va riferito ad una costruzione, la quale, per dare luogo alla costituzione di più condomini, deve essere suscettibile di divisione in parti distinte, aventi ciascuna una propria autonomia strutturale, indipendentemente dalle semplici esigenze di carattere amministrativo”. “L’autorità giudiziaria può disporre lo scioglimento di un condominio solo quando il complesso immobiliare sia suscettibile di divisione, senza che si debba attuare…

DIRITTO SUCCESSORIO E DONAZIONI

Rinuncia all’azione di regresso verso il figlio/debitore e donazione indiretta: rapporti con l’istituto della collazione

Cass., Sez. II Civ., 18 settembre 2019, ordinanza n. 23260 Pagamento di debito altrui- Surrogazione legale-Azione di Regresso- Rinuncia all’azione di regresso- Donazione indiretta- Collazione (art. 737 c.c.; art. 769 c.c.; art. 809 c.c.; art 1236 c.c.) Ai fini della collazione, il pagamento di un debito eseguito dal “de cuius” nei confronti di uno dei figli origina verso di lui un credito di pari importo; la rinuncia ad agire in regresso verso lo stesso costituisce una fattispecie di donazione indiretta. CASO Il figlio del de cuius, quale socio accomandatario, rispondeva illimitatamente dei debiti della società. Il de cuius pagava un debito della società del figlio dell’importo di Lire 280.000.000 e successivamente rinunciava ad agire in regresso nei confronti del figlio/debitore stesso….

DIRITTO E REATI SOCIETARI

E’ illegittimo il recesso del socio se la durata della S.p.A. supera l’aspettativa di vita del socio

Tribunale di Milano, Sezione specializzata in materia di imprese, Sentenza n. 5972 del 19 giugno 2019. Parole chiave: recesso del socio – società per azioni – durata della società – exit del socio di minoranza Massima: “Il socio di una società per azioni costituita per una durata pari a 105 anni non può recedere dalla stessa a norma dell’art. 2437, comma 3, c.c., non potendo tale ipotesi essere equiparata a quella di una società per azioni costituita a tempo indeterminato.”. Disposizioni applicate: artt. 2437 c.c., 2473 c.c., Con la sentenza in esame il Tribunale delle Imprese di Milano si è pronunciato in merito al diritto di recesso del socio di una società per azioni, ai sensi dell’art. 2437 c. 3°…

CRISI DI IMPRESA

La “reviviscenza” o meno del rango privilegiato del credito oggetto di revocatoria e successivamente ammesso al passivo fallimentare

Tribunale di Milano,Sez. II civile Fallimentare, Decreto n. 2363/2019 dell’8/03/2019, Pres. Paluchowski, Rel. Giani Parole chiave: ammissione al passivo – garanzie – crediti pignoratizi – crediti chirografari – revocatoria fallimentare – effetti. Massima: “Non risulta condivisibile l’idea che la norma della L. Fall., art. 70, comma 2, esprima un principio generale di reviviscenza delle garanzie a servizio del credito il cui pagamento è stato revocato. Ed anzi l’escussione costituisce l’atto finale della garanzia e, pertanto, pone fine all’esistenza stessa di quest’ultima”. Disposizione applicate: Artt. 53, 67 e 70, II° co., l. fall.. Caso Subita l’azione revocatoria ex art. 67 l. fall. avente ad oggetto la realizzazione della garanzia pignoratizia, un istituto di credito ha presentato domanda di ammissione al passivo…

DIRITTO BANCARIO

Il curatore fallimentare può far valere la nullità del contratto di finanziamento

Le nullità previste dal Titolo VI TUB (trasparenza bancaria), qualificate “di protezione”, operano « soltanto a vantaggio del cliente e possono essere rilevate d’ufficio dal giudice » (art. 127, comma 2, TUB): in sostanza, la nullità di una clausola contrattuale o dell’intero contratto bancario – ad es., inosservanza della forma scritta del contratto (art. 117, comma 1, TUB) – può essere fatta valere solo dal cliente o dal giudice (se di interesse per il cliente). Le nullità di protezione, come evidenziato dalle Sezioni Unite n. 26242 del 2014, fondano l’inderogabilità del loro statuto, contrassegnato dall’operatività a “vantaggio” del cliente, sull’art. 2 Cost., sull’art. 3 Cost. (essendo finalizzate a rimuovere il primo grado dell’asimmetria informativa) e sull’art. 41 Cost. cui si aggiunge, per…

DIRITTO DEL LAVORO

Divieto di trasferimento del lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 23 agosto 2019, n. 21670 Permessi per l’assistenza al familiare disabile convivente – cambio di sede – divieto Massima Il divieto di trasferimento del lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente, di cui all’articolo 33, comma 5, della legge 104/92, nel testo modificato dall’articolo 24, comma 1, lettera b), della legge 183/10, opera ogni volta muti definitivamente il luogo geografico di esecuzione della prestazione, anche nell’ambito della medesima unità produttiva che comprenda uffici dislocati in luoghi diversi, in quanto il dato testuale contenuto nella norma, che fa riferimento alla sede di lavoro, non consente di ritenere tale nozione corrispondente all’unita produttiva di cui all’articolo 2103 c.c.. Commento La sentenza oggetto del presente commento traeva…

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