22 Ottobre 2019

ESECUZIONE FORZATA

Inammissibilità del ricorso straordinario per cassazione avverso il provvedimento reso in sede di reclamo cautelare e sull’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo o dell’esecuzione (artt. 615, comma 1, e 624 c.p.c.)

È principio ormai acquisito grazie all’intervento nomofilattico delle Sezioni Unite che il provvedimento con il quale il giudice dell’opposizione all’esecuzione decida sull’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo ex art. 615, c. 1, c.p.c. sia impugnabile con il rimedio del reclamo ai sensi dell’art. 669 terdecies c.p.c. avanti al collegio del tribunale cui appartiene il giudice monocratico o nel cui circondario ha sede il giudice di pace che ha emesso il provvedimento sull’istanza per inibitoria proposta dall’opponente a precetto (v., da ultimo e definitivamente, Cass., sez. un., 23 luglio 2019, n. 19889, con nota di V. Scappini, È reclamabile ex art. 669 terdecies c.p.c. il provvedimento del giudice dell’opposizione a precetto sull’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, proposta ai…

PROCEDIMENTI DI COGNIZIONE E ADR

È imputabile alla parte il ritardo della notificazione dovuto a negligenze dell’agenzia di servizi di cui il difensore si avvalga

Cass., sez. VI, 25 settembre 2019, n. 23839, Pres. Genovese – Est. Iofrida [1] Rimessione in termini – Condizioni – Esclusione (Cod. proc. civ., art. 153). L’istituto della rimessione in termini, previsto dall’art. 153 c.p.c., comma 2 come novellato dalla L. n. 69 del 2009, di più ampia portata rispetto alla norma di cui all’art. 184 bis c.p.c., siccome operante anche con riguardo al termine per proporre impugnazione, richiede comunque la dimostrazione che la decadenza sia stata determinata da una causa non imputabile alla parte, perché cagionata da un fattore estraneo alla sua volontà. CASO [1] A seguito del diniego espresso dalla competente Commissione territoriale alla richiesta di protezione internazionale dallo stesso presentata, un cittadino del Bangladesh ricorreva innanzi al…

PROCEDIMENTI CAUTELARI E MONITORI

L’ordinanza che sospende l’efficacia esecutiva della delibera assembleare di esclusione del socio non ha efficacia anticipatoria e non sopravvive all’estinzione del giudizio di merito

Cassazione civile, prima sez., ordinanza del 7 ottobre 2019, n. 24939; Pres. Valitutti; Rel. Caiazzo “Il provvedimento cautelare sospensivo dell’efficacia della delibera di esclusione del socio di s.a.s. non può avere contenuto anticipatorio della sentenza costitutiva che, sola, accerta i presupposti legittimanti l’esclusione del socio stesso dalla compagine societaria, comportando, in caso di accoglimento, la produzione dell’effetto modificativo dell’assetto societario poiché esplica un’efficacia interinale ontologicamente coincidente al contenuto della sentenza e non riveste, dunque, i caratteri di una pronuncia accessoria diretta a salvaguardare gli effetti esecutivi discendenti dalla (emananda) medesima sentenza costitutiva”. CASO Il Tribunale di Bolzano, con ordinanza cautelare del 2 aprile 2004, sospese l’efficacia della delibera assembleare che aveva escluso il socio H.B. dalla Hotel Lago s.a.s. Con…

RESPONSABILITÀ CIVILE

Gli obblighi professionali gravanti sul notaio rogante

Cass. civ., sez. III, ord. 26 luglio 2019, n. 20297 – Pres. Amendola – Rel. Fiecconi [1] Obbligazioni – Responsabilità – Obblighi professionali – Notaio – Negligenza – Compravendita – Trascrizione della domanda giudiziale – Rischi non prevedibili (Cod. civ. artt. 1176; 1218; 2230; 2236; 2697) [1] “Non incorre in responsabilità per negligenza professionale il notaio che – nell’ipotesi di compravendita di un immobile gravato dalla trascrizione di una domanda giudiziale pregiudizievole chiaramente indicata nel rogito – abbia omesso di avvertire l’acquirente di ulteriori, ipotetici ed eventuali rischi, non prevedibili al momento della stipula, correlati alla proposizione, quale possibile sviluppo della controversia pendente, di altre domande non ancora avanzate.” CASO [1] Il caso sottoposto all’attenzione della Corte di Cassazione origina…

DIRITTI REALI, CONDOMINIO E LOCAZIONI

Diniego di rinnovo del contratto alla prima scadenza e fondatezza del motivo

Corte di Cassazione, Terza Sez. Civ. Sentenza n. 19523 del 19 luglio 2019 Pres. Adelaide Amendola – Rel. Cons. Marco Dell’Utri Art. 3 Legge n. 431/98 – Art. 2697 c.c. – Art. 2729 c.c. “La circostanza consistente nell’effettiva adibizione dell’immobile ad abitazione del figlio locatore, a seguito del diniego del rinnovo della locazione alla prima scadenza, integri gli estremi di una vera e propria condizione per il valido ed efficace esercizio della corrispondente facoltà potestativa del locatore […] circostanze di fatto la dimostrazione del cui ricorso necessariamente costituisce materia di un onore probatorio imposto a carico del locatore, là dove quest’ultimo intenda concretamente avvalersi della facoltà potestativa in tal senso riconosciuta dal legislatore in presenza di detti presupposti di fatto”[1]…

DIRITTO E PROCEDIMENTO DI FAMIGLIA

Immobile edificato con i soldi della convivente: disposta la restituzione della metà dell’importo

Cassazione civile sez. II, ordinanza del 3 ottobre 2019 n.24721 Edificazione su suolo altrui – Indebito oggettivo – azione personale di restituzione –Ingiustificato arricchimento (artt. 2033 c.c. e 2041 c.c.) All’ex convivente devono essere rimborsate le somme versate a titolo di concorso nelle spese di costruzione dell’immobile da adibire ad abitazione familiare, rimasto in proprietà esclusiva dell’altro convivente.  Caso Durante una convivenza di fatto, viene edificato un immobile da adibire ad abitazione familiare, sul terreno di proprietà esclusiva del convivente, con l’utilizzo di denaro della compagna. Le parti sottoscrivono una scrittura privata con la quale si riconosce espressamente la comproprietà della costruzione per la quota del 50% alla donna. Terminata la relazione e la convivenza, quest’ultima si rivolge al tribunale…

DIRITTO E REATI SOCIETARI

La clausola statutaria che nega all’amministratore revocato senza giusta causa il diritto al risarcimento è nulla

Tribunale di Ancona, Sezione specializzata in materia di imprese, Sentenza n. 749 del 13 aprile 2019 Parole chiave: revoca dell’amministratore – società a responsabilità limitata – giusta causa – responsabilità amministratori – risarcimento del danno Massima “E nulla la clausola statutaria che escluda il risarcimento dei danni arrecati agli amministratori revocati senza giusta causa in quanto tale clausola rappresenterebbe una rinuncia ad un diritto futuro che, in quanto tale, non è ancora entrato nel patrimonio dell’avente diritto ed integra pertanto una rinunzia priva di oggetto”. Disposizioni applicate: artt. 2383, 1322, 1418 c.c. Con la sentenza in esame il Tribunale collegiale di Ancona si è pronunciato sul tema del potere di revoca riconosciuto all’assemblea dei soci di una società di capitali…

CRISI DI IMPRESA

Risarcimento del danno e criterio dei netti patrimoniali

Sentenza Corte di Cass azione Civile, Sez. I, 23 maggio 2019, n. 24431/19, depositata il 30 settembre 2019 Parole chiave Fallimento – responsabilità di amministratori e sindaci – danno risarcibile Massima Il danno risarcibile da amministratori e sindaci per condotte di mala gestio, può determinarsi con il criterio della differenza dei netti patrimoniali, recentemente codificato nel CCII che ha modificato l’art. 2486, co. 3, c.c. Disposizioni applicate art. 146 l.f., art. 2407 c.c., art. 2394 c.c., art. 2486 co. 3 c.c. La Corte di Cassazione, I sez. civile, con la sentenza in epigrafe, in tema di responsabilità di amministratori e sindaci di società fallita, richiama, per la determinazione del danno risarcibile, il criterio presuntivo dei netti patrimoniali, statuendone la non…

DIRITTO BANCARIO

Appunti giurisprudenziali sul tasso effettivo di mora (T.E.MO.), worst case e interessi moratori usurari

Secondo la giurisprudenza prevalente appare problematico determinare un tasso effettivo di mora (c.d. T.E.MO.), dal momento che tale nozione muove dal presupposto di sommare spese e oneri agli interessi moratori, effettuando una analogia con il concetto di TAEG, senza tenere conto che quest’ultimo parametro ha logica solo se riferito agli interessi corrispettivi e agli oneri accessori all’erogazione del credito, dovendosi escludere tale accessorietà degli oneri rispetto all’interesse moratorio, che invece dipende non dall’erogazione del credito, quanto piuttosto dall’inadempimento del debitore (nei termini Trib. Milano 28.4.2016; conf. Trib. Milano 28.7.2017; Trib. Bologna 5.3.2018 e 15.3.2018; Trib. Napoli Nord 26.4.2018; Trib. Brescia  19.4.2018; Trib. Treviso 22.3.2018; Trib. Pavia 10.1.2019; Trib. Roma 8.11.2018). È altresì abitualmente affermato che lo sviluppo di calcoli sui…

DIRITTO DEL LAVORO

Inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del prestatore di lavoro

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 15 maggio 2019, n. 13023 Licenziamento – inadempimento che non porta danni all’azienda – recesso per giusta causa – legittimità – esclusione – giustificato motivo soggettivo – applicabilità MASSIMA Nelle ipotesi in cui il notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del prestatore di lavoro non ha portato danni all’azienda, si deve escludere il licenziamento per giusta causa. La violazione delle procedure, infatti, può integrare il giustificato motivo soggettivo ma non il recesso in tronco dal rapporto di lavoro, escludendo una gravità tale da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro. COMMENTO Nel caso in esame un lavoratore dipendente, assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato full-time, svolgente mansioni di operaio e…

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